ProSTO — nuovo progetto europeo

Finalmente un progetto europeo per “obbligare “  ’installazione del panelli solari in Italia.  Per questo nasce il progetto  Pro STO , il significato sarebbe di essere pro  a  Solar Thermal Obligations   (Ordinanze Solari)

Cosa sono i STO ?

STO sono disposizioni legali che impongono l’obbligo di installare impianti solari ai proprietari di edifici di nuova costruzione, o sottoposti a ristrutturazione. In molti casi fanno parte di leggi nazionali o regionali per il settore energetico e spesso vengono attuate per mezzo di regolamenti edilizi a livello comunale. Un numero sempre crescente di comuni, regioni e stati (es. Spagna, Portogallo, Italia, la regione tedesca Baden Wuerttemberg ed alcune regioni in Austria) ha già introdotto ordinanze solari.

Qui sopra ho portato una piccola descrizione del  di questa mondo nuovo per  avere più informazione e capire di più di questo progetto vi inviati di dare un occhiata al sito dedicato a ProSto.

La costruzione più ecologica d’Italia

E’ ad Albenga in provincia di Savona ed è la casa più ecologica d’Italia perché sfrutta quasi tutte le tecnologie disponibili attualmente per il risparmio energetico.

La palazzina ospita 24 alloggi per i Vigili del Fuoco e alcuni uffici comunali, per una superficie totale di 800 mq ad altis­sima efficienza energetica. In ogni locale ci sono 60 “accorgimenti ecologici”: dall’energia elettrica prodotta con celle fotovoltaiche, al riscaldamento e raffrescamento geotermico, dagli impianti di riciclo dell’acqua ai materiali riciclati e isolanti utilizzati nella costruzione.

Per progettare la palazzina, l’architetto Giorgio Mallarino ha analizzato scientificamente tutti gli sprechi di una casa, consapevole che le abitazioni assorbono il 40% di tutta l’energia consumata in Italia. Da quest’analisi è nata questa costruzione che è anche una centrale energetica in grado di sfruttare tutte le fonti rinnovabili.

Qui sotto potete dare un’occhiata ad un documento trovato su Scribd, con qualche dettaglio in più sul progetto.

La Casa Ecologica di Albenga

Cos’è il CoHousing?

Il Cohousing è una particolare forma di convivenza condominiale, dove i condòmini decidono di condividere alcuni spazi e servizi comuni, rimanendo però autonomi nella gestione del proprio appartamento

Si tratta di un fenomeno ancora poco diffuso in Italia, nato intorno agli anni 60 nei paesi scandinavi, prima di estendersi succes­sivamente anche nel resto del nord Europa (Belgio, Olanda, Inghilterra,  Germania), ma ci sono numerosi casi anche in Nord America, Australia e Giappone.

Per una definizione pre­cisa dobbiamo far riferimento al sito cohousing.it che riporta testualmente:

Le comunità di cohousing combinano l’autonomia dell’abitazione privata con i vantaggi di servizi, risorse e spazi condivisi (micronidi, laboratori per il fai da te, auto in comune, palestre, stanze per gli ospiti, orti e giardini...) con benefici dal punto di vista sia sociale che ambientale.

Tipicamente consistono in un insediamento di 20–40 unità abitative,  per famiglie e single, che si sono scelti tra loro e hanno deciso di vivere come una “comunità di vicinato” per poi dar vita – attraverso un processo di progettazione partecipata -  alla realizzazione di un ‘villaggio’ dove coesistono spazi privati (la propria abitazione) e spazi comuni (i servizi condivisi).

Per approfondire questo tema, per dare un’occhiata ai progetti italiani  e per comprendere meglio le motivazioni che spingono verso una scelta sociale di questo tipo, vi rimando all’esauriente cohousing.it, mentre gli amanti della carta potranno trovare le risposte che cercano su Cohousing e condomini solidali (Libro + Dvd) di Matthieu Lietaert, Terra Nuova Edizioni (acquistabile online).

Certificazione energetica: la telenovela continua

Questo blog si è occupato più volte del tema della certificazione energetica, e della sua non facile interpretazione.
E’ notizia di ieri, riportata dall’ottimo geometra.info, che Assoedilizia, l’associazione lombarda dei proprietari di immobili, ha chiesto ufficialmente alla Regione Lombardia la sospensione della certificazione energetica.

I motivi di questa richiesta risiedono soprattutto nella confusione creatasi dalle continue modifiche al provvedimento e in particolare:

  • le procedure di calcolo e le modalità di esecuzione sono state variate, aggiornate, implementate o sono state comunque oggetto di modifiche ben 14 volte negli ultimi 22 mesi (cioè una variazione ogni 47 giorni di media)
  • i programmi di calcolo resi disponibili ai Certificatori Energetici da Cestec s.p.a. sono stati cambiati almeno 8 volte in 22 mesi (cioè una modifica ogni 80 giorni di media)
  • è pre­vista un’ennesima nuova variazione radicale a partire dal 26 ottobre 2009 con l’obbligo di usare una nuova versione del programma di calcolo e delle procedure fornite dalla Regione non ancora testate e messe a punto.

Per approfondimenti vi consiglio di leggere l’intero comunicato disponibile sul sito di Assoedilizia.

Ora resta da vedere come la Regione Lombardia recepirà questa richiesta, in attesa che emerga — a livello nazionale — un provvedimento chiaro e libero da fraintendimenti.

Risparmio energetico e detrazione del 55%

Dal 15 agosto scorso è entrata in vigore la Legge 99/2009 che elimina l’obbligo di redigere l’attestato di qualificazione energetica per usufruire della detrazione del 55% per la sostituzione di impianti termici con caldaie a condensazione, pompe di calore o impianti geotermici, pre­vista nella vecchia finanziaria.

Quindi per la sostituzione di tali impianti bisogna seguire la stessa procedura che valeva per l’installazione di pannelli solari e per la sostituzione di finestre e infissi in singole unità immobiliari.

La documentazione neces­saria per la detrazione è la seguente:

  • asseverazione di un tecnico abilitato (iscritto all’albo) che attesti la rispondenza dell’intervento ai requisiti richiesti.
  • scheda informativa relativa agli interventi realizzati contenente i dati richiesti dall’allegato E scaricabile dal sito dell’ ENEA.

Restano comunque in vigore i seguenti importi mas­simi da detrarre chiarite nella legge 27/2006 commi 345–346-347 relativi alla finanziaria 2007:

  • Per le spese documentate relative ad interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi, spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore mas­simo della detrazione di 60.000 euro, da ripartire in tre quote annuali di pari importo”.
  • Per le spese documentate relative all’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università, spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore mas­simo della detrazione di 60.000 euro, da ripartire in tre quote”.
  • Per le spese documentate, per interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore mas­simo della detrazione di 30.000 euro, da ripartire in tre quote annuali di pari importo”.

Ancora sulla certificazione energetica degli edifici

Vorrei aggiungere due righe al post di ieri di Giuseppe:

In cosa consiste pre­cisamente la certificazione energetica?

Il consumo degli edifici dipende chiaramente da molti fattori:

  • tipo di muratura
  • grado di illuminazione
  • ore di esposizione al sole
  • ampiezza delle finestre
  • esistenza di isolamento termico
  • tipologia degli impianti.

Produrre una certificazione energetica per gli edifici significa quindi fare una dichiarazione che prenda in considerazione tutti questi fattori per creare un documento denominato attestato di certificazione energetica.

Tale certificazione ha un valore di 10 anni e potrà essere rilasciata soltanto da un tecnico abilitato (architetto, ingegnere o geometra) regolarmente iscritto all’albo.

Nuova disciplina energetica in vigore dal 1 Luglio 2009

La disciplina energetica degli edifici è contenuta nel d.lgs. 19/08/2005, n. 192 (succes­sivamente modificata dal d.lgs. 29/12/2006, n. 311 e, infine, dal d.l. 112/2008, convertito in legge 06/08/2008 n. 133). L’art. 35, co. 2 bis del decreto 112/2008 ha abrogato i commi 3 e 4 dell’art. 6 e dei commi 8 e 9 dell’art. 15 del d.lgs. 192/2005 (di seguito solo “decreto”), i quali pre­vedevano l’obbligo di allegazione dell’Attestazione di Certificazione Energetica (sostituito da una Attestazione di Qualificazione Energetica nelle regioni che non hanno ancora dato applicazione alla normativa su base locale) agli atti di trasferimento a titolo oneroso (e la messa a disposizione nel caso di locazione) e le rispettive sanzioni di nullità.

Oggi, si può dunque alienare un immobile non dotato dell’ACE (o dell’AQE), ma a partire dal 01/07/2009 tutti gli immobili (non solo quelli di nuova costruzione), devono essere dotati dell’attestato di certificazione energetica (art. 6 del decreto).

L’obbligo di dotazione riferito agli immobili di nuova costruzione, o che abbiano subito interventi di ristrutturazione realizzati in forza di permesso di costruire richiesto ovvero di DIA pre­sentata in data succes­siva all’08/10/2005, grava in capo al costruttore.

Per tutti gli altri edifici, l’obbligo di dotazione deve ritenersi sus­sistere è in capo al venditore, secondo la disciplina generale (art. 1477, co 3, c.c.): ad ogni modo, nella disciplina di cui trattasi, non si rinviene alcuna norma che escluda la pos­sibilità delle parti di accordarsi in altro modo, ad esempio ponendo l’obbligo a carico dell’acquirente.

Sono esclusi da questa disciplina le seguenti tipologie immobiliari:

  • gli immobili ricadenti nell’ambito della disciplina della parte seconda e dell’articolo 136, co. 1), lettere b) e c), del decreto legislativo 22/01/2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), nei casi in cui il rispetto delle pre­scrizioni implicherebbe un’alterazione inaccettabile del loro carattere o aspetto con particolare riferimento ai caratteri storici o artistici;
  • i fabbricati industriali, artigianali e agricoli non residenziali quando gli ambienti sono riscaldati per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili; i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati

Infine, il recentis­simo D.M. 26/06/2009 ha pre­visto le Linee guida nazionali per la certificazione energetica, pre­vedendone il disciplinare tecnico e gli strumenti di raccordo tra Stato ed Enti Locali per la piena attuazione della disciplina anche su base locale.

Architettura sostenibile: arriva Pigmenti al Pigneto

Vi lascio una segnalazione un po’ atipica ma può essere un modo carino per pas­sare una serata piacevole in una zona di Roma rilanciata di recente. L’occasione può essere anche interes­sante per scoprirne un po’ di più sull’architettura sostenibile.

Stasera e domani, al Pigneto si terrà Pigmenti, un evento dedicato all’architettura sostenibile promosso tra gli altri dall’IN/ARCH (Istituto nazionale d’architettura).

Cito dal blog dell’IN/ARCH:

L’evento si svolge nelle strade del quartiere Pigneto di Roma, individuandone i “nodi sensibili”, spazi che spontaneamente sono eletti dagli abitanti come punti di incontro e di scambio, ma anche spazi di particolare criticità o attualmente ignorati che vengono riscoperti e rivalutati attraverso l’architettura e l’arte.

Pigmenti vuole dimostrare in maniera concreta che “un altro quartiere è pos­sibile”, un quartiere dove interventi di “Architettura Sensibile” promuovano l’architettura della quotidianità piuttosto che quella dell’eccezionalità, portando l’architettura e l’arte fuori dai consueti circuiti d’elite.

Verranno pre­sentati i progetti degli studenti del Master IN/ARCH in “Progettista di architetture sostenibili” e le ricerche sull’urbano di Lab(e)s e OfficinaFortebraccio a cui si affiancheranno istallazioni e performance di artisti della zona coordinati da Mookdesign.

Ci vediamo lì.