3 dicembre 2009

Agenti immobiliari e clienti: apriamo un dibattito

Un approfondimento legale di qualche giorno fa, scritto dal nostro Giuseppe (Obbligo del mediatore alla corretta informazione), ha scatenato una vivace discus­sione sul ruolo del mediatore. I contendenti (si fa per dire) si sono divisi in due fazioni. Da un lato gli agenti immobiliari - Alessia e Massimo, credo del nostro gruppo — e dall’altro il nostro fedele lettore e commentatore Pax — interes­sato al settore immobiliare  e a quanto pare con un’esperienza negativa con le agenzie immobiliari alle spalle — nel ruolo del cliente.

Invito tutti i lettori a leggere la discus­sione perché è davvero interes­sante e mi ha stimolato ad una rifles­sione sulla percezione dell’agente immobiliare da parte dei clienti.

L’aspetto più evidente della questione mostra come sia pre­sente una certa diffidenza e riluttanza, da parte dei clienti, a riconoscere i meriti e il lavoro del mediatore. Agli agenti immobiliari viene imputato di non essere totalmente super-partes nella riuscita dell’affare ma di essere sbilanciati verso una delle due parti in causa (venditore e acquirente dell’immobile) e di non dare un servizio tale da giustificare la provvigione.

A queste incomprensioni intrinseche va aggiunto un quadro normativo che mi pare — da estraneo alla materia — poco nitido e con margini di interpretazione troppo ampi.

Gli appunti mossi dai clienti agli agenti mi fanno immaginare che alla base dell’incomprensione ci sia un difetto di comunicazione. Libero da influenze ideologiche o da qualsivoglia forma di campanilismo, credo che la categoria non sia riuscita a valorizzare al 100% il proprio lavoro e a farlo percepire in modo soddisfacente.

L’intera categoria è oggetto di discus­sione da sempre, e troppo spesso anche a causa di persone scorrette e disoneste — tanto tra gli agenti quanto tra i clienti, sia ben chiaro — e credo che un dibattito sincero possa solo contribuire a migliorare il lavoro degli agenti da un lato e le esperienze dei clienti dall’altro.

Quindi la vera domanda è:

cosa si può fare per abbattere l’aurea di sfiducia?

Buona discus­sione...

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10 commenti a “Agenti immobiliari e clienti: apriamo un dibattito”

  1. MyAvatars 0.2
    pax2you

    cosa si può fare per abbattere l’aurea di sfiducia?

    Nulla.

    Quuando una persona perde fiducia in una categoria non la riacquista piu’.

    E’ bene quindi lavorare prima in modo da non arrivare al punto di farla perdere al cliente.

    Nel mio caso sarebbe bastata un po’ piu’ di correttezza da parte degli ai.

    Purtroppo non noto segni di miglioramento.

    Tutto sommato secondo gli ai con cui discuto e’ tutta colpa di una parte di ai disonesti e abusivi che rovinano la reputazione di quelli onesti.

    Mah...secondo me c’e’ da lavorare parecchio ma non mi sembra che ci sia negli ai,con cui ho parlato, quella chiarezza mentale nel capire cosa realmente fare se non aspettare che il mercato faccia il suo lavoro di depurazione.

    Alcuni qualcosa hanno capito ma sono talmente pochi che la risposta che ricevo e’ che il male degli ai sono gli ai stessi.

    Io con i post pre­cedenti ho voluto dare qualche input allo scopo di trovare una strada pratica ma sembra che la mia sia solo una critica volta a rovinare la reputazione degli ai.

    Non e’ che scrivendo su un blog o su un forum possa avere tutta quella visibilità che servirebbe a tale scopo e poi non mi interessa.

    Mi ripeto ma alla fine io ho capito come difendermi dalla categoria gli altri spero usino il cervello in modo da influenzare nel modo giusto questa categoria.
    Altro non posso e non voglio fare.

    Anche questa e’ democrazia.

    ;-)

    ps
    Saluti non so quanto potro’ intervenire nei pros­simi giorni.

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  2. MyAvatars 0.2
    Massimo

    Caro pax, sono molto sorpreso dalle tue parole. Una volta che ti si chiede cosa si può fare rispondi nulla? Non capisco davvero. Cosa c’è di cosi assurdo nelle nostre parole? Trovi tanto strano che gente che lavora correttamente dia la colpa ai disonesti e non a tutta la categoria. Tu stesso hai detto che nel tuo caso c’è stata disonestà, e questo nes­suno lo contraddice, anche perchè non abbiamo gli elementi per poterlo fare. Dando per certo che così è stato, cosa ci trovi di strano nel fatto che da parte nostra ci sia un invito a non generalizzare? Perchè non valuti la remota pos­sibilità che da noi avresti trovato quella correttezza che hai tutto il diritto di pre­tendere? Prima del decreto Bersani facevo parte della commis­sione di controllo di cui ho parlato, per cui non è solo la fiducia nelle tue parole a farmi credere che ci sia scorrettezza ma anche l’esperienza vis­suta: gente impreparata, disonesta o peggio l’ho vista e la vedo tutti i giorni, e non sai quanto vorrei che sparis­sero. Penso che un confronto sereno si possa comunque avere, sempre che non si parta dal pre­supposto che cerchiamo di scappare o confondere le idee. Nel caso dei link che chiedevi, ad esempio, avevo detto che si trovavano facilmente su google perchè è li che trovo sempre le sentenze che mi interes­sano. Solo che ho scoperto, mea culpa, che quelle della cas­sazione ci sono perchè fanno giurisprudenza, mentre quelle del tribunale no. Ho comunque chiesto di reperirla per poterla girare a te. Spero dunque che si possa riprendere un dibattito sereno, anche perchè non ci spaventa il confronto, ma ci indispone il pregiudizio.

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  3. MyAvatars 0.2
    alessio

    @paxtoyou:
    è un pò che seguo ” da lontano” la discus­sione che è stata lanciata su questo blog, su cui più volte ho scritto anche io. Sono d’accordo con te, e lo dico da AI, nel criticare l’atteggiamento poco o per niente profes­sionale di qualche (a volte sedicente) collega. e vedo in te il “cliente tipo” che spero di avere tutti i giorni in ufficio: la persona sfiduciata da conquistare. quello, per me, è uno degli aspetti più interes­santi del mio lavoro: tentare di abbattere il muro di gomma di alcune persone, e che alcuni “figuranti del settore” –non colleghi– hanno contribuito a creare. Perchè ricevere critiche ci sta, e spinge ad una corretta rifles­sione, ma dire che tanto ormai non si può fare nulla mi sembra riduttivo. Purtroppo, mi pas­serai la citazione, “fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”, e questo per dire che per una persona che si comporta male e che fa scalpore, quante lavorano bene senza finire sotto i riflettori ?!. Se da parte nostra dobbiamo sicuramente prendere il tuo come spunto per una serena rifles­sione ed un costruttivo confronto, non ti pare che abbiamo quanto meno il diritto di essere messi alla prova senza pre­giudizi? Anche a noi capita di essere gabbati da clienti scorretti, eppure continuiamo questo lavoro con pas­sione, chiedendo fiducia alle persone tutti i giorni. Prendi il mio come lo sfogo di un profes­sionista che ha ben chiara la situazione; che accetta le critiche, ma che di contro pre­tende di non essere assimilato a chi lavora male. :-) a presto

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  4. MyAvatars 0.2
    Giove79

    Ciao a tutti, vi leggo da un pò , anche se non sono mai intervenuto, anch’ io affiliato e quindi faccio parte degli A.I. (queste sillabe mi sanno di hi-tech mi ricordano Asimov )..Pax se posso ma quale è stata la tua esperienza, perchè fino a che non parliamo delle esperienze concrete credo che difficilmente ne verremo a capo.
    Se tu ci raccontassi per sommi capi potremmo dare opinioni e anche dare testimonianze, credo che solo il dialogo sul pratico ci possa dare qualcosa e possa far capire di più i lettori.
    Naturalmente sarebbero belle anche domande da parte tua o di altri o di altri A.I. , mi piacerebbe il confronto.
    In fondo è importante per tutta la nostra categoria farci capire cosa significa il nostro lavoro.

    A pre­sto

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  5. MyAvatars 0.2
    Tropical

    Una tra le funzioni più importanti dell’agente immobiliare è fare incontrare la domanda con l’offerta...anzi far avvicinare l’offerta alla domanda mi sembra il punto di vista più corretto visto che, il fatto che si siano ridotte le vendite e aumentati gli affitti evidenzia chiaramente che ancora si insiste coi prezzi folli ante crisi (fatevi un giro sul sito http://www.idealista.it e date un’occhiata agli appartamenti a Roma in zona Gianicolense, troverete attici in palazzine anni 40 da 65 mq per i quali si chiedono 550.000 Euro (8500 Euro al mq) e terreni per il pascolo da 2500 mq con un rudere costruito sopra senza neanche il tetto, forse usato come riparo per le pecore, vi giuro che non credevo ai miei occhi quando ho visto la foto attuale e una foto che pre­sentava una mediocre trasformazione con una siepe, un tetto, due alberi e l’immancabile auto di lusso, spacciato per villa “esclusiva”, “deliziosa” da ristrutturare “lontano da occhi indiscreti”, manco fosse stata nel parco dell’Appia Antica, per i quali sono chiesti 1.630.000 Euro...si TRE MILIARDI DI LIRE)
    Voi pensate in coscienza di fare il più pos­sibile, considerati questi annunci, per fare avvicinare l’acquirente ed il venditore?
    Io vi posso garantire che tutti gli agenti immobiliari che mi hanno fatto vedere appartamenti non mi hanno dato affatto questa impres­sione, fatta eccezione per una sola agenzia immobiliare, la cui titolare era, spero sia tutt’ora, una ragazza che si è dimostrata molto vicina alle mie esigenze e punti di vista e mi disse di non pre­occuparmi per la sua parcella poiché si sarebbe accontentata.....una mosca bianca vista l’arroganza degli altri agenti immobiliari che, oltre a cercare di valorizzare con le parole cose che di valore ne avevano ben poco, mi hanno chiesto anche il 4%...beh, non male su 600.000 euro, il 4% da chi compra, il 4% da chi vende....48.000 Euro....quasi cento milioni di lire, scusate ma vi rendete conto quanti sono 100 milioni di lire? E’ la retribuzione lorda annua di un quadro aziendale. Certamente una volta ben abituati si fa fatica ad ammettere che la situazione sia cambiata ma si sa....è cambiato il mondo del lavoro per tutti, sinceramente non capisco perché non debba cambiare anche per voi.
    Ecco quello che penso: coloro che inizieranno a dire ai venditori che la gente non ha più i soldi e che, dati alla mano, appartamenti simili sono stati venduti a prezzi inferiori faranno una selezione tra chi VUOLE VENDERE e chi ha solamente una fervida fantasia di arricchimento economico. Un’ulteriore e neces­saria azione è la riduzione delle parcelle perché chi compra deve pagarsi da solo anche le spese notarili, l’imposta di registro e bolli vari, oltreché, una volta dentro casa, ristrutturarla ed arredarla, secondo me una parcella dell’1%, 1,5% mas­simo è il valore giusto.
    Io alcuni suggerimenti ve li ho dati, a me sembra un pò di avervi informati sulla scoperta dell’acqua calda poiché tutte le interpretazioni filosofiche e le chiavi di lettura della situazione economica attuale sono drammaticamente ridotte al nulla dalla crisi attuale e conseguente mancanza di benes­sere, esteso a tutti intendo, e dalla sfiducia della gente motivata, giustamente, dalla paura. In buona sostanza: l’epoca delle vacche grasse è finita e la gente ci pensa venti volte prima di fare spese azzardate!

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  6. MyAvatars 0.2
    massimo

    Ciao Tropical, solo qualche commento al tuo interes­sante post. In merito alla giusta provvigione, che secondo te ammonterebbe all’1 o 1,5%, ti inviterei a vedere le spese che sostiene un’agenzia immobiliare, ovviamente che lavora in regola. Ti accorgeresti che con provvigioni del genere sarebbe impos­sibile rimanere aperti. Le vendite non vanno tutte a buon fine e soprattutto non sono tutti su valori di 600.000 euro. Noi ci facciamo carico anche delle spese di immobili che non vengono venduti senza pre­sentarne il conto ai proprietari, per cui fare i conti senza considerare tutti gli addendi non porta mai ad un risultato esatto. Risulta troppo riduttivo, credimi, dire che l’agenzia ha guadagnato 10, 20 o 30.000 euro. Tu mi insegni che il guadagno è dato dalla differenza tra ricavi e costi, e probabilmente i costi che sosteniamo ti sono, giustamente, sconosciuti. Per quanto riguarda la tua esperienza, credo che non sia qualificante per un profes­sionista dire che la parcella non è un problema perchè “si accontenta”. Il profes­sionista, se davvero è tale, lo rimane anche in momenti più diffilcili. Per quello che dobbiamo dire a chi chiede cifre assurde hai colto nel centro, ed è quello che, almeno noi, diciamo sempre. Il problema sorge quando un altro agente immobiliare gli ha valutato casa il 40, 50 o 60% in più. Una domanda, per concludere: quanti dottori hanno ridotto le parcelle a causa della cosiddetta crisi economica? Intendo dire solo questo: dell’agenzia immobiliare ne puoi fare a meno, cercandoti casa da solo, affrontando la trattativa direttamente con il proprietario (auguri!!!) e seguendo da solo tutti gli aspetti tecnici e burocratici. Il medico, invece, non puoi farlo da solo.

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  7. MyAvatars 0.2
    Tropical

    Massimo
    Ciao
    Il fatto che voi non pre­sentiate il conto ai proprietari di case invendute non mi sembra affatto un motivo valido né tanto meno accettabile per far pagare le spese sostenute su chi poi invece la casa la comprerà.
    Per quanto riguarda le spese che sostiene un’agenzia immobiliare: posso essere d’accordo sul fatto che ce ne siano però ti dico anche che:
    1) Almeno dove ho sempre abitato (Monteverde Nuovo) sono spuntate fuori come i funghi a partire dal 2002 ed è contro ogni logica che ci sia un fiorire di tali iniziative commmerciali se non si è abbastanza (ma io direi totalmente) sicuri di guadagnare.
    2) Ho saputo di guadagni di titolari di agenzie immobiliari: senza scrivere cifre posso dirti 15 volte il mio stipendio con una laurea in ingegneria e 10 anni di esperienza di lavoro).
    Comunque di certo lo spirito con cui ho fatto queste osservazioni non è di sindacare delle pos­sibilità economiche, reali o fittizie di determinate persone ma è solo di dare evidenza che le agenzie immobiliari non nascono “per la gloria”, tuttavia il mercato immobiliare, come TUTTI, MA PROPRIO TUTTI i mercati subisce degli alti e bassi. Negli anni pas­sati la gente lavorava, aveva contratti a tempo indeterminato e pos­siedeva risparmi. Attualmente tanta gente ha perso il posto di lavoro, i pochi contratti attualmente stipulati sono a tempo DETERMINATO ed i risparmi non ci sono più o almeno, vista la situazione attuale, la gente che li ha se li tiene stretti (io appartengo a questa categoria).
    Ritornando al discorso della parcella: Io credo che la teoria darwiniana sulla selezione naturale possa applicarsi in molti altri settori oltre a quello per la quale è stata formulata. In sintesi: che significato ha pre­tendere di applicare sempre le stesse regole quando non sus­sistono i pre­supposti per poterlo fare? Un’agenzia che ha, per esempio, sede in Piazza di Spagna a Roma avrà delle spese sicuramente maggiori di una che ha sede in periferia. La prima potrà competere con la seconda scegliendo tra:
    1) Una riduzione dei costi (magari trasferendosi)
    2) Una riduzione dei margini di guadagno
    La scelta di una di queste due opzioni significa una cosa fondamentale: sopravvivenza
    Con questo tengo a pre­cisare che non voglio dare lezioni a nes­suno ma in un mercato mutevole in cui vi sia anche libera concorrenza, la strada per la sopravvivenza passa neces­sariamente per la competitività (in termini pratici: grande capacità di adattamento alle esigenze del mercato, offerta di un servizio di grande valore ad un prezzo che sia molto competitivo con la concorrenza). Non so se hai familiarità con quanto ho appena scritto (sono concetti alla base della cultura delle aziende estere, di sicuro non quelle italiane dove la leadership coincide in quasi totale misura con una posizione “de facto” da monopolista determinatra solo ed esclusivamente da agganci politici e affini) ma posso assicurarti, con cognizione di causa, che un’azienda multinazionale, anche se incrementa fatturati e guadagni di anno in anno ed è leader indiscussa nel proprio settore, ha sempre una grande attenzione nei confronti di tutte le azioni da intraprendere per aumentare la propria competitività sul mercato (non si accontenta minimamente di mantenerla). La ragazza titolare dell’agenzia immobiliare, di cui ho scritto nel post pre­cedente, sicuramente ha ben chiara la sua posizione di minor rilevanza rispetto ad altri operatori del settore e prova a conquistarsi una sua clientela seguendo la strada di un minor guadagno e conquista della fiducia del cliente.
    Probabilmente lei ha capito, e non è che ci volesse molto, quali sono le caratteristiche attuali del mercato e sta lavorando conseguentemente e, sono sicuro, le sue probabilità di sopravvivere sul mercato sono più alte rispetto agli altri (almeno quelli con cui ho avuto il piacere, più o meno grande, di parlare).
    Se non è pos­sibile, come mi dici, accontentarsi di meno, evidentemente non è stato fatto un lavoro importante in tal senso o non ci avete pensato. Importante perché può fare la differenza con altri e permettervi non solo di sopravvivere oggi ma di ampliare la fetta del vostro mercato in futuro.

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  8. MyAvatars 0.2
    Massimo

    Ciao Tropical, la discus­sione sta continuando sull’altro post e magari pos­siamo spostarci lì. Comunque si compete con la concorrenza anche aumentando i servizi e la qualità, ed è quello che da sempre, come gruppo, facciamo. Comunque, se ti va, pos­siamo continuare sull’altro post. A presto.

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  9. MyAvatars 0.2
    nobear

    Cosa fare... magari se citando dati economico-immobiliari non ci si sentisse derisi... o se si evitasse di dire “questo appartamento è un assegno circolare” quando lo si compra per poi sentirsi dire “no... non vale quel che dici” quando si vende... più altre astuzie da terza media tipo far incontrare più potenziali aquirenti per metterli in competizione... che tristezza, davvero.

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  10. MyAvatars 0.2
    Giove79

    Ammazza la costruttività...
    Credo che in ogni mestiere ci siano persone che pos­sono essere più o meno profes­sionali e penso che ogni mestiere debba essere rispettato senza tanti generalismi.
    Perchè c’è il calzolaio bravo e quello meno, c’è il venditore di contratti telefonici bravo che ti da il prodotto più adatto a te e quello che non ti da nes­sun servizio anzi ti danneggia, insomma da ogni parte ci stanno persone più o meno brave non credo che però si possa generalizzare come mi sembra di leggere.
    Senti te che lavoro fai? Chissà che lavoro fai.. magari io od altri potremmo avere una prospettiva errata del tuo mestiere e dire che quelli che fanno il tuo lavoro non meritano nulla e magari sarebbe interes­sante sentire il tuo parere che magari mi potrà spiegare che invece anche nel tuo c’è il buono ed il cattivo... purtroppo quando tocchiamo i nostri personali interessi cambia sempre la prospettiva...
    Finiamola con i mas­sacri dei mestieri rispettiamoci!

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