Il Piano Casa: che ne pensate?
Scritto da: Enzo in Architettura e ristrutturazioni, Edilizia, Mercato Immobiliare
3 Commenti
Negli scorsi giorni i media hanno parlato del Piano Casa previsto dal Governo per uscire dalla crisi. Al momento pare che sia slittato a data da definirsi, ma resta un tema sempre attuale e all’ordine del giorno dell’agenda politica.
Tra le agevolazioni previste dal provvedimento si è parlato anche di un piano di vendita delle case popolari agli attuali inquilini attraverso la concessione di mutui agevolati. Gli alloggi popolari interessati dovrebbero essere 5mila, ma le abitazioni potrebbero salire a 6mila considerando anche gli interventi di ricostruzione. A riscattare l’immobile in cui vive potrebbe essere un milione di persone che oggi vive nelle case popolari. La trasformazione dell’affitto in mutuo dovrebbe consentire di aumentare la ricchezza delle famiglie e sostenere i ceti più deboli, che potrebbero così acquistare la casa.
Ma non solo. Sono state previste anche riduzioni burocratiche per l’aumento delle cubature. Una misura che consentirà di ampliare le abitazioni del 20% di cubatura con procedure semplificate rispetto al passato, con le pratiche presso gli uffici statali che saranno sostituite da una perizia giurata.
Eppure non mancano le critiche, soprattutto in fatto di eventuali conflitti di competenze tra Stato e Regioni.
Io ancora non sono riuscito a farmi un’idea precisa, ma cosa ne pensate? Davvero potrebbe stimolare investimenti ed aiutare ad uscire dalla crisi?
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Tag: Edilizia, governo, italia, Mercato Immobiliare, piano casa



pax2you o gio
20 marzo 2009 alle 00:00
Forse ho interpretato male il messaggio.
Io ho capito che le case che potrebbero essere messe in vendita sono poco meno di un milione(in piu’ tranche credo).
Si prevede invece di costruire 5/6000 case popolari nuove.
Nel 2007 le case popolari costruite sono state 1900 contro le 50/60000 di quelle Francesi e inglesi.
I contributi per il fondo sociale affitti sono diminuiti dil oltre il 60% negli utlimi 10 anni.
Questo nonostante vi sia stata una richiesta triplicata nell’ultimo periodo.
Le famiglie che sono in affitto sono per la stragrande maggioranza famiglie con bassi redditi e quindi a rischio per chi volesse fare un investimento.
La richiesta di alloggi c’e’ ma i prezzi sono il blocco principale secondo me.
Non c’e’ nemmeno la speranza, a breve, di facili finanziamenti da parte delle banche.
L’unico modo a mio avviso per far riprendere le compravendite e’ un forte calo dei prezzi.
Piuttost che nient le mei piuttost.
Per quanto riguarda l’aumento della cubatura l’idea non e’ male per le imprese edili e per il lavoro...ma da solo e’ un intervento che sarà comunque insufficiente a dare quel lavoro che viene perso dai minori investimenti nel residenziale nuovo(ance).
Secondo me ci saranno delle forti resistenze a livello regionale e di alcune forze politiche.
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pax2you o gio
20 marzo 2009 alle 00:00
PIANO CASA: VERSO VENDITA 980.000 ALLOGGI POPOLARI A INQUILINI
(ASCA) — Roma, 17 mar — Case popolari in vendita. Potranno essere acquistate dagli inquilini ad un prezzo vantaggioso e con mutui agevolati. L’attuazione del piano spetta alle Regioni, ma il governo ha gia’ dato indicazioni per realizzare il progetto nel decreto sulla manovra del luglio scorso. Ora, con il piano casa che il governo ha lanciato, l’operazione dovrebbe vedere presto l’avvio. Ne ha parlato il sottosegretario alle infrastruttuere, Mario Mantovani.
Sono quasi un milione, esattamente 980.000, le case ex Iacp o Erp (edilizia residenziale pubblica) che verranno dismesse e ”a guadagnarne saranno le famiglie e lo Stato”.
”Il nostro suggerimento alle Regioni — ha spiegato Mantovani — e’ quello di valutare quanto gia’ pagato per l’affitto e considerare la cifra un ‘anticipo’ sull’acquisto. Poi l’affitto mensile potrebbe essere trasformato in una rata di mutuo”. Anche il valore dei singoli immobili in vendita dovra’ essere stabilito dalle Regioni ma l’indicazione del governo e’ di ”tenere conto della situazione della famiglia” sulla base del tipo di affitto che paga (che e’ commisurato al reddito). Quindi il valore di mercato potrebbe essere scontato di una certa percentuale, a seconda del reddito familiare.
http://www.asca.it/news-PIANO_CASA__VERSO_VENDITA_980_000_ALLOGGI_POPOLARI_A_INQUILINI-816074-ORA-.html
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de la Serna
9 aprile 2009 alle 00:00
Il piano casa, se applicato con criterio riuscirà a dare un impulso al mercato immobiliare non da intendere come ripresa della situazione che si è protratta fino ad ora, bensì intesa come l’inizio di una svolta che metterà tante famiglie nelle condizioni di poter acquistare una casa. Prima della crisi l’acquisto della casa per le famiglie in questione non era possibile per mancanza delle condizioni necessarie per l’accesso ad un mutuo, ora, a crisi appena iniziata, lo è ancora meno a causa di mancanza di liquidità da parte delle banche.
Oserei definire il riscatto degli alloggi popolari da parte delle famiglie che vi abitano un diritto, mentre per quanto riguarda la possibilità dell’ampliamento del 20% delle case che abbiano determinati requisiti, credo sia un’idea geniale se e solo se le modifiche verranno apportate con criterio e buonsenso.
Per quanto riguarda i “conflitti di competenze”, direi di chiamare le cose con il loro nome correggendo in CONFLITTO DI INTERESSI, inteso nel senso proprio.
Sicuramente lo snellimento delle pratiche, la riduzione della burocratizzazione (e conseguente impossibilità di apporre “pareri soggettivi” da parte delle autorità “competenti”) rappresenta un’arma in meno nella mani di coloro che fino ad ora hanno fatto il bello ed il cattivo tempo in questo settore. D’altronde non credo che questo provvedimento causerà degli scempi poiché le eventuali modifiche saranno realizzate da parte dei cittadini nelle abitazioni in cui abitano rispettando così i criteri di bellezza e di decoro, esattamente l’opposto di quanto fatto dai palazzinari a Roma in questi ultimi anni.
Credo inoltre che questo provvedimento permetterà, in questo difficile periodo storico, quantomeno di avvicinarsi ad una soluzione ottimale senza dover mettere in vendita la propria abitazione per comprarne una più grande, evitando così di ricadere nel vortice dell’indebitamento che favorisce sempre i soliti noti e chi, magari, ha la fortuna di ritrovarsi più case e sfrutta senza scrupoli le altrui primarie necessità.
Per quanto riguarda invece l’ultima domanda, evidenzierei, al contrario di quanto fanno i “bastian contrari” che sbraitano quotidianamente nelle trasmissioni televisive ed ai quali più che mai si addice il detto del “bue che dice cornuto all’asino”, che questo provvedimento AIUTA e NON E’ LA SOLUZIONE per uscire dalla crisi.
Chi dispone infatti di una somma dell’ordine di qualche decina di migliaia di euro sicuramente sarà invogliato ad impiegarla per far nascere qualcosa di concreto e che, con molta probabilità, si sposa esattamente con le sue esigenze.
Se tale opportunità non vi fosse ci sarebbero due possibili alternative:
1) Tenersi in tasca il denaro
2) Affrontare una vendita ed un acquisto ricadendo in compromessi di natura logistica non sempre soddisfacenti, e regalare denaro oggi più che mai prezioso.
Questo provvedimento, a mio modo di vedere, contribuirà notevolmente ad abbassare il prezzo delle case in Italia, oramai unica nazione del mondo in cui esiste questo inspiegabile rapporto tra prezzo delle case e reddito medio.
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