24 aprile 2009

L’Euribor segna il nuovo minimo storico

Il tasso Euribor, il tasso su cui le banche si basano per l’indicizzazione dei mutui a tasso variabile, dopo mesi di tendenza al ribasso e dopo alcuni giorni di sostanziale stabilità, è tornato a scendere se in maniera frazionale.

In particolare il tasso Euribor a tre mesi è sceso oggi a 1,400% dall’1,406% di ieri, mentre scendono anche la scadenza a una settimana (EURIBORSWD) scende a 0,922% rispetto a 0,944% di ieri, e quella a sei mesia 1,593% da 1,600%(Fonte Reuters).

Cosa succede in pratica?
La conseguenza è che i titolari di mutui e pre­stiti a tasso variabile, con indicizzazione all’Euribor, potrebbero pagare nel corso dei pros­simi mesi rate mensili alleggerite che di certo gioveranno ai bilanci dei nuclei familiari.
 
Puo essere però che il tasso Euribor potrebbe anche aver toccato il suo punto più basso, specie se si considera che oramai la Banca Centrale Europea non ha più tanti margini per abbas­sare i livello dei tassi di interesse.
 
Se questo venisse confermato, forse ben pre­sto potrebbe essere più conveniente stipulare mutui a tasso fisso anzichè quelli a tasso variabile.

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Un commento a “L’Euribor segna il nuovo minimo storico”

  1. MyAvatars 0.2
    pax2you o gio

    il mutuo forse diventerebbe piu’ conveniente se le banche applicas­sero uno spread meno lucrativo.

    Purtroppo ci vorrà un bel po’ di tempo.
    Il motivo e’ dato dalla crisi finanziaria:

    Questo e’ il link al dos­sier per la camera dei deputati(parlamento) redatto dal ministero delle finanze della repubblica italiana.

    http://documenti.camera.it/Leg16/Dossier/Testi/FI0099.htm

    Aggiornato a Febbraio 2009
    cap 1.1

    1.1 L’origine e l’evoluzione della crisi (2002–2007)
    Tra il 2002 ed il 2006 si delinea negli Stati Uniti e negli altri Paesi maggiormente industrializzati una “bolla” nel settore immobiliare: si riducono gli investimenti nelle nuove tecnologie ed i capitali si orientano verso il settore edilizio che sembra offrire la stessa redditività.

    Al capitolo dedicato all’Italia si dice che gli italiani hanno un indebitamento inferiore rispetto ad altri paesi ma vi e’ al contempo un debito pubblico molto alto che deve essere recuperato tramite le tasse.

    Il problema pero’ e’ che ora le banche non tendono piu’ a fare i mutui al 100% almeno per la seguente ragione:
    svalutazione non calcolabile degli immobili e succes­siva perdita di valore dei prodotti cartolarizzati.
    Le banche quindi non hanno piu’ lo stesso ritorno economico a cartolarizzare un mutuo,scaricare il debito in cambio di contanti o altri strumenti finanziari, perche’ la bce applica delle svalutazioni a questi prodotti finanziari ed e’ l’unica che li acquista e comunque per un periodo di tempo determinato.

    Le aziende ora si ritrovano anche ad avere meno credito in cambio dello stesso immobilie di 2 anni fa e qundi sono meno interes­sate a mantenerlo.

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