27 maggio 2009

Come aprire la partita IVA

La Partita IVA è una sequenza di 11 numeri che identifica univocamente un soggetto che esercita un’attività rilevante ai fini impositivi.

Il numero di partita IVA è rilasciato dall’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate a cui viene richiesto, indipendentemente dal domicilio fiscale, al momento della apertura della posizione IVA (DPR 404/01). Può essere aperta in modo telematico anche da un intermediario abilitato al servizio Entratel o dalla Camera di commercio, industria, agricoltura e artigianato.

Come già detto, il codice della partita IVA è formato da 11 caratteri numerici di cui i primi 7 individuano il contribuente attraverso un numero progres­sivo, i succes­sivi 3 individuano la provincia dove ha sede l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate che lo attribuisce, l’ultimo è un carattere di controllo.

Il numero di partita IVA assegnato al contribuente, a partire dal 1 dicembre 2001, ha validità su tutto il territorio nazionale e rimane invariato per tutto il periodo in cui si svolge l’attività.

QUALI SONO LE PROCEDURE PER APRIRLA?
Richiedere la partita Iva è abbastanza semplice e non ha alcun costo. I modelli che si utilizzano sono quelli pre­disposti per denunciare l’inizio attività (approvati con provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 12 novembre 2002).

Quello pre­visto per i liberi profes­sionisti è il Mod. AA9/7.

Questo  modello, con le relative istruzioni di compilazione, si può pre­levare gratuitamente dal sito dell’Agenzia nella sezione “Modulistica — Altri modelli”, oppure cliccando qui

Tale modello compilato può essere pre­sentato con una delle seguenti modalità:

  1. pre­sentazione diretta (anche a mezzo di persona appositamente delegata) ad un qualsiasi ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate, in duplice esemplare. L’ufficio assegnerà gratuitamente un numero di partita Iva che resterà invariato fino al momento della ces­sazione dell’attività, anche se dovesse variare il domicilio fiscale. Tale numero deve essere indicato nelle dichiarazioni fiscali, nella home-page dell’eventuale sito web e in ogni altro documento ove richiesto;
  2. invio per posta (mediante raccomandata), ad un qualsiasi ufficio locale dell’Agenzia, di un unico esemplare, allegando copia fotostatica di un documento di identificazione del dichiarante. In questo caso le dichiarazioni si considerano pre­sentate nel giorno in cui sono spedite;
  3. invio telematico direttamente dal contribuente o tramite gli intermediari abilitati. In tal caso le dichiarazioni si considerano pre­sentate nel giorno in cui sono trasmesse telematicamente all’Agenzia delle Entrate. La prova della pre­sentazione è data dalla comunicazione dell’Agenzia, che attesta l’avvenuto ricevimento della dichiarazione. Il lavoratore può optare tra diversi regimi contabili dal più semplice (forfettario, adatto a chi inizia un’attività e pre­sume un volume d’affari molto basso) al più complesso (contabilità ordinaria) e deve essere assistito nella gestione della contabilità da un consulente per le incombenze richieste dalla legge.

Il sito dell’Agenzia delle Entrate è un’ottima fonte di informazioni in merito al regime fiscale più adatto alla propria situazione profes­sionale, o più in generale è pos­sibile chiedere un parere al proprio Consulente di fiducia.

Inoltre è pos­sibile ricevere tutte le informazioni e gli approfondimenti sulle variazioni dati richiedente, la chiusura della P.IVA, le agevolazioni contabili  e l’eventuale supporto da parte dell’Agenzia delle Entrate. Si tratta di un servizio di assistenza gratuito grazie al quale il contribuente è esonerato da numerosi adempimenti contabili ed assistito nell’assolvimento dei principali obblighi tributari, con conseguente riduzione del rischio di errori.

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