Un appartamento di rappresentanza

Il nuovo pro­prie­ta­rio dell’attico in que­stione è un gio­vane pro­fes­sio­ni­sta la cui esi­genza era quella di otte­nere un appar­ta­mento ele­gante, moderno e con­for­te­vole nel quale, all’occorrenza, ospi­tare col­le­ghi pro­ve­nienti dal resto dell’Europa per meglio intrec­ciare rap­porti professionali.
L’appartamento, sito in una zona cen­trale di Roma, pur essendo ampio, era mal distri­buito: un vasto disim­pe­gno, illu­mi­nato da un’ampia fine­stra e chiuso da un unico ser­vi­zio igie­nico, fun­geva da ele­mento distri­bu­tore agli altri ambienti, posti in bat­te­ria uno di seguito all’altro. Si è scelto di stra­vol­gere com­ple­ta­mente la dispo­si­zione dell’abitazione: l’ingresso con sog­giorno a vista e zona pranzo, è valo­riz­zato da due ampie fine­stre e dalla porta-finestra che con­duce sul grande ter­razzo. Lungo quello che era solo un cor­ri­doio sono stati posti tutti i locali di ser­vi­zio, la cucina e due bagni, uno di uso comune, ed un altro di per­ti­nenza della camera padro­nale. Il disim­pe­gno, più con­te­nuto del pre­ce­dente, è sop­pal­cato con accessi dalle camere da letto, e funge da ele­mento distri­bu­tivo per la zona notte.
Grande atten­zione è stata posta nei par­ti­co­lari: nel salone è stato pro­get­tata una strut­tura ango­lare in car­ton­gesso con­te­nente un camino deco­ra­tivo (in realtà una sem­plice stufa a gas) ed il tele­vi­sore a schermo piatto, ed una nic­chia, vicina all’ingresso della cucina, allog­gerà il mobi­letto bar. Il bagno comune ha il vano doc­cia ampio carat­te­riz­zato da una strut­tura che con­sente di farne una
sauna per due per­sone. La camera padro­nale, in verità quasi un secondo appar­ta­mento interno al prin­ci­pale, è con­tro­sof­fit­tata nell’ingresso, ed ha un comodo bagno con doc­cia e vasca idro­mas­sag­gio, ed una ampia cabina arma­dio. I rive­sti­menti sono sem­plici: par­quet per tutto l’appartamento, eccetto i bagni, e gres por­cel­la­nato con sem­bianze di teak per i balconi.

Il nuovo pro­prie­ta­rio dell’attico in que­stione è un gio­vane pro­fes­sio­ni­sta la cui esi­genza era quel­ladi otte­nere un appar­ta­mento ele­gante, moderno e con­for­te­vole nel quale, all’occorrenza, ospi­ta­re­col­le­ghi pro­ve­nienti dal resto dell’Europa per meglio intrec­ciare rap­porti professionali.L’appartamento, sito in una zona cen­trale di Roma, pur essendo ampio, era mal distri­buito: unva­sto disim­pe­gno, illu­mi­nato da un’ampia fine­stra e chiuso da un unico ser­vi­zio igie­nico, fun­ge­vada ele­mento distri­bu­tore agli altri ambienti, posti in bat­te­ria uno di seguito all’altro.Si è scelto di stra­vol­gere com­ple­ta­mente la dispo­si­zione dell’abitazione: l’ingresso con sog­gior­noa vista e zona pranzo, è valo­riz­zato da due ampie fine­stre e dalla porta-finestra che con­duce sul­grande ter­razzo. Lungo quello che era solo un cor­ri­doio sono stati posti tutti i locali di servizio,la cucina e due bagni, uno di uso comune, ed un altro di per­ti­nenza della camera padro­nale. Ildisimpegno, più con­te­nuto del pre­ce­dente, è sop­pal­cato con accessi dalle camere da letto, e fun­geda ele­mento distri­bu­tivo per la zona notte.Grande atten­zione è stata posta nei par­ti­co­lari: nel salone è stato pro­get­tata una strut­tura ango­la­rein car­ton­gesso con­te­nente un camino deco­ra­tivo (in realtà una sem­plice stufa a gas) ed il tele­vi­so­rea schermo piatto, ed una nic­chia, vicina all’ingresso della cucina, allog­gerà il mobi­letto bar. Ilbagno comune ha il vano doc­cia ampio carat­te­riz­zato da una strut­tura che con­sente di farne una­sauna per due per­sone. La camera padro­nale, in verità quasi un secondo appar­ta­mento interno alprin­ci­pale, è con­tro­sof­fit­tata nell’ingresso, ed ha un comodo bagno con doc­cia e vascai­dro­mas­sag­gio, ed una ampia cabina armadio.I rive­sti­menti sono sem­plici: par­quet per tutto l’appartamento, eccetto i bagni, e gres por­cel­la­na­to­con sem­bianze di teak per i balconi.

ProSTO — nuovo progetto europeo

Finalmente un pro­getto euro­peo per “obbli­gare “  ’instal­la­zione del panelli solari in Italia.  Per que­sto nasce il pro­getto  Pro STO , il signi­fi­cato sarebbe di essere pro  a  Solar Thermal Obligations   (Ordinanze Solari)

Cosa sono i STO ?

STO sono dispo­si­zioni legali che impon­gono l’obbligo di instal­lare impianti solari ai pro­prie­tari di edi­fici di nuova costru­zione, o sot­to­po­sti a ristrut­tu­ra­zione. In molti casi fanno parte di leggi nazio­nali o regio­nali per il set­tore ener­ge­tico e spesso ven­gono attuate per mezzo di rego­la­menti edi­lizi a livello comu­nale. Un numero sem­pre cre­scente di comuni, regioni e stati (es. Spagna, Portogallo, Italia, la regione tede­sca Baden Wuerttemberg ed alcune regioni in Austria) ha già intro­dotto ordi­nanze solari.

Qui sopra ho por­tato una pic­cola descri­zione del  di que­sta mondo nuovo per  avere più infor­ma­zione e capire di più di que­sto pro­getto vi inviati di dare un occhiata al sito dedi­cato a ProSto.

Piano casa: ora tocca ai comuni

Il prov­ve­di­mento che si pro­po­neva l’obiettivo di tra­ghet­tarci fuori dalla crisi, pur avendo per­duto per tem­pi­stica il suo scopo ori­gi­na­rio, con­ti­nua a pro­ce­dere, sep­pure molto len­ta­mente. Anche se a quanto si legge sui gior­nali si comin­ciano a vedere i primi segnali di ripresa.

L’agenda aveva sta­bi­lito che le Regioni (compe­tenti sul tema dell’ampliamento delle volu­me­trie) si dotas­sero di appo­site leggi regio­nali entro la fine di luglio. In que­sto modo il prov­ve­di­mento del Governo avrebbe assunto la fun­zione di diret­tiva — linea guida, men­tre cia­scuna regione poteva imporre limiti, sta­bi­lire dero­ghe e inter­pre­tare il piano casa regio­nale, secondo le carat­te­ri­sti­che del pro­prio territorio.

Mentre man­cano all’appello 4 regioni: Molise, Campania, Calabria e Sicilia, nel frat­tempo le regioni che hanno appro­vato la legge hanno pas­sato la palla ai Comuni, cui spetta l’ultima parola verso l’esecutività vera e propria.

I rebus da scio­gliere sono ancora molti e gli effetti “bene­fici” di que­sto prov­ve­di­mento gover­na­tivo sono lon­tani dal con­cetto di emer­genza che l’ha ispirato.

Come sem­pre, sta­remo a vedere.

Detrazione fiscale anche per mobili ed elettrodomestici

L’articolo 2 del DL 5/2009, con­ver­tito nella Legge 33/2009, intro­duce una detra­zione del 20% delle spese, soste­nute tra il 7 feb­braio 2009 e il 31 dicem­bre 2009, per l’acquisto di mobili, elet­tro­do­me­stici di classe ener­ge­tica non infe­riore ad A+ (esclusi fri­go­ri­feri, con­ge­la­tori e loro com­bi­na­zione), com­pu­ter e tele­vi­sori.

Per acce­dere alla detra­zione è neces­sa­rio avviare, o aver avviato a par­tire dal 1° luglio 2008, lavori di ristrut­tu­ra­zione di sin­gole unità immo­bi­liari resi­den­ziali, usu­fruendo della detra­zione del 36%. I mobili e gli elet­tro­do­me­stici age­vo­lati devono essere fina­liz­zati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrut­tu­ra­zione.

Il tetto mas­simo della spesa age­vo­la­bile è fis­sato a 10.000 euro e l’importo mas­simo della detra­zione è di 2.000 euro da ripar­tire in cin­que quote annuali.

L’importo mas­simo è rife­rito alla sin­gola unità immo­bi­liare oggetto di ristrut­tu­ra­zione e non alla sin­gola per­sona fisica pro­prie­ta­ria dell’immobile. Per l’acquisto dei beni age­vo­lati il paga­mento deve avve­nire tra­mite boni­fico ban­ca­rio o postale da cui risul­tino la cau­sale del ver­sa­mento, il codice fiscale del sog­getto che paga e il codice fiscale o numero di par­tita Iva del bene­fi­cia­rio del pagamento.

La detra­zione è ovvia­mente vin­co­lata alla frui­zione del bene­fi­cio fiscale del 36% (pre­vi­sto dall’art. 1 della Legge 449/1997) rela­ti­va­mente, però, ai soli “inter­venti di recu­pero del patri­mo­nio edi­li­zio effet­tuati su sin­gole unità immo­bi­liari resi­den­ziali ini­ziati a par­tire dal 1 luglio 2008, a fronte di spese soste­nute dalla pre­detta data”.

Ciò com­porta che il con­tri­buente che voglia fruire del nuovo bene­fi­cio fiscale, deve aver ese­guito tutti gli adem­pi­menti pre­li­mi­nari neces­sari alla frui­zione della detra­zione per le ristrut­tu­ra­zioni edilizie.

Come orientarsi nel Piano Casa

L’annuncio di un Piano Casa per dare rilan­cio al set­tore dell’edilizia, lan­ciato dal Governo nei primi mesi del 2009 si era ini­zial­mente scon­trato con una dif­fi­cile trat­ta­tiva Stato-Regioni per tro­vare un’intesa comune.

Ne è risul­tata un’autonomia di appli­ca­zione e di inter­pre­ta­zione da parte delle Regioni che ha por­tato ad una situa­zione tutt’altro che sem­plice da decifrare.

Avevamo pen­sato di fare uno spec­chietto rias­sun­tivo con le carat­te­ri­sti­che del Piano Casa regione per regione, ma abbiamo tro­vato l’ottimo focus pub­bli­cato su Edilportale.com e lo dif­fon­diamo con piacere.

Condominio: obbligo risarcitorio per infiltrazioni da una terrazza a livello

Da una recente richie­sta di chia­ri­menti avan­zata da parte di alcuni let­tori della nostra rivi­sta men­sile ToscanoCase, prendo l’iniziativa rife­rendo della que­stione in merito alla ripar­ti­zione delle spese di manu­ten­zione per la ter­razza a livello in condominio.

La ter­razza è una super­fi­cie sco­perta posta al sommo di alcuni vani e nel con­tempo sullo stesso piano di altri, desti­nata non tanto a coprire le ver­ti­cali di edi­fici sot­to­stanti quanto a dare un affac­cio o ulte­riori como­dità all’appartamento cui è col­le­gata. Per que­ste sue carat­te­ri­sti­che ma ancor di più per la “liti­giosa” realtà con­do­mi­niale, negli anni si è per­ve­nuti ad equi­pa­rarla ad un lastrico solare o ad un tetto per spie­gare e di con­se­guenza giu­sti­fi­care la ripar­ti­zione delle spese di manutenzione.

Cos’è un lastrico solare?
 Il lastrico solare è una strut­tura piana posta a coper­tura dell’edificio il quale oltre a svol­gere la fun­zione di tetto e quindi di pro­te­zione dell’edificio mede­simo può essere uti­liz­zato anche per altri usi acces­sori come sola­rium o come ter­razzo. L’art. 1117 c.c. lo elenca tra gli oggetti di pro­prietà comune dei pro­prie­tari dei diversi piani o por­zioni di piano dell’edificio, fatto salvo diverse disposizioni.

In linea gene­rale tutte le spese di manu­ten­zione, ripa­ra­zione e rico­stru­zione sono ripar­tite tra tutti i con­do­mini pro quota in forza delle esi­stenti tabelle mil­le­si­mali di pro­prietà. Sennonchè l’art. 1126 c.c. rela­ti­va­mente al lastrico solare dispone sul caso dell’uso esclu­sivo facendo le seguenti ripartizioni:

  • 1/3 da parte di colui che ha in uso esclu­sivo il lastrico solare;
  • 2/3 da parte dei con­do­mini pro­prie­tari di unità sot­to­stanti il lastrico solare oggetto dell’intervento.

Arrivati a que­sto punto pos­siamo pro­ce­dere con i chia­ri­menti richie­sti pre­vie ulte­riori precisazioni.

Innanzitutto richia­mando giu­ri­spru­denza di merito. Il Tribunale di Milano ha evi­den­ziato il requi­sito da pren­dere in con­si­de­ra­zione nel momento in cui ci si pone la domanda: Quando il ter­razzo a livello deve essere equi­pa­rato per la ripar­ti­zione delle spese al lastrico solare?

Decidendo la Magistratura si è espressa spe­ci­fi­cando che sarà la valu­ta­zione della fun­zione svolta dal ter­razzo a diri­mere la que­stione, ovvero la sud­detta equi­pa­ra­zione vi sarà allor­chè il ter­razzo assol­verà anche all’essenziale ed impre­scin­di­bile fun­zione di coper­tura dell’edificio stesso (Trib. Milano, 20.05.2002).

Riassumendo, ai danni cagio­nati all’appartamento sot­to­stante per le infil­tra­zioni d’acqua pro­ve­nienti dal ter­razzo a livello sopra­stante, dete­rio­rato per difetto di manu­ten­zione, rispon­dono tutti gli obbli­gati ina­dem­pienti alla fun­zione di con­ser­va­zione, secondo le pro­por­zioni sta­bi­lite dal sopra citato art. 1126 c.c. (Cass. Civ., sez. III – n. 26239) ancor­chè tale arti­colo disci­plini il caso di uso esclu­sivo del lastrico solare.

Certificazione energetica: la telenovela continua

Questo blog si è occu­pato più volte del tema della cer­ti­fi­ca­zione ener­ge­tica, e della sua non facile inter­pre­ta­zione.
E’ noti­zia di ieri, ripor­tata dall’ottimo geometra.info, che Assoedilizia, l’associazione lom­barda dei pro­prie­tari di immo­bili, ha chie­sto uffi­cial­mente alla Regione Lombardia la sospen­sione della cer­ti­fi­ca­zione energetica.

I motivi di que­sta richie­sta risie­dono soprat­tutto nella con­fu­sione crea­tasi dalle con­ti­nue modi­fi­che al prov­ve­di­mento e in particolare:

  • le pro­ce­dure di cal­colo e le moda­lità di ese­cu­zione sono state variate, aggior­nate, imple­men­tate o sono state comun­que oggetto di modi­fi­che ben 14 volte negli ultimi 22 mesi (cioè una varia­zione ogni 47 giorni di media)
  • i pro­grammi di cal­colo resi dispo­ni­bili ai Certificatori Energetici da Cestec s.p.a. sono stati cam­biati almeno 8 volte in 22 mesi (cioè una modi­fica ogni 80 giorni di media)
  • è pre­vi­sta un’ennesima nuova varia­zione radi­cale a par­tire dal 26 otto­bre 2009 con l’obbligo di usare una nuova ver­sione del pro­gramma di cal­colo e delle pro­ce­dure for­nite dalla Regione non ancora testate e messe a punto.

Per appro­fon­di­menti vi con­si­glio di leg­gere l’intero comu­ni­cato dispo­ni­bile sul sito di Assoedilizia.

Ora resta da vedere come la Regione Lombardia rece­pirà que­sta richie­sta, in attesa che emerga — a livello nazio­nale — un prov­ve­di­mento chiaro e libero da frain­ten­di­menti.

Il piano casa dei giovani

Pare che il Governo stia pen­sando ai gio­vani, al punto da pre­sen­tare nel primo con­si­glio dei mini­stri dopo la ripresa estiva, un prov­ve­di­mento dedi­cato all’edi­li­zia riser­vata alle gio­vani cop­pie.

Appartamenti in affitto a basso costo con la pos­si­bi­lità di riscat­tare l’immobile, mutui a tassi ridotti e age­vo­la­zioni per gio­vani cop­pie dovreb­bero essere gli argo­menti oggetto del prov­ve­di­mento. Il pro­getto dovrebbe far leva sull’iniziativa pri­vata, indi­vi­duando ter­reni dema­niali e strut­ture esi­stenti da demo­lire e sosti­tuire con fab­bri­cati gra­de­voli, evi­tando forme di edi­li­zia intensiva.

Secondo Berlusconi, le rate di mutuo saranno più basse dei canoni di loca­zione di mer­cato. Anche se non sono state note le garan­zie richie­ste ai giovani.

Per quelle biso­gnerà aspet­tare qual­che giorno.