Un nuovo punto affiliato Toscano a Milano
Scritto da: Mara in Mondo Toscano
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In Lombardia, regione che ci ha dato sempre molte soddisfazioni nel nostro lavoro, ha da poco aperto una nuova agenzia immobiliare a Milano Bicocca. Ho fatto qualche domanda alla titolare Milena Maria Ventura per conoscerla meglio ed ecco cosa ne è uscito:
D.: Milena, il suo percorso professionale continua con l’apertura di questa agenzia nella zona di Bicocca. Quali stimoli l’hanno aiutata per affrontare questa sfida?
R.: Arrivo da un’altra esperienza imprenditoriale e da subito, entrando all’interno del Gruppo, mi sono resa conto di essere in un ambiente dinamico e meritocratico che mi avrebbe consentito di crescere velocemente. Tutto ciò è stato possibile grazie all’aiuto dei miei soci che mi hanno permesso di raggiungere questo obiettivo.
D.: Quali sono i punti di forza aziendali, a livello di servizi, da offrire alla nostra clientela?
R.: L’Azienda offre molti servizi tra cui voglio citare Corsi di formazione, campagne pubblicitarie e un metodo di lavoro che ci consente di vendere gli immobili meglio e più velocemente.
E’ ufficialmente arrivata l’estate
Scritto da: Alessia in Case da sogno, Varie
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Sui giornali di oggi c’è scritto che questo sarà il primo vero weekend d’estate del 2010, con temperature proibitive anche sui 40 gradi. Vi posso assicurare che qui a Roma è proprio così, in quanto da ieri il caldo inizia ad essere insopportabile.
L’unico rimedio è pensare di andare al mare! Nell’attesa che inizi il weekend, vi propongo di dare un’occhiata alle nostre offerte per le vacanze. Ecco che in copertina abbiamo una splendida villa con affaccio panoranico sul mare di Porto Cervo.
Che ve ne pare?
Se volete, potete continuare a sognare consultando le nostre offerte estive del Toscano Vacanze
Il mercato immobiliare: Focus su Cagliari
Scritto da: Centro Studi Toscano in Comunicati stampa, Dati e ricerche, Mercato Immobiliare
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A In base ai dati elaborati dal Centro Studi Toscano, divisione specializzata del Gruppo Toscano in analisi ed indagini di mercato, Cagliari evidenzia un mercato del mattone ponderato in questo primo semestre del 2010. Nel 2009 il capoluogo sardo aveva chiuso l’anno con il 5% in più di compravendite rispetto al 2008, beneficiando anch’esso della ripresa del mercato evidenziata nell’ultimo trimestre del 2009 a livello nazionale. In questi primi 5 mesi del 2010, il mercato di Cagliari ha evidenziato una certa staticità nel numero di compravendite effettuate in città, mentre l’hinterland ha registrato una discreta dinamicità, che ha portato ad un 20% complessivo rispetto allo scorso anno. Spesso la volontà di rivolgersi all’hinterland cittadino è data, oltre alla maggiore convenienza delle quotazioni immobiliari della provincia, alle difficoltà di accesso al credito da parte delle famiglie cagliaritane. Da parte degli istituti di credito vengono spesso richieste garanzie aggiuntive e vi sono lunghi tempi di istruttoria che non aiutano il mercato immobiliare cagliaritano.
Anche i tempi medi di vendita sono molto migliorati rispetto al 2009. Oggi sono infatti sufficienti 6 mesi per vendere un immobile, contro i quasi 8 mesi del 2009. Rispetto allo scorso anno rileviamo prezzi pressoché stabili. In sede di trattativa, i proprietari sono disposti ad accettare uno sconto medio di circa il 5% sulla richiesta iniziale (evidenziamo che questo dato è inferiore rispetto alla media nazionale, pari al 7%).
Il centro di Cagliari si conferma uno dei quartieri più dinamici della città, insieme a San Benedetto – Villanova. Entrambe le zone beneficiano delle opere di riqualificazione da parte del comune, che a Villanova sono in fase di ultimazione. Qui, la chiusura di aree pedonali e l’apertura di nuovi negozi, insieme ad interventi di riqualificazione di palazzi storici da parte di privati, contribuisce a portare nuova vivacità al mercato immobiliare cittadino. Anche la zona di Sant’Avendrace, con la costruzione di nuovi edifici e negozi commerciali, dovrebbe beneficiare delle opere di rivalutazione ambientale.
prova
Arte e Coiffeur
Scritto da: Sabina in Architettura e ristrutturazioni, Case da sogno, Varie
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L’apporto del mediatore: la posizione della giurisprudenza.
Scritto da: Giuseppe in Approfondimenti legali
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Per maturare la provvigione, come tutti sappiamo, è necessario che, in concreto, l’affare sia stato concluso grazie all’intervento del mediatore.
Si tratta del così detto nesso di causalità, tema sul quale la giurisprudenza ha avuto modo di pronunciarsi varie volte, per chiarirne il significato.
Si è affermato, innanzitutto, che l’accordo raggiunto tra le parti deve essere il risultato materiale e diretto della prestazione svolta dall’agente, la quale risulta così essere l’antecedente necessario dell’affare (Cass. Civ. n. 7252/2005).
Ed anche che sussiste il nesso di causalità anche quando le parti avrebbero avuto scarse possibilità di incontrarsi e concludere l’affare senza l’intervento del mediatore, o quando comunque la sua attività abbia avuto il carattere della completezza (Cass. Civ. n. 9078/2001).
Inoltre: l’apporto del mediatore alla conclusione dell’affare può anche consistere semplicemente nel reperimento e nell’indicazione dell’altro contraente (Cass. Civ. n. 9884/2008) oppure nella semplice segnalazione dell’affare (Cass. Civ. n. 7253/2002), senza la necessità che l’opera del mediatore perduri sino alla conclusione dell’affare (Cass. Civ. n. 2136/2000).
In definitiva, ciò che veramente è necessario è che dalla semplice messa in relazione tra le due parti, ad opera del mediatore, sia stato stipulato il negozio, che altrimenti non sarebbe stato concluso (Cass. n. 9884/2008).
E’ pur vero che la prova del nesso causale non può, tuttavia, essere fornita semplicemente dimostrando la successione cronologica tra attività del mediatore e conclusione dell’affare (Cass. Civ. n. 5760/1999); l’onere della prova grava quindi sul mediatore il quale può, comunque, avvalersi di testimoni.
In generale, non vi è invece nesso causale quando “c’è divergenza tra il contratto proposto dal mediatore e quello effettivamente stipulato dalle parti” (Cass. Civ. n. 4196/1996). Tuttavia, è stato ritenuto che quando il “il mediatore abbia messo in relazione le parti per una compravendita e queste abbiano poi stipulato un leasing, il mediatore ha diritto al compenso” (Cass. Civ. n. 11521/2008).
Non mancheremo di informarvi sull’evoluzione dell’interpretazione giurisprudenziale di un tema così centrale per la nostra attività.
NEL 2009 RISULTATI IN CRESCITA PER IL BILANCIO DEL GRUPPO TOSCANO
Scritto da: Ufficio Stampa in Comunicati stampa, Dati e ricerche, Mercato Immobiliare, Varie
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Nonostante il mercato immobiliare non sia rimasto immune alla crisi, il Gruppo Toscano chiude il bilancio 2009 con un risultato positivo, in crescita rispetto al 2008.
Lo sviluppo della rete in franchising della Gruppo Toscano S.p.A. ha registrato al 31 dicembre 2009 un fatturato di Euro 10,1 milioni, con un incremento, rispetto all’esercizio precedente, di oltre il 3,0%. L’EBITDA dell’anno 2009 è risultato positivo per circa 2,1 milioni di Euro, cosi come l’EBIT, risultato pari a circa 1,5 milioni. Pur avendo ottenuto un fatturato pressoché stabile rispetto allo scorso anno, l’EBITDA e l’EBIT sono sensibilmente cresciuti rispetto al 2008 (rispettivamente +76,5% e +154,3%). Ciò è stato possibile grazie ad un’accurata gestione del conto economico, volta a mantenere gli standard qualitativi abitualmente offerti alla rete. In tal senso il Gruppo è riuscito a trasformare la crisi in un’opportunità, con un’oculata gestione della politica di costo che ci ha permesso di essere reattivi in fase di ripresa del mercato.
Anche nel corso del 2009 abbiamo rinnovato l’investimento in formazione, che prevede, tra le iniziative, una collaborazione con l’Università degli Studi di Tor Vergata, Facoltà di Economia, di percorsi formativi differenziati per i Consulenti Immobiliari Toscano.
Il numero di transazioni effettuate nel corso dell’esercizio tramite le agenzie affiliate è risultato pari a 3.746, pari ad un incremento percentuale del 10,4% .
“Il mercato anche quest’anno ha continuato a selezionare le agenzie in grado di offrire professionalità, competenza e serietà”. afferma il dott. IlarioToscano, Presidente della Gruppo Toscano Spa, “Un servizio di qualità superiore è basato su un’attenta e seria formazione dell’agente immobiliare. Sono anni che seguiamo con convinzione la strada degli investimenti in formazione: Una scelta strategica a lungo termine, che ci consente di affrontare al meglio lo scenario di mercato attuale. Grazie alla solidità delle nostre scelte, il mercato ci ha premiato, con risultati addirittura in crescita rispetto al 2008.
Il 2010 sta confermando la ripresa del mercato, già evidenziata negli ultimi mesi del 2009. Contiamo così anche quest’anno di ottenere risultati in crescita.”
Una stanza in più.
Scritto da: Sabina in Architettura e ristrutturazioni
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Usufrutto e Locazione
Scritto da: Giuseppe in Approfondimenti legali, Mercato Immobiliare, Mutui e temi economici
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Nel corso dell’ultimo “Seminario Notarile” tenutosi a Roma mi è stato posto il seguente, interessante quesito: l’usufruttuario può concedere in locazione l’immobile che ne forma oggetto? In caso affermativo, cosa succede se la durata della locazione eccede quella dell’usufrutto (ad esempio, per l’intervenuta morte dell’usufruttuario)?
Estendiamo ai nostri lettori di ToscanoBlog la risposta al quesito:
a) certamente l’usufruttuario può concedere in locazione l’immobile: l’art. 981 c.c. prevede infatti che egli “può trarre dalla cosa ogni utilità che questa può dare”. L’usufruttuario ha però l’obbligo di “rispettare la destinazione economica della cosa”;
b) “le locazioni concluse dall’usufruttuario, in corso dal tempo della cessazione dell’usufrutto, purchè constino da atto pubblico o da scrittura privata di data certa anteriore, continuano per la durata stabilita, ma non oltre il quinquennio dalla cessazione dell’usufrutto” (art. 999, co. 1, c.c.).
c) può succedere che l‘estinzione dell’usufrutto dipenda dal decorso del termine di durata previsto (e quindi non da morte dell’usufruttuario, o prescrizione per non uso ventennale, o riunione di usufrutto e proprietà nella stessa persona, o perimento della cosa — vedasi artt. 979 e 1014 c.c.): limitatamente a tale ipotesi, “le locazioni non durano in ogni caso se non per l’anno, e, trattandosi di fondi rustici dei quali il principale raccolto è biennale o triennale, se non per il biennio o triennio che si trova in corso al tempo in cui cessa l’usufrutto” (art. 999, co. 2, c.c.).
A parte il concetto di atto pubblico (quello redatto da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede), che tutti abbiamo chiaro, rimane da chiedersi quando, per le finalità di cui sopra, una scrittura privata (quindi un semplice atto tra privati) può ritenersi di data certa anteriore alla cessazione dell’usufrutto: si può rispondere che la registrazione, che ha finalità anche (e soprattutto), fiscale, è certamente adempimento idoneo a dare certezza dell’anteriorità cui si ha interesse.





