21 luglio 2009

Al via il Piano Casa: 100 mila alloggi in 5 anni

Dopo 9 mesi caratterizzati da un percorso non sempre privo di ostacoli, questa mattina il Governo ha annunciato la firma al decreto del Presidente del Consiglio denominato “Piano Casa”.

Di questo provvedimento abbiamo già parlato in pas­sato sul blog, approfondendo soprattutto la questione degli incentivi sugli aumenti volumetrici.

A quanto pare nei pros­simi 5 anni verranno realizzati 100 mila alloggi destinati a:

  • famiglie a basso reddito
  • anziani in condizioni di disagio
  • studenti fuori sede
  • giovani coppie
  • immigrati regolari residenti in Italia da almeno 10 anni o nella stessa Regione da 5 anni

che potranno risultare assegnatari di una abitazione in affitto ad un canone sostenibile e sociale. Alcuni di questi alloggi, invece, saranno destinati a diventare case di proprietà.

Le locazioni non potranno avere durata inferiore a 25 anni a canone agevolato. Al termine gli appartamenti saranno venduti in pre­lazione agli inquilini. Non è esclusa, tuttavia, anche la ces­sione degli immobili sul mercato o l’offerta a Comuni ed ex Iacp.

Il Governo avrebbe stanziato 550 milioni di euro per questo provvedimento che dovrebbe portare un po’ di vivacità con ripercus­sioni positive sull’occupazione nel settore delle costruzioni, per un giro di affari comples­sivo che dovrebbe ammontare ad oltre 3 miliardi di euro.

Se venisse realizzato davvero, questo progetto indicherebbe il risveglio dello Stato nell’edilizia pubblica dopo 30 anni di immobilismo. Che ne pensate?

(via Edilportale.com)

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Un commento a “Al via il Piano Casa: 100 mila alloggi in 5 anni”

  1. MyAvatars 0.2
    pax2you o gio

    finalmente!

    Peccato che la cifra,ad ora, non sia sufficiente per 100.000 alloggi.

    In uk e fr costruiscono 50.000 e 70.000 alloggi l’anno.
    In Italia l’ultimo dato parla di 1900.

    Nonostante vi sia una forte edilizia pubblica in questi paesi europei il settore degli agenti immobiliari e’ comunque florido.
    La bolla immobilare si e’ creata pure li ma senza sfruttare la classe medio bassa come da noi.

    E’ quantomeno poco corretto sfruttare la neces­sità di casa per muovere l’economia sopratutto se non si fa distinzione tra classe alta e bassa.

    Questa manovra comunque toglierà una parte della domanda che e’ già abbastanza incrinata stando a vedere il crollo delle compravendite in atto.

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