Un po’english e un po’romano

L’appartamento al primo piano di un lus­suoso sta­bile degli anni ‘30 nella zona nord di Roma si pre­sen­tava, come è evi­dente nell’ante ope­ram, con una distri­bu­zione accen­trata sull’ampio ingresso/disimpegno.

La cosa che ci ha sor­preso è stata l’enorme super­fi­cie dedi­cata ad un’unica sala da bagno nella quale i sani­tari sem­bra­vano per­dersi, pro­ba­bile inter­vento degli anni ’60.

L’esigenza prin­ci­pale del cliente era di avere due sale da bagno e un pic­colo stu­dio che potesse all’occorrenza essere adat­tato a letto-ospiti.

Il nostro obiet­tivo si è foca­liz­zato innan­zi­tutto sulla otti­miz­za­zione degli spazi senza però andare ad inter­ve­nire su quella che è l’impostazione dell’immobile con porte molto grandi fuori stan­dard, data l’altezza dei sof­fitti a m3,40; quest’altezza è stata sfrut­tata nelle zone di disim­pe­gno per rica­vare un sop­palco non cal­pe­sta­bile e nell’ampio salone per rea­liz­zare un con­tro­sof­fitto che andasse a nascon­dere la trave cen­trale al vec­chio ingresso e gio­chi di luce indi­retta al fine di aumen­tarne la luminosità.

Read the rest of this entry »

Luci e ombre tra moderno e vintage

Nella ristrut­tu­ra­zione che pre­sen­tiamo que­sto mese, vole­vamo creare un ambiente sospeso tra luci e ombre, carat­te­riz­zato da una forte cen­tra­lità sot­to­li­neata da alcuni ele­menti non iden­tici, ma in equi­li­brio tra addi­zione e sot­tra­zione di volumi, sem­pre col­mata dalla luce. Stiamo par­lando di un appar­ta­mento degli anni trenta con sof­fitti molto alti — circa 3,50 mt — nel quale ci siamo inse­riti con un inter­vento impor­tante che ha com­por­tato anche un con­so­li­da­mento, dopo il quale si è pro­ce­duto alla demo­li­zione di alcuni tra­mezzi (per loro natura non por­tanti ma diven­tati col tempo col­la­bo­ra­tivi alla sta­tica dell’edificio) al fine di creare quest’ambiente dedi­cato alla let­tura, alla musica e all’immagine, intorno al quale si snoda la distri­bu­zione di tutto l’appartamento.

Per il pavi­mento di tutta la zona giorno si è scelto un marmo rosso Verona, per le pareti il bianco sarà domi­nante anche nella zona notte, i due bagni avranno rive­sti­menti sia a pavi­mento che a parete con gres por­cel­la­nato 60x30 nero e inox, arre­dati con sem­pli­cità quasi asia­tica, la camera da letto e lo stu­dio saranno pavi­men­tati in par­quet. Nel sog­giorno sono state costruite in car­ton­gesso strut­tu­rale le due grandi libre­rie non iden­ti­che al fine di assol­vere ognuna ad una deter­mi­nata esi­genza: saranno illu­mi­nate da punti led incas­sati sulla base e sul cap­pello di que­ste; sulla parete di fondo tra le fine­stre sarà posi­zio­nato lo schermo TV, nes­suna luce diretta vi si riflet­terà. Sempre a sot­to­li­neare la cen­tra­lità dell’ambiente, il con­tro­sof­fitto sarà arti­co­lato con un ele­mento pen­ta­go­nale che segue il peri­me­tro della stanza e che dif­fon­derà luce indi­retta con varia­tore di inten­sità e colore.

L’unica illu­mi­na­zione diretta verrà da una lam­pada a pavi­mento che ser­virà per la let­tura nelle lun­ghe dome­ni­che d’inverno, e darà all’ambiente un’atmosfera meno intima nelle serate tra amici.

Cliccando sulle minia­ture, è pos­si­bile ingran­dire l’immagine.

90 Mq cambiano vita

L’appartamento di cui stiamo curando la ristrut­tu­ra­zione è al 5° piano di un palazzo anni ’60 dell’ Eur.

Le rischie­ste della com­mit­tenza sono state:

  • un resty­ling completo
  • ampliare il living, man­te­nendo la cucina separata
  • ren­dere le due camere egual­mente dimensionate
  • rica­vare un secondo bagno

Con l’abbattimento dei tra­mezzi che divi­de­vano lo spa­zio ingresso-studio-salone, la super­fi­cie del living si è note­vol­mente ingran­dita, ren­dendo l’ambiente molto più ampio e lumi­noso ed in grado di acco­gliere, oltre che uno spa­zio con­ver­sa­zione e relax, anche il tavolo da pranzo.

La cucina, con una bel­lis­sima e ampia porta scor­re­vole a parete, in acciaio e vetro aci­dato, può diven­tare parte inte­grante del living o, all’occorrenza chiu­dersi e rima­nere indi­pen­dente. Con l’intervento di ristrut­tu­ra­zione, i bagni sono diven­tati due, otti­miz­zando una parte del disim­pe­gno e con l’ausilio di un gra­dino dal bagno prin­ci­pale. In entrambi sono state tro­vate solu­zioni este­ti­che ori­gi­nali attra­verso la scelta di mate­riali e fini­ture. Il disim­pe­gno, in que­sto modo, e con la crea­zione di un sop­palco, ha assunto un aspetto più pro­por­zio­nato e funzionale.

Le due camere da letto, spo­stando la parete di sepa­ra­zione, hanno rag­giunto una dimen­sione equi­va­lente, e la nic­chia che si è venuta a creare, in una stanza viene uti­liz­zata per inse­rirci il letto ed i como­dini, nell’altra come parete per appog­giarci l’armadio.

L’effetto d’insieme, nei diversi ambienti della casa, gioca sul con­tra­sto mirato tra le fini­ture chiare e le tona­lità calde per alcuni det­ta­gli e por­zioni di pareti che assu­mono così un par­ti­co­lare risalto visivo.

Ristrutturazione appartamento a Roma - ante operam Ristrutturazione appartamento a Roma - post operam

(clicca sulle imma­gini per ingrandire)

Una casa chic!

L’appartamento sul quale abbiamo appena con­cluso il nostro inter­vento di ristrut­tu­ra­zione è situato in una zona resi­den­ziale del quar­tiere Monteverde a Roma, in un immo­bile degli anni ses­santa. L’esigenza della cliente era chiara: la neces­sità di rica­vare una ulte­riore camera da letto, anche se di pic­cole dimen­sioni, otti­miz­zando lo spa­zio non ben sfrut­tato di un’ampia camera da letto, quella esi­stente, sin troppo ampia. L’ulteriore richie­sta era quella di esclu­dere a priori la solu­zione di una cucina all’americana aperta sul sog­giorno.

L’intervento è stato piut­to­sto radi­cale, sia dal punto di vista della distri­bu­zione interna che dei rive­sti­menti e dell’illuminazione: il nuovo bagno è stato rica­vato nella camera da letto ori­gi­na­ria uti­liz­zando per i rive­sti­menti il lilla con inserti in mosaico e matita in cri­stallo viola con glit­ter, molto chic e con note deci­sa­mente fem­mi­nili; doccia-sauna e sani­tari di design. Nell’insieme, un gio­iel­lino!

La nuova came­retta è stata rea­liz­zata da quello che era l’ambiente cucina, leg­ger­mente ampliato, e l’angolo cot­tura attuale è stato orga­niz­zato nello spa­zio che un tempo occu­pava il bagno: anche in que­sto caso la nota domi­nante è stata il lilla molto chiaro per lo spa­to­lato, in alter­na­tiva al rive­sti­mento sul quale si inse­ri­sce con deci­sione il gli­cine dei mobili laccati.

L’intera pavi­men­ta­zione dell’appartamento è in par­quet che ha rico­perto i marmi poli­cromi degli anni ses­santa; sono stati inol­tre eli­mi­nati i gusci ed è stato scelto il bianco per la tin­teg­gia­tura e per le porte lac­cate; inol­tre con gio­chi di con­tro­sof­fitti si è cer­cato di eli­mi­nare tutte le travi a vista e creare una illu­mi­na­zione indi­retta e varia a seconda delle neces­sità degli ambienti.

Appartamento in comodato gratuito

Una signora, a seguito della sepa­ra­zione con il marito, ci ha espo­sto le pro­prie pre­oc­cu­pa­zioni in merito ad una even­tuale pre­tesa da parte del como­dante alla resti­tu­zione della casa, a lei data in asse­gna­zione in sede di sepa­ra­zione (con prov­ve­di­mento del Giudice). Precisiamo come l’immobile fosse di pro­prietà del suo­cero, e da costui con­cesso in como­dato al pro­prio figlio (marito della nostra let­trice) per esi­genze fami­liari. In linea di mas­sima, senza troppo dilun­garci, pos­siamo affer­mare che il como­dato ha ad oggetto la messa in godi­mento – pret­ta­mente gra­tuita — di un bene (mobile o immo­bile) da parte del como­dante ed in favore del comodatario.

Si tratta, dun­que, di un con­tratto reale a forma libera, nella cui strut­tura si inne­sta un ele­mento essen­ziale che è il ter­mine. La durata può essere infatti con­cor­data dalle parti o sem­pli­ce­mente non essere indi­cata. In quest’ultimo caso il como­dante potrà chie­dere la resti­tu­zione del bene in qual­siasi momento a sem­plice richiesta.

Nel caso in que­stione, la signora fonda la pro­pria pre­oc­cu­pa­zione pro­prio sul fatto che il suo­cero, al tempo della messa in godi­mento del bene al figlio, non avesse con­cor­dato alcun ter­mine, bensì sem­pli­ce­mente rite­nuto di dare al pro­prio figlio l’immobile di sua pro­prietà per andare incon­tro alle esi­genze abi­ta­tive del nuovo nucleo fami­liare. Inoltre vi è la cir­co­stanza di tro­varsi asse­gna­ta­ria di un bene oggetto a suo tempo di como­dato tra il suo­cero ed il marito.
Leggendo la nor­ma­tiva del como­dato (artt. 1803 c.c. e segg.), la nostra atten­zione ricade sull’art. 1810 c.c., nel cui dispo­sto pos­siamo tro­vare una prima rispo­sta al caso in discus­sione. Rileviamo infatti come il como­dato possa essere anche con­cor­dato per un ter­mine indi­retto sta­bi­lito dall’uso a cui la cosa doveva essere destinata.

Il como­dato inter­ve­nuto tra il figlio ed il suo­cero, così come emerge a chiare let­tere dal rac­conto della let­trice, rien­tra sicu­ra­mente tra quelli a durata indi­ret­ta­mente deter­mi­na­bile, essendo stata data all’immobile la desti­na­zione di sod­di­sfare le esi­genze abi­ta­tive della famiglia.

Quanto al secondo punto, invece, evi­den­ziamo come le Sezioni Unite della Cassazione abbiano già affron­tato e risolto le pro­ble­ma­ti­che in tema di con­te­nuto, natura ed effetti del prov­ve­di­mento giu­di­ziale di asse­gna­zione di una casa nell’ambito della disci­plina del comodato.

Si è posto in altri ter­mini l’interrogativo se il godi­mento del bene in favore della per­sona asse­gna­ta­ria restasse o meno rego­lato dalla disci­plina del como­dato con gli stessi limiti che segna­vano il godi­mento da parte della comu­nità dome­stica nella fase fisio­lo­gica della vita matrimoniale.

Le Sezioni Unite hanno rite­nuto di poter diri­mere il con­tra­sto tra coniuge asse­gna­ta­rio e pro­prie­ta­rio dell’immobile, spie­gando la natura e gli effetti del prov­ve­di­mento giu­di­ziale. Senza favo­rire indi­scri­mi­na­ta­mente le esi­genze della fami­glia a disca­pito delle ragioni del pro­prie­ta­rio, rima­sto assente alle vicende fami­liari, la pro­nun­cia del 2004 (Cass. Civ., Sez. Un. n. 13603/2004) ha affer­mato che in ipo­tesi di asse­gna­zione della casa fami­liare, il prov­ve­di­mento giu­di­ziale non restringe né ampia i diritti deri­vanti dal pre­ce­dente titolo di godi­mento, che con­ti­nua a favore del coniuge asse­gna­ta­rio con gli stessi limiti e con le stesse prerogative.

Per cui sulle pre­oc­cu­pa­zioni, comun­que fon­date della signora, pos­siamo con­clu­dere a seguito della sen­tenza di cui sopra, che la sud­detta assu­mendo gli stessi diritti e doveri spet­tanti al como­da­ta­rio potrebbe essere costretta a resti­tuire l’immobile solo nelle ipo­tesi di soprav­ve­nienza di un urgente ed impre­ve­duto biso­gno del comodante.

Come ottimizzare gli spazi

In Oasi abbiamo appena con­cluso un inter­vento su un appar­ta­mento situato in una zona alta del quar­tiere Fleming a Roma ed era già per sua natura un posto ameno per l’uso esclu­sivo di un ampio giar­dino con alberi ad alto fusto e la strut­tura con fine­stre ampie tipica degli anni 60. Il pro­blema prin­ci­pale era cer­ta­mente nella distri­bu­zione degli spazi: un ampis­simo ingresso cen­trale, intorno al quale si apri­vano tutti gli altri ambienti, copriva circa il 20% della super­fi­cie utile; inol­tre, le tre ampie camere da letto, erano ser­vite da due bagni di cui uno molto pic­colo. Ottimizzando al mas­simo demo­li­zioni e rico­stru­zioni, abbiamo comun­que fina­liz­zato l’intervento alla eli­mi­na­zione di spazi di col­le­ga­mento e alla crea­zione di un terzo bagno.

Si è deciso di aprire com­ple­ta­mente l’ambiente sog­giorno sulla zona dell’ingresso, lasciando volu­ta­mente nella parte alta la defi­ni­zione della parete curva, inse­rendo su tutta la lun­ghezza e lungo il disim­pe­gno di accesso alle camere da letto, un guscio porta-luci fles­si­bile che ospi­terà una illu­mi­na­zione led in modo da sot­to­li­nearne il profilo.

Proprio di fronte all’ingresso, appro­fit­tando di un pila­stro cen­trale, abbiamo costruito una libre­ria con tre nic­chie in basso e un’ampia parete che ospi­terà un qua­dro molto grande rispet­tando così le richie­ste del cliente; nella zona retro­stante la libre­ria si verrà a creare uno spa­zio stu­dio. Nell’ante opera il bagno di ser­vi­zio si tro­vava al cen­tro tra la cucina e un locale ripo­sti­glio; per dare mag­giore ampiezza alla cucina si è spo­stato il bagno creando un disim­pe­gno, con una nic­chia di ser­vi­zio, che da accesso ad una cucina-pranzo con due ampie fine­stre e pro­prio gra­zie alla lumi­no­sità dell’ambiente si è potuto sce­gliere una pavi­men­ta­zione in gres gri­gio antra­cite in un for­mato molto grande men­tre per il bagno di ser­vi­zio si è scelto un for­mato più piccolo.

La stanza da bagno padro­nale è stata imma­gi­nata come un luogo di vero relax con rive­sti­menti in gres tipo tra­ver­tino che riman­dano alle terme romane e una vasca idro­mas­sag­gio che si col­loca su un gra­dino creato a metà del locale. In tutto l’appartamento l’illuminazione è stata stu­diata in modo che ci fos­sero quasi tutte fonti di luce indi­retta ad ecce­zione di pochi punti stra­te­gici come per esem­pio le zone pranzo e studio.

La comodità dei grandi spazi

Strano ma vero: que­sta volta, anzi­ché pre­oc­cu­parci di razio­na­liz­zare gli spazi, sem­pre più limi­tati, di una abi­ta­zione, ci siamo incro­ciati con l’esigenza oppo­sta. L’appartamento che abbiamo ristrut­tu­rato da poco è molto grande, circa 170mq distri­buiti su due piani, attico e super-attico, con una stre­pi­tosa vista sulla Roma dei Papi.

I pro­prie­tari, che qui vivono dai tempi dell’edificazione del palazzo (anni’70), hanno rite­nuto che fosse giunto il momento di dare alla loro abi­ta­zione un aspetto più contemporaneo.

Il piano attico, desti­nato ad una frui­zione per lo più diurna e con­di­visa, è stato pen­sato in modo da avere un’ampia cucina ad isola: un ottimo espe­diente per inglo­bare nella nuova strut­tura un inop­por­tuno pila­stro, ed un arti­co­lato sistema di con­tro­sof­fitti che divide ideal­mente gli spazi per com­pe­tenze. Il salone, prima diviso dallo stu­dio, ora è ad esso col­le­gato da un’ampia porta scor­re­vole, che per­mette di avere facil­mente un grande spa­zio per momenti di festa. Il piano super-attico, la zona notte, ha visto spa­rire un ripo­sti­glio, rim­piaz­zato da una ariosa cabina armadio.

Il bel pavi­mento in marmo, pre­sente al piano infe­riore, è stato rive­stito con par­quet flot­tante, in modo da poter essere un giorno ripri­sti­nato. Lo stesso tipo di par­quet rive­ste anche il più comune pavi­mento in por­cel­lana del piano supe­riore. I bagni, com­ple­ta­mente ristrut­tu­rati, ospi­tano entrambi due belle vasche: idro­mas­sag­gio al piano attico, e con cabina doc­cia mul­ti­fun­zione al piano superiore.

Per un più comodo con­trollo delle tante aper­ture verso il ter­razzo, sono stati instal­lati dei con­trolli cen­tra­liz­zati (uno per piano) per l’apertura e chiu­sura delle tante tapparelle.

Una scelta di stile

La ristrut­tu­ra­zione di cui par­liamo oggi è stata rea­liz­zata per un appar­ta­mento di circa 80 mq, di un gio­vane pro­fes­sio­ni­sta, in una bella zona dell’Eur di Roma.

La sud­di­vi­sione della pianta, molto razio­nale, con una netta distin­zione tra zona giorno e zona notte, non è stata stra­volta ma solo valo­riz­zata per­ché l’appartamento, dotato di  ampie fine­stre e due bal­coni, si pre­sen­tava freddo e poco armo­nico. Il nostro inter­vento è stato quello di eli­mi­nare le pareti divi­so­rie tra cucina, tinello, ingresso e sog­giorno, annet­tendo la camera adia­cente e otte­nere così un zona living ampliata ed ampli­fi­cata, priva di ele­menti divi­sori, che sfrutta meglio l’illu­mi­na­zione natu­rale. Risultano comun­que ben deli­neate le zone fun­zio­nali del sog­giorno, pranzo, cot­tura, quest’ultima, che occupa la parte estrema del living, è risolta con una com­po­si­zione lineare bianco lucido, in con­tra­sto con una grande peni­sola in okite nera.

Dall’ingresso, si ha la visione di tutto il sog­giorno: un bel­lis­simo divano in pelle bianca si sta­glia sulle doghe 19x150 di par­quet in tinto wengè, e deli­mita lo spa­zio con­ver­sa­zione, rivolto verso un grande schermo tv fis­sato a parete.
Un intero lato del sog­giorno, orga­nizza intorno ad un acqua­rio di 200x 40 cm di altezza, un sistema di nic­chie e con­tro­pa­reti rea­liz­zate in car­ton­gesso, che con­sente di rica­vare vani con­te­ni­tori, evi­tando mobili che dovreb­bero avere que­sto compito.


La parete adia­cente rive­stita in pie­tra gri­gia è valo­riz­zata da un’aiuola in ghiaia a filo pavi­mento, all’interno della quale tre faretti a led, la illu­mi­nano e creano un rilas­sante gioco di luci e ombre.

Oltre la porta in vetro nero spec­chiato, le camere e i due ser­vizi che hanno mutato radi­cal­mente aspetto: il primo con un rive­sti­mento gri­gio scuro in con­tra­sto ai sani­tari squa­drati e un lavabo in corian sca­vato in un piano lungo 183 cm; per il secondo, ingran­dito rispetto allo stato ini­ziale, è stato uti­liz­zato un rive­sti­mento sab­biato, 50x50, dalla super­fi­cie non liscia e un mosaico a listelli ret­tan­go­lari dise­guali per lo spa­zio doccia.

L’utilizzo di pie­tra, legno, acqua, gio­chi di luci e forme pure, donano all’ambiente un tocco di puli­zia e rigore, armo­nia e raffinatezza.

La sod­di­sfa­cente riu­scita della ristrut­tu­ra­zione è stata pos­si­bile con il sup­porto e l’impegno dell’Impresa Eurotermica e il geom. A. Bianco.

Niente male eh?