la manovra di stabilità e il mercato immobiliare

Su tutti i gior­nali, nei tele­gior­nali e nei talk show poli­tici si parla da giorni della nuova mano­vra di sta­bi­lità del governo Monti. Alcune misure impat­tano diret­ta­mente su tutti quei cit­ta­dini che acqui­stano un immo­bile, o che accen­dono un mutuo. La norma incri­mi­nata, in tal caso, è la stessa: si tratta infatti del tetto di tre­mila euro sulle detra­zioni. Per quanto riguarda gli inte­ressi pas­sivi sul mutuo, il cit­ta­dino ita­liano era abi­tuato a detrarre il 19% per un mas­simo di 4000 euro. Oggi, invece, viene intro­dotta una fran­chi­gia di 250 euro e il tetto mas­simo detrai­bile sarà di 3000 euro. Il pro­blema vero, però, è dato dal fatto che il tetto di 3000 euro è cumu­la­tivo, ovvero a rag­giun­gerlo con­cor­rono anche altre detra­zioni (il mec­ca­ni­smo è ben appro­fon­dito in un arti­colo di Repubblica.it di oggi).

Questo prov­ve­di­mento incide ancora una volta sul mer­cato immo­bi­liare, già preso di mira con l’IMU. Come se non bastasse, un’altra detra­zione rela­tiva al mer­cato immo­bi­liare viene modi­fi­cata rispetto agli scorsi anni: la detra­zione per l’intermediazione immo­bi­liare sulla prima casa. Il tetto mas­simo di spesa era di 1000 euro. Oggi, oltre a con­cor­rere anche que­sta voce nel tetto com­ples­sivo dei 3000 euro, viene intro­dotta anche una fran­chi­gia di 250 euro.

Secondo voi, quanto impat­terà tutto que­sto sul mer­cato immo­bi­liare italiano?

Cariparma lancia la Campagna Mutui Casa 2012

Importanti novità sullo sce­na­rio dei mutui dedi­cate a chi si accinge a com­prare casa.
Il Gruppo Cariparma Credit Agricole, nell’anno 2011 aveva già dimo­strato di essere vicina alle fami­glie dei  con­su­ma­tori, ero­gando circa un terzo di numero di mutui in più rispetto all’anno solare precedente.
Ad ini­zio di marzo scorso, primo isti­tuto a intra­pren­dere que­sta strada nell’attuale clima di incer­tezza nell’accesso al cre­dito, Cariparma ha inviato un mes­sag­gio molto inco­rag­giante met­tendo a dispo­si­zione delle fami­glie che inten­dono acqui­stare casa un pla­fond di 2,5 miliardi di Euro con con­di­zioni di tasso tra le più con­ve­nienti sul mercato.
Le con­di­zioni di Cariparma sono poi ancora più con­ve­nienti per i clienti che si rivol­gono alle agen­zie Toscano, gra­zie alla part­ner­ship di Megliomutui, met­tendo a dispo­si­zione della nostra clien­tela un’offerta per­so­na­liz­zata ricca di ulte­riori e van­tag­giosi prodotti.
Con le sue ini­zia­tive Cariparma dimo­stra di voler con­ti­nuare a svol­gere un ruolo impor­tante nel mer­cato dei
finan­zia­menti alle fami­glie segui­tando a con­ce­dere cre­dito per l’acquisto della pro­pria abi­ta­zione e con­so­li­dando lo
stretto rap­porto di col­la­bo­ra­zione con il Gruppo Toscano.

Il mutuo su misura.

La con­su­lenza offerta dalla rete com­mer­ciale di Toscano Mutui per­mette di pro­porre alla Vostra clien­tela il miglior prodotto
adatto all’esigenza. A dare ascolto alle pub­bli­cità, infatti, non c’è nulla di più sem­plice che avere un mutuo…ma non
sem­pre è così!
Il suc­cesso di una richie­sta di mutuo dipende dalla sto­ria cre­di­ti­zia, dai red­diti, dall’immobile cau­zio­nale e dal pro­dotto scelto.Senza descri­vere tutte le pos­si­bili solu­zioni a dispo­si­zione della clien­tela che si rivolge a Toscano Mutui, di seguito le for­mule clas­si­che pro­po­ste dagli Istituti: tasso fisso, tasso varia­bile puro e tasso varia­bile con tetto.A favore del tasso fisso gioca il
fat­tore psi­co­lo­gico della sicu­rezza: la rata men­sile non subirà variazioni,permettendo di gestire le entrate-mensili con mag­giore serenità‚ma spesso ci si inde­bita al limite delle pro­prie possibilità‚seppure l’inflazione,alla fine,darà
una mano.
A favore del tasso varia­bile gioca, invece, la logica finan­zia­ria: il tasso varia­bile, oggi, per­mette da subito di avere una rata sen­si­bil­mente più bassa rispetto al tasso fisso,consentendo di rispar­miare dal reddito-mensile una quota che,se accantonata
nei­mo­menti di sta­bi­lità dei tassi,può ammor­tiz­zare l’effetto degli aumenti e, addirittura,consentire la par­ziale estin­zione anti­ci­pata del­ca­pi­tale residuo.
Da qual­che anno esi­ste poi un’altra scelta: il mutuo con Cap. E’ pur sem­pre un mutuo a tasso variabile,ma sin dall’inizio è sta­bi­lito un limite mas­simo oltre il quale la rata­men­sile non può aumentare.Il tetto è sta­bi­lito, all’incirca, tra il 5,45 e il 6,10% a seconda degli
Istituti. Il mutuo con il Cap ha però costi mag­giori in ter­mini di spread e di pro­dotti acces­sori, costi che non sem­pre assi­cu­rano una con­ve­nienza dure­vole nel tempo.
Scegliere il pro­dotto giu­sto non è, quindi, un gioco da ragazzi, ecco per­ché i con­su­lenti Toscano Mutui sanno accom­pa­gnare la clien­tela nello sce­gliere il pro­dotto su misura per rag­giun­gere il miglior risultato

Nuova partnership tra Cariparma e Gruppo immobiliare Toscano: nasce il progetto “Megliomutui”

Per le fami­glie del Lazio e della Lombardia un’ offerta unica per la ricerca e l’acquisto della casa

Sfruttare le siner­gie esi­stenti fra busi­ness tra loro col­le­gati, la ricerca della casa e il finan­zia­mento neces­sa­rio per acqui­starla, per offrire ai reci­proci clienti un ser­vi­zio effi­ciente e van­tag­gioso traendo bene­fi­cio dalle rispet­tive competenze.

Si chiama Megliomutui ed è un pro­getto di comar­ke­ting, unico nel pano­rama ita­liano, che coin­volge il Gruppo Toscano, uno dei più impor­tanti gruppi immo­bi­liari ita­liani e Cariparma, banca di rilievo nazio­nale da sem­pre rico­no­sciuta come player di rife­ri­mento per l’offerta di finan­zia­menti alle famiglie.

La part­ner­ship va a inte­grare un rap­porto di col­la­bo­ra­zione avviato nel 2008 unendo l’attività di con­su­lenza immo­bi­liare con quella di finan­zia­mento dell’abitazione, attra­verso la defi­ni­zione di ini­zia­tive di comu­ni­ca­zione comuni, in pri­mis il mar­chio creato ad hoc per il pro­getto: Megliomutui.

Il sito dedi­cato, www.megliomutui.it, pre­senta nel det­ta­glio tutti i van­taggi offerti dalla partnership.

I clienti che com­prano casa con Toscano e scel­gono un mutuo Cariparma potranno bene­fi­ciare di:

  • quat­tro dif­fe­renti tipo­lo­gie di mutui: Gran Mutuo Chiaro e Certo, per chi vuole bene­fi­ciare di un mutuo a tasso varia­bile fis­sando comun­que da subito il tasso mas­simo; Gran Mutuo Cambio Scelta, il finan­zia­mento fles­si­bile che per­mette di deci­dere tra tasso fisso o varia­bile modi­fi­cando la pro­pria scelta ogni due anni; Gran Mutuo Rata Flessibile, che dà la libertà di sospen­dere e variare la rata del mutuo; Mutuo casa, che pro­pone la scelta tra un tasso varia­bile con pos­si­bi­lità di optare per il fisso in qua­lun­que momento, un tasso varia­bile a rata costante o un clas­sico tasso fisso
  • un pre­stito a tasso fisso age­vo­lato per le prime spese cor­re­late all’acquisto dell’abitazione
  • un conto cor­rente a con­di­zioni vantaggiose
  • una polizza assi­cu­ra­tiva per la fami­glia gra­tuita per un anno
  • Agevolazioni per la ristrut­tu­ra­zione del pro­prio immobile

Questa part­ner­ship rap­pre­senta un’assoluta novità sul mer­cato ita­liano – ha dichia­rato Massimo Tripuzzi, Direttore Retail di Cariparma — Abbiamo messo insieme le forze, sfrut­tando le rispet­tive pro­fes­sio­na­lità, per seguire il cliente in un’operazione impor­tante come quella dell’acquisto della casa, accom­pa­gnan­dolo dalla ricerca dell’abitazione fino alla scelta del finan­zia­mento. Grazie a un part­ner di livello come il Gruppo Toscano, pos­siamo offrire ai nostri clienti un ser­vi­zio di qua­lità alle migliori con­di­zioni di mer­cato, con­fer­mando il nostro ruolo di banca di rife­ri­mento per il set­tore dei mutui casa”.

Questa è un’operazione che dà una rispo­sta seria al mer­cato – ha dichia­rato Ilario Toscano, Presidente del Gruppo Toscano – Infatti il cliente in un momento per lui così impor­tante rap­pre­sen­tato dall’acquisto di una casa, avverte sem­pre di più il desi­de­rio di avere un ser­vi­zio com­pleto e cioè, men­tre acqui­sta la casa, la sere­nità di essere assi­stito con­tem­po­ra­nea­mente anche per ciò che riguarda il finanziamento”.

Aderiscono all’operazione le agen­zie Toscano e le filiali Cariparma, del Lazio e della Lombardia. E’ stato atti­vato anche un numero verde dedi­cato 800 368368, che a par­tire dal 15 marzo rispon­derà a tutte le richie­ste di infor­ma­zioni dei clienti.

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Acquisto prima casa: operativo il fondo per le coppie giovani

E’ entrato in vigore il 18 Febbraio scorso il prov­ve­di­mento del Fondo sull’accesso al cre­dito per l’acquisto della prima casa. Il decreto, isti­tuito dal Ministero della Gioventù, per­mette alle  cop­pie coniu­gate o ai nuclei fami­liari anche com­po­sti da un solo geni­tore con figli minori a carico, di otte­nere ser­vizi age­vo­lati per l’acquisto della prima casa.

Da marzo, le gio­vani cop­pie resi­denti in Italia, che risul­tano occu­pate con con­tratti di lavoro ati­pici (Apprendistato,Contratto di for­ma­zione lavoro, Contratto Part-Time, Telelavoro), potranno acce­dere ai mutui age­vo­lati fino a 200.000 euro per l’acquisto della prima casa, bene­fi­ciando di una garan­zia, in caso di insol­venza, del 50% della quota capi­tale, comun­que non oltre 75.000 euro.

I requi­siti neces­sari per acce­dere al sud­detto fondo sono:

  • Età infe­riore ai 35 anni
  • Un red­dito ISEE non supe­riore ai 35mila euro, non più del 50% del red­dito com­ples­sivo impo­ni­bile ai fini IRPEF deve pro­ve­nire da con­tratto di lavoro dipen­dente a tempo indeterminato.
  • Non essere pro­prie­ta­rio di altri immo­bili, tranne quelli rice­vuti per successione.
  • L’immobile da acqui­stare non potrà supe­rare i 90mq e non dovrà avere carat­te­ri­sti­che di lusso.

Per leg­gere il prov­ve­di­mento in originale:

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/regolamentomutuiprimacasa


Usufrutto e Locazione

Nel corso dell’ultimo “Seminario Notarile” tenu­tosi a Roma mi è stato posto il seguente, inte­res­sante que­sito: l’usufruttuario può con­ce­dere in loca­zione l’immobile che ne forma oggetto? In caso affer­ma­tivo, cosa suc­cede se la durata della loca­zione eccede quella dell’usufrutto (ad esem­pio, per l’intervenuta morte dell’usufruttuario)?

Estendiamo ai nostri let­tori di ToscanoBlog  la rispo­sta al quesito:

a) cer­ta­mente l’usufruttuario può con­ce­dere in loca­zione l’immobile: l’art. 981 c.c. pre­vede infatti che egli “può trarre dalla cosa ogni uti­lità che que­sta può dare”. L’usufruttuario ha però l’obbligo di “rispet­tare la desti­na­zione eco­no­mica della cosa”;

b) “le loca­zioni con­cluse dall’usufruttuario, in corso dal tempo della ces­sa­zione dell’usufrutto, pur­chè con­stino da atto pub­blico o da scrit­tura pri­vata di data certa ante­riore, con­ti­nuano per la durata sta­bi­lita, ma non oltre il quin­quen­nio dalla ces­sa­zione dell’usufrutto” (art. 999, co. 1, c.c.).

c) può suc­ce­dere che l‘estinzione dell’usufrutto dipenda dal decorso del ter­mine di durata pre­vi­sto (e quindi non da morte dell’usufruttuario, o pre­scri­zione per non uso ven­ten­nale, o riu­nione di usu­frutto e pro­prietà nella stessa per­sona, o peri­mento della cosa — vedasi artt. 979 e 1014 c.c.): limi­ta­ta­mente a tale ipo­tesi, “le loca­zioni non durano in ogni caso se non per l’anno, e, trat­tan­dosi di fondi rustici dei quali il prin­ci­pale rac­colto è bien­nale o trien­nale, se non per il bien­nio o trien­nio che si trova in corso al tempo in cui cessa l’usufrutto” (art. 999, co. 2, c.c.).

A parte il con­cetto di atto pub­blico (quello redatto da un notaio o da altro pub­blico uffi­ciale auto­riz­zato ad attri­buir­gli pub­blica fede), che tutti abbiamo chiaro, rimane da chie­dersi quando, per le fina­lità di cui sopra, una scrit­tura pri­vata (quindi un sem­plice atto tra pri­vati) può rite­nersi di data certa ante­riore alla ces­sa­zione dell’usufrutto: si può rispon­dere che la regi­stra­zione, che ha fina­lità anche (e soprat­tutto), fiscale, è cer­ta­mente adem­pi­mento ido­neo a dare cer­tezza dell’anteriorità cui si ha interesse.

Sospensione dei mutui per le famiglie in difficoltà

Quanto ave­vamo già annun­ciato il 21 otto­bre scorso, ovvero la sospen­sione dei mutui per le fami­glie in dif­fi­coltà, pro­po­sto dall’Abi è in via di attuazione.

La bozza dell’accordo, siglata dall’Abi e dalle asso­cia­zioni dei con­su­ma­tori, pre­vede la sospen­sione per un anno delle rate per i mutui fino a 150 mila euro, a patto che il tito­lare del mutuo non superi i 40 mila euro annui di reddito.

La sospen­sione dovrebbe avviarsi a par­tire dalle rate di feb­braio 2010, pre­via uffi­cia­liz­za­zione del pro­to­collo vero e pro­prio da parte di Abi e asso­cia­zioni dei con­su­ma­tori, che dovrebbe avve­nire dopo­do­mani (18 dicembre).

Rispetto al prov­ve­di­mento pre­sen­tato qual­che mese fa, ci sono delle modi­fi­che, frutto pro­ba­bil­mente dell’intervento delle asso­cia­zioni dei consumatori:

  • innal­za­mento del limite da 120 mila euro a 150 mila euro
  • intro­du­zione del limite di red­dito a 40 mila euro per i beneficiari
  • amplia­mento del periodo a tutto il 2009, durante il quale dove­vano veri­fi­carsi le con­di­zioni per bene­fi­ciare della mora­to­ria (ini­zial­mente si par­lava del solo secondo semestre)

Ricordiamo che le con­di­zioni per usu­fruire della mora­to­ria di 12 mesi sono:

  • per­dita dell’occupazione
  • morte
  • non auto­suf­fi­cienza
  • sospen­sione o ridu­zione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni

Continuo a rite­nere posi­tivo il fatto che que­sta pro­po­sta sia un’iniziativa delle ban­che stesse, anche se — come faceva notare Netguy, un com­men­ta­tore al pre­ce­dente post — “ma se i tassi sono al minimo la sospen­sione per un anno dei paga­menti delle rate dei mutui con­viene più alle ban­che che alle fami­glie”.

Per saperlo, basterà aspet­tare i det­ta­gli uffi­ciali tra qual­che giorno.

Irpef e Ici, le tasse sulla casa

Le tasse e le impo­ste sono un argo­mento già abba­stanza “sgra­de­vole” per tutti, figu­ria­moci se ad ali­men­tare i malu­mori ci si mette anche un lin­guag­gio tec­nico e com­plesso che aumenta la con­fu­sione. Per rime­diare a que­sto, ho rac­colto e sem­pli­fi­cato all’osso due delle impo­ste più “famose”, almeno nel mondo immo­bi­liare: Ici e Irpef.

L’Ici e l’Irpef, come qua­lun­que pro­prie­ta­rio di un immo­bile cono­sce bene, sono due diversi tipi di impo­sta.  Il primo di que­sti grava esclu­si­va­mente sugli immo­bili, men­tre il secondo col­pi­sce il red­dito delle per­sone fisi­che, e quindi anche il red­dito pro­dotto dall’immobile.

L’Irpef col­pi­sce il red­dito pro­dotto dal fab­bri­cato nel caso in cui que­sto sia locato, quan­ti­fi­ca­bile nell’85% del canone di affitto. Nel caso in cui, invece, l’immobile resti a dispo­si­zione del pro­prie­ta­rio, l’Irpef grava sul red­dito pre­sunto, cal­co­lato sulla base della ren­dita cata­stale. La ren­dita cata­stale non è altro che il valore attri­buito dal Fisco ad ogni unità immobiliare.

Se l’immobile è adi­bito ad abi­ta­zione prin­ci­pale, l’Irpef non si paga. Se invece l’immobile non è l’abitazione prin­ci­pale, ma una seconda casa, la ren­dita cata­stale viene aumen­tata di un terzo rispetto al valore reale.

L’Ici (Imposta comu­nale sugli immo­bili) è un’aliquota che viene sta­bi­lita ogni anno dai comuni, e rap­pre­senta pro­ba­bil­mente la voce di bilan­cio in entrata più cospi­cua per i comuni. L’Ici  grava su fab­bri­cati, aree fab­bri­ca­bili e ter­reni agri­coli, ma non sulla prima casa, a seguito della sua abo­li­zione avve­nuta nel 2008. In caso in cui un immo­bile risulti sfitto, l’ali­quota Ici viene soli­ta­mente aumentata.