L’apporto del mediatore: la posizione della giurisprudenza.

Per matu­rare la prov­vi­gione, come tutti sap­piamo, è neces­sa­rio che, in con­creto, l’affare sia stato con­cluso gra­zie all’intervento del mediatore.

Si tratta del così detto nesso di cau­sa­lità, tema sul quale la giu­ri­spru­denza ha avuto modo di pro­nun­ciarsi varie volte, per chia­rirne il significato.

Si è affer­mato, innan­zi­tutto, che l’accordo rag­giunto tra le parti deve essere il risul­tato mate­riale e diretto della pre­sta­zione svolta dall’agente, la quale risulta così essere l’antecedente neces­sa­rio dell’affare (Cass. Civ. n. 7252/2005).

Ed anche che sus­si­ste il nesso di cau­sa­lità anche quando le parti avreb­bero avuto scarse pos­si­bi­lità di incon­trarsi e con­clu­dere l’affare senza l’intervento del media­tore, o quando comun­que la sua atti­vità abbia avuto il carat­tere della com­ple­tezza (Cass. Civ. n. 9078/2001).

Inoltre: l’apporto del media­tore alla con­clu­sione dell’affare può anche con­si­stere sem­pli­ce­mente nel repe­ri­mento e nell’indicazione dell’altro con­traente (Cass. Civ. n. 9884/2008) oppure nella sem­plice segna­la­zione dell’affare (Cass. Civ. n. 7253/2002), senza la neces­sità che l’opera del media­tore per­duri sino alla con­clu­sione dell’affare (Cass. Civ. n. 2136/2000).

In defi­ni­tiva, ciò che vera­mente è neces­sa­rio è che dalla sem­plice messa in rela­zione tra le due parti, ad opera del media­tore, sia stato sti­pu­lato il nego­zio, che altri­menti non sarebbe stato con­cluso (Cass. n. 9884/2008).

E’ pur vero che la prova del nesso cau­sale non può, tut­ta­via, essere for­nita sem­pli­ce­mente dimo­strando la suc­ces­sione cro­no­lo­gica tra atti­vità del media­tore e con­clu­sione dell’affare (Cass. Civ. n. 5760/1999); l’onere della prova grava quindi sul media­tore il quale può, comun­que, avva­lersi di testimoni.

In gene­rale, non vi è invece nesso cau­sale quando “c’è diver­genza tra il con­tratto pro­po­sto dal media­tore e quello effet­ti­va­mente sti­pu­lato dalle parti” (Cass. Civ. n. 4196/1996). Tuttavia, è stato rite­nuto che quando il “il media­tore abbia messo in rela­zione le parti per una com­pra­ven­dita e que­ste abbiano poi sti­pu­lato un lea­sing, il media­tore ha diritto al com­penso” (Cass. Civ. n. 11521/2008).

Non man­che­remo di infor­marvi sull’evoluzione dell’interpretazione giu­ri­spru­den­ziale di un tema così cen­trale per la nostra attività.

Il ruolo del mediatore: alcune precisazioni

Scrivo que­sto post a seguito delle discus­sioni sca­tu­rite dal mio pre­ce­dente post “Obbligo del media­tore alla cor­retta infor­ma­zione” per chia­rire alcuni punti che a mio avviso non devono (non dovreb­bero) essere messi in discussione.

Che lo si chiami dualsel­ler bro­ker, un agente rimane un agente.

Quindi, a meno che non venga remu­ne­rato per le atti­vità che com­pie, indi­pen­den­te­mente dalla con­clu­sione dell’affare, è fisio­lo­gico che sia por­ta­tore di un inte­resse comun­que fina­liz­zato alla vendita.

Immaginate il caso di un agente di com­mer­cio mono-mandatario remu­ne­rato a prov­vi­gione, e ditemi se non è por­ta­tore di un inte­resse con­flig­gente con quello del pro­dut­tore a tro­vare, ad esem­pio, un acqui­rente non insol­vente o, dall’altra parte con quello dell’acquirente ad avere ele­vate garan­zie circa l’effettiva qua­lità della merce venduta.

Questo è un inte­resse del tutto legit­timo, oltre che tute­lato dalla legge. Per quello che so, anche nella tanto citata America è così. Senza sco­mo­dare più di tanto la Costituzione (art. 41), che garan­ti­sce e tutela l’iniziativa eco­no­mica privata.

Forse dovremmo impo­stare la que­stione diver­sa­mente. E cioè, l’agente immo­bi­liare non è in con­flitto di inte­ressi, sem­mai è un ope­ra­tore del con­flitto di inte­resse, che ha inte­resse ad appianare.

Infatti gua­da­gna una prov­vi­gione solo se, gra­zie alla sua atti­vità, que­sto con­flitto si risolve, sfo­ciando nella con­clu­sione dell’affare.

Che poi, a seconda delle fasi di mer­cato, possa esi­stere una mag­giore o minore forza con­trat­tuale dell’una o dell’altra parte mediata, que­sto è un altro discorso, che dipende, più che dal media­tore, dall’andamento della domanda e dell’offerta. E’ pur sem­pre il mer­cato che esprime il prezzo, e non certo l’intermediario.

Il punto secondo me è un altro: cosa fa di un agente un buon agente?

Io non bana­liz­ze­rei il det­tato normativo.

Tutta la discus­sione nasce dall’obbligo legale di cor­retta infor­ma­zione: dì alle parte tutto quello che sai o che dovre­sti sapere secondo una media dili­genza pro­fes­sio­nale; non dire quello di cui non hai cer­tezza; se lo dici, non darlo per certo ma fallo approfondire.

Non vi sem­bra già que­sta una buona cor­nice per il campo d’azione del mediatore?

Rispettare rigo­ro­sa­mente que­sta norma, mi sem­bra un buon inizio.

Agenti immobiliari e clienti: apriamo un dibattito

Un appro­fon­di­mento legale di qual­che giorno fa, scritto dal nostro Giuseppe (Obbligo del media­tore alla cor­retta infor­ma­zione), ha sca­te­nato una vivace discus­sione sul ruolo del media­tore. I con­ten­denti (si fa per dire) si sono divisi in due fazioni. Da un lato gli agenti immo­bi­liari - Alessia e Massimo, credo del nostro gruppo — e dall’altro il nostro fedele let­tore e com­men­ta­tore Pax — inte­res­sato al set­tore immo­bi­liare  e a quanto pare con un’esperienza nega­tiva con le agen­zie immo­bi­liari alle spalle — nel ruolo del cliente.

Invito tutti i let­tori a leg­gere la discus­sione per­ché è dav­vero inte­res­sante e mi ha sti­mo­lato ad una rifles­sione sulla per­ce­zione dell’agente immo­bi­liare da parte dei clienti.

L’aspetto più evi­dente della que­stione mostra come sia pre­sente una certa dif­fi­denza e rilut­tanza, da parte dei clienti, a rico­no­scere i meriti e il lavoro del media­tore. Agli agenti immo­bi­liari viene impu­tato di non essere total­mente super-partes nella riu­scita dell’affare ma di essere sbi­lan­ciati verso una delle due parti in causa (ven­di­tore e acqui­rente dell’immobile) e di non dare un ser­vi­zio tale da giu­sti­fi­care la prov­vi­gione.

A que­ste incom­pren­sioni intrin­se­che va aggiunto un qua­dro nor­ma­tivo che mi pare — da estra­neo alla mate­ria — poco nitido e con mar­gini di inter­pre­ta­zione troppo ampi.

Gli appunti mossi dai clienti agli agenti mi fanno imma­gi­nare che alla base dell’incomprensione ci sia un difetto di comu­ni­ca­zione. Libero da influenze ideo­lo­gi­che o da qual­si­vo­glia forma di cam­pa­ni­li­smo, credo che la cate­go­ria non sia riu­scita a valo­riz­zare al 100% il pro­prio lavoro e a farlo per­ce­pire in modo soddisfacente.

L’intera cate­go­ria è oggetto di discus­sione da sem­pre, e troppo spesso anche a causa di per­sone scor­rette e diso­ne­ste — tanto tra gli agenti quanto tra i clienti, sia ben chiaro — e credo che un dibat­tito sin­cero possa solo con­tri­buire a miglio­rare il lavoro degli agenti da un lato e le espe­rienze dei clienti dall’altro.

Quindi la vera domanda è:

cosa si può fare per abbat­tere l’aurea di sfiducia?

Buona discus­sione...

La formazione dell’agente immobiliare

Formazione Toscano

Chi com­menta su que­sto blog lo fa in lar­ghis­sima parte per chie­dere infor­ma­zioni in merito alla pro­fes­sione di agente immo­bi­liare. Il più delle volte diamo infor­ma­zioni sul pro­cesso di sele­zione e di ingresso nel nostro Gruppo, ma un ruolo fon­da­men­tale — quasi un tratto distin­tivo, direi - è dato dalla for­ma­zione.

Al ter­mine dello stage di 4 set­ti­mane — ovvia­mente in caso di esito posi­tivo — il futuro agente immo­bi­liare Toscano comin­cia ad ope­rare sul campo svol­gendo le prime impor­tan­tis­sime atti­vità pra­ti­che che riguar­dano la pro­fes­sione. A que­ste atti­vità, Toscano Lab (la divi­sione interna che pro­muove semi­nari e corsi di aggior­na­mento) affianca un pro­gramma di 10 semi­nari basic, gra­zie ai quali le risorse junior hanno la pos­si­bi­lità di appren­dere tutte le infor­ma­zioni teo­ri­che di base per poter ope­rare in maniera pro­fes­sio­nale nell’attività di tutti i giorni.

I semi­nari basic sono 10 e trat­tano un ampio ven­ta­glio di argo­menti ine­renti l’azienda ed il set­tore immobiliare:

  1. Il Metodo Toscano, poli­ti­che, stra­te­gie azien­dali e moda­lità di applicazione.
  2. L’agente immo­bi­liare, ele­menti di base e appro­fon­di­mento degli aspetti giu­ri­dici e fiscali della pro­fes­sione di agente immobiliare.
  3. La modu­li­stica interna ed esterna, spie­ga­zione e moda­lità di uti­lizzo dei moduli e for­mu­lari Toscano.
  4. Le tec­ni­che di comu­ni­ca­zione non ver­bale, tec­ni­che di ven­dita, moda­lità com­por­ta­men­tali e di inte­ra­zione con il cliente.
  5. Principali Servizi Toscano: Mediazione Creditizia e Ristrutturazioni.
  6. Rapporti con i clienti: pro­fili giu­ri­dici, appro­fon­di­mento degli aspetti pura­mente giu­ri­dici del busi­ness immobiliare.
  7. Seminario nota­rile, spie­ga­zione degli aspetti nota­rili legati alla com­pra­ven­dita immobiliare.
  8. Seminario cata­stale ed urba­ni­stico, nozioni cata­stali ed urba­ni­sti­che stret­ta­mente legate al mondo immobiliare.
  9. Marketing in Toscano, stra­te­gie di mar­ke­ting e comu­ni­ca­zione del Gruppo Toscano.
  10. Seminario delle Locazioni, ana­lisi della nor­ma­tiva civi­li­stica in merito alle Locazioni

L’attenzione alla for­ma­zione, tut­ta­via, non si limita alla sola fase dell’inserimento, ma con­ti­nua accom­pa­gnando i nostri col­la­bo­ra­tori durante tutta la loro car­riera gra­zie ai semi­nari advan­ced riser­vati ai nostri col­la­bo­ra­tori con almeno 6 mesi di atti­vità in azienda.

La formazione e la comunicazione efficace


Anche quest’anno abbiamo pro­mosso la for­ma­zione dei nostri dipen­denti pun­tando su un tema fon­da­men­tale, soprat­tutto per il per­so­nale delle  nostre Agenzie, cioè la comu­ni­ca­zione effi­cace.
Al per­so­nale di segre­ta­ria spesso è richie­sta la capa­cità di gestire, in modo veloce ed effi­ciente,  una rispo­sta alle varie domande ed esi­genze che emer­gono quotidianamente.

Per que­sti motivi la comu­ni­ca­zione, intesa come l’abilità di creare un clima di col­la­bo­ra­zione ed armo­nia all’interno del gruppo e la capa­cità di porsi in rela­zione con terzi, diventa una com­pe­tenza neces­sa­ria e fondamentale.

Grazie alla col­la­bo­ra­zione, ormai con­so­li­data, con il Fon.ter (Fondo per la for­ma­zione con­ti­nua del set­tore ter­zia­rio) e del Cescot, è stato pos­si­bile strut­tu­rare il corso sulla comu­ni­ca­zione per il per­so­nale di segre­te­ria che si trova quo­ti­dia­na­mente ed inte­ra­gire con nume­rosi e diversi inter­lo­cu­tori oltre a dover gestire in maniera effi­cace la quo­ti­dia­nità lavorativa.

L’obiettivo dell’intervento for­ma­tivo è stato foca­liz­zato sull’acquisizione ed il poten­zia­mento di com­pe­tenze rela­zio­nali indi­spen­sa­bili per lavo­rare bene con e per gli altri, ed in que­sto modo la comu­ni­ca­zione effi­cace diventa un indi­spen­sa­bile stru­mento di lavoro.

Gli stru­menti per con­se­guire l’obiettivo si sono basati su tec­ni­che e meto­do­lo­gie di gestione per una cor­retta comu­ni­ca­zione in ambito lavo­ra­tivo, sia rivolta all’interno (col­le­ghi, col­la­bo­ra­tori, ecc) che verso l’esterno (clienti, for­ni­tori, ecc) in modo che l’operatore possa appli­care approcci di comu­ni­ca­zione cor­retti, pro­fes­sio­nali e con­sa­pe­voli, miglio­rando così il ser­vi­zio offerto oltre che la pro­pria per­for­mance lavorativa.

Il corso, ormai con­cluso, ha riscon­trato un buon suc­cesso, con un buon livello di par­te­ci­pa­zione e di gra­di­mento da parte delle segre­ta­rie inter­ve­nute, que­sto anche gra­zie ad una gestione del corso non solo pura­mente didat­tica ma carat­te­riz­zata anche da eser­ci­ta­zioni, “gio­chi di ruolo” ed una con­ti­nua inte­ra­zione che hanno per­messo il suc­cesso ed il rag­giun­gi­mento dell’obiettivo formativo.

Tocca a voi. Meglio il telefono o l’email?

Un paio di giorni fa abbiamo letto un post su BlogAgenzieImmobiliari che ci ha fatto riflet­tere sul ruolo dell’email nel con­tatto con i clienti. L’autore del post sostiene che i con­tatti rice­vuti tra­mite email sono una per­dita di tempo per­chè se dav­vero inte­res­sati, que­sti alze­reb­bero la cor­netta per telefonare.

Al di là delle opi­nioni per­so­nali credo che man­dare un’email, o com­pi­lare un form per essere ricon­tat­tati, non sia neces­sa­ria­mente segno di pigri­zia o scarso inte­resse da parte di un cliente. Si dovrebbe tenere conto anche del fatto che un sito Internet immo­bi­liare è come un’agen­zia costan­te­mente aperta e senza orari.
Si può con­sul­tare di giorno, durante il pranzo della dome­nica o anche a notte fonda (come è suc­cesso a uno di noi). In ogni caso non sem­pre è pos­si­bile tele­fo­nare, senza con­si­de­rare che non chie­dendo subito un con­tatto si può rischiare di dimenticarsene.

Qui da noi, all’ufficio IT & Web Marketing il dibat­tito non è man­cato. Ma la cosa inte­res­sante sarebbe sapere cosa ne pen­sate voi agenti immo­bi­liari e tito­lari di punti affi­liati. Secondo voi è meglio il tele­fono o inter­net per sta­bi­lire il primo con­tatto? Raccontateci le vostre espe­rienze per­chè abbiamo comin­ciato a fare le scom­messe :-)

Diventare agente immobiliare: la formazione

Riprendiamo il discorso sugli step di inse­ri­mento dei nuovi agenti immo­bi­liari all’interno del gruppo da dove siamo rima­sti l’ultima volta.

L’inizio dello stage implica un affian­ca­mento for­ma­tivoon the job” pra­ti­ca­mente indi­spen­sa­bile per le risorse neo-inserite.

Questa infatti è la fase dell’apprendimento delle tec­ni­che ope­ra­tive di base del lavoro di Consulente Immobiliare.
Operare diret­ta­mente sul campo svol­gendo le prime atti­vità, quelle basi­che ma sicu­ra­mente impor­tanti, del lavoro del Consulente Immobiliare, fa emer­gere la neces­sità di inte­grare que­sta espe­rienza con un per­corso for­ma­tivo tecnico-teorico che possa non solo andare a com­ple­tare il qua­dro delle com­pe­tenze tra­sfe­rite durante il periodo for­ma­tivo ma anche ren­derlo il più effi­cace pos­si­bile, riu­scendo a rag­giun­gere l’obiettivo di for­mare pro­fes­sio­ni­sti del set­tore in tempi rela­ti­va­mente brevi, tra­sfe­rendo quasi in moda­lità full immer­sion molte infor­ma­zioni e cono­scenze tec­ni­che rela­tive al ruolo.

Toscano inve­ste costan­te­mente nella for­ma­zione e nell’aggiornamento delle com­pe­tenze pro­fes­sio­nali delle pro­prie risorse umane.

Dalla neces­sità di con­ti­nuare a for­nire com­pe­tenze tec­ni­che qua­li­fi­cate nasce Toscano Lab che è la divi­sione di Toscano che pro­muove semi­nari e corsi di aggior­na­mento, per seguire ed esa­mi­nare con atten­zione i trend del mer­cato immo­bi­liare ita­liano.

Non a caso Toscano pre­vede per tutti i neo-inseriti la pos­si­bi­lità di par­te­ci­pare ai Seminari for­ma­tivi Basic pre­vi­sti per le risorse junior.

I semi­nari basic sono 10 e trat­tano un ampio ven­ta­glio di argo­menti ine­renti l’azienda ed il set­tore immobiliare.

  1. Il Metodo Toscano, poli­ti­che, stra­te­gie azien­dali e moda­lità di applicazione.
  2. L’agente immo­bi­liare, ele­menti di base e appro­fon­di­mento degli aspetti giu­ri­dici e fiscali della pro­fes­sione di agente immobiliare.
  3. La modu­li­stica interna ed esterna, spie­ga­zione e moda­lità di uti­lizzo dei moduli e for­mu­lari Toscano.
  4. Le tec­ni­che di comu­ni­ca­zione non ver­bale, tec­ni­che di ven­dita, moda­lità com­por­ta­men­tali e di inte­ra­zione con il cliente.
  5. Principali Servizi Toscano: Mediazione Creditizia e Ristrutturazioni.
  6. Rapporti con i clienti: pro­fili giu­ri­dici, appro­fon­di­mento degli aspetti pura­mente giu­ri­dici del busi­ness immobiliare.
  7. Seminario nota­rile, spie­ga­zione degli aspetti nota­rili legati alla com­pra­ven­dita immobiliare.
  8. Seminario cata­stale ed urba­ni­stico, nozioni cata­stali ed urba­ni­sti­che stret­ta­mente legate al mondo immobiliare.
  9. Marketing in Toscano, stra­te­gie di mar­ke­ting e comu­ni­ca­zione del Gruppo Toscano.
  10. Seminario delle Locazioni, ana­lisi della nor­ma­tiva civi­li­stica in merito alle Locazioni

L’attenzione verso le risorse umane non si limita sol­tanto alla for­ma­zione durante il periodo di inse­ri­mento, ma accom­pa­gna i nostri col­la­bo­ra­tori durante tutta la loro carriera.

Sono infatti pre­vi­sti semi­nari di appro­fon­di­mento defi­niti Advanced per tutti coloro che col­la­bo­rano da almeno 6 mesi e che hanno quindi svi­lup­pato com­pe­tenze tec­ni­che o espe­rienze sul campo che richie­dono una mag­giore spe­cia­liz­za­zione teorica.

I rela­tori sono docenti dell’Università Tor Vergata di Roma.

Con que­sto post si chiude il ciclo rela­tivo alla descri­zione del pro­cesso di Selezione e Inserimento in Toscano.
Spero di aver chia­rito i fun­zio­na­menti delle nostre poli­ti­che di inse­ri­mento delle risorse umane, ma in caso con­tra­rio potete sem­pre commentare.

Diventare agente immobiliare: il secondo colloquio

Continuiamo la nostra ana­lisi di appro­fon­di­mento in merito agli step di sele­zione da seguire per poter entrare nel mondo Toscano.

Chi avrà supe­rato il primo col­lo­quio di sele­zione, nell’arco di pochi giorni, sarà invi­tato a pren­dere parte al secondo step di sele­zione.
Questa volta si tratta di un col­lo­quio indi­vi­duale tenuto da una figura com­mer­ciale esperta.

Lo scopo di que­sto secondo col­lo­quio è quello di dare mag­giori infor­ma­zioni in merito agli aspetti più tec­nici del ruolo di Consulente, a sod­di­sfare dubbi o domande che even­tual­mente il can­di­dato voglia appro­fon­dire e, sicu­ra­mente, anche inda­gare la moti­va­zione e la volontà della risorsa a voler intra­pren­dere que­sto tipo di espe­rienza.
Verrà così indi­vi­duata l’agenzia in cui la risorsa ini­zierà il suo stage retribuito.

A que­sto punto è pos­si­bile acce­dere alla Borsa di Studio pre­vi­sta per la fre­quenza dello stage di 4 set­ti­mane e che con­sente ai nuovi inse­riti di poter impa­rare una pro­fes­sione che potrebbe riser­vare impor­tanti sod­di­sfa­zioni pro­fes­sio­nali ed economiche.

E adesso par­tiamo con la for­ma­zione...appun­ta­mento al pros­simo post!