2 maggio 2007
Immigrazione e mercato immobiliare
Scritto da: admin in Dati e ricerche, Mercato Immobiliare
4 Commenti
Secondo il dosÂsier sull’immigrazione pubblicato nell’autunno dello scorso anno dalla Caritas, nel nostro paese un individuo su 19 è immigrato, con un’incidenza del 5,2% sul totale Italia. A conferma di una stabilitĂ sempre maggiore del flusso migratorio, posÂsiamo riportare alcuni dati che riguardano il nostro Gruppo, in quanto sempre più immigrati acquistano casa nel nostro paese. In particolar modo, abbiamo preso in esame una serie storica che considera il numero di compromessi negli ultimi 7 anni. I dati ci confermano un trend in aumento, che si attesta in media attorno al 5,5% del totale delle transazioni, con un picco nel 2004 (eravamo arrivati al 6,38% del totale delle compravendite). Le province che piĂą delle altre sono interesÂsate dal fenomeno sono Genova, Firenze, Milano, Torino e Verona. Roma registra invece un dato di un punto percentuale sotto la media, pur avendo il valore assoluto piĂą elevato tra il 2000 e il 2006 di 115 abitazioni acquistate da stranieri.
Come sempre accade quando si mettono a confronto culture differenti, si posÂsono riscontrare alcune difficoltĂ . Spesso infatti le nostre regole sono giudicate come molto stringenti: per molte  etnie è infatti sufficiente dare “la propria parola” per ritenere conclusa la compravendita.
L’unico modo per ovviare alla problematica è quello di agevolare l’incontro tra le culture, al fine di una piena accettazione delle regole di funzionamento del nostro paese. Quindi una comprensione reciproca potrà favorire uno scambio tra le culture, agevolando l’integrazione che passa anche attraverso avvenimenti molto semplici, quale l’acquisto o l’affitto della propria abitazione.
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Bianca S.
7 maggio 2007 alle 00:00
Ma quali sono le etnie che si comportano in questo modo? non pensavo che beni cos?mportanti potesÂsero essere venduti senza documenti scritti.
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Alessia
7 maggio 2007 alle 00:00
la cultura islamica e orientale hanno una sorta di “codice” di comportamento, in cui la parola data in effetti equivale ad un documemto scritto.
Ovviamente nel momento in cui ci si trova in Italia il compito di ognuno di noi, nello svolgimento del proprio lavoro, e’ mediare l’incontro tra culture differenti, facendo capire che per determinate attivita’ e’ necesÂsario l’utilizzo di documenti scritti.
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mm
8 maggio 2007 alle 00:00
Vedo con piacee che almeno parte del lavoro svolto per il mio articolo è stato riutilizzato:-)
Complimenti per la sua profesÂsionalitĂ e anche per questo blog
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Alessia
8 maggio 2007 alle 00:00
grazie mille
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