Sospensione dei mutui per le famiglie in difficoltĂ 

Quanto avevamo già annunciato il 21 ottobre scorso, ovvero la sospensione dei mutui per le famiglie in difficoltà, proposto dall’Abi è in via di attuazione.

La bozza dell’accordo, siglata dall’Abi e dalle associazioni dei consumatori, pre­vede la sospensione per un anno delle rate per i mutui fino a 150 mila euro, a patto che il titolare del mutuo non superi i 40 mila euro annui di reddito.

La sospensione dovrebbe avviarsi a partire dalle rate di febbraio 2010, pre­via ufficializzazione del protocollo vero e proprio da parte di Abi e associazioni dei consumatori, che dovrebbe avvenire dopodomani (18 dicembre).

Rispetto al provvedimento pre­sentato qualche mese fa, ci sono delle modifiche, frutto probabilmente dell’intervento delle associazioni dei consumatori:

  • innalzamento del limite da 120 mila euro a 150 mila euro
  • introduzione del limite di reddito a 40 mila euro per i beneficiari
  • ampliamento del periodo a tutto il 2009, durante il quale dovevano verificarsi le condizioni per beneficiare della moratoria (inizialmente si parlava del solo secondo semestre)

Ricordiamo che le condizioni per usufruire della moratoria di 12 mesi sono:

  • perdita dell’occupazione
  • morte
  • non autosufficienza
  • sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni

Continuo a ritenere positivo il fatto che questa proposta sia un’iniziativa delle banche stesse, anche se — come faceva notare Netguy, un commentatore al pre­cedente post — “ma se i tassi sono al minimo la sospensione per un anno dei pagamenti delle rate dei mutui conviene più alle banche che alle famiglie”.

Per saperlo, basterà aspettare i dettagli ufficiali tra qualche giorno.

Limite ai mutui? Forse.

Secondo quanto pubblicato ieri dal sito del Sole24Ore, la Commissione Europea starebbe lavorando a una direttiva un po’ severa, introducendo il limite finanziabile al 40% del valore dell’immobile per i mutui. In questo modo si abbas­serebbe l’attuale limite, fis­sato all’80%. In questo modo si otterrebbero dei mutui più onerosi per i cittadini, in nome della stabilità finanziaria del sistema.

Oggi lo stesso Sole24Ore pubblica un approfondimento sull’argomento insieme ad una dichiarazione di un portavoce del commis­sario al Mercato Interno che ammette come «esiste una discus­sione sul modo di armonizzare in Europa i requisiti di capitale per le banche, ma per ora nes­suna proposta è stata formalizzata. In ogni caso non è una questione della quale si occuperà l’attuale commis­sario».

Si parla solo di ipotesi allora, ma non è giunta una vera e propria smentita da parte della Commissione Europea.

Terremo d’occhio questo tema e vi prometto qualche contributo dei nostri esperti di Toscano Mutui nei pros­simi giorni.

Arrivano i rimborsi per i mutui sopra al 4%

Si avvicina il momento di ricevere rimborsi per alcune famiglie italiane che hanno sottoscritto un mutuo variabile e che nel corso del 2009 hanno già versato rate con interesse superiore al 4%. L’Agenzia delle Entrate ha, infatti, istituito il codice tributo che consente a banche e intermediari finanziari di recuperare in compensazione il credito d’imposta relativo agli sconti stabiliti per i mutui prima casa stabilito dal decreto anticrisi.

L’istituzione del codice tributo segue il provvedimento con cui l’Agenzia ha fis­sato le modalità per comunicare alle banche gli intestatari dei mutui che, sulla base delle informazioni disponibili in Anagrafe tributaria, hanno i requisiti per accedere alle agevolazioni. Il tetto al 4% si applica a tutte le rate da versare nel 2009 dei finanziamenti a tasso non fisso per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell’abitazione principale (con esclusione di abitazioni signorili, ville e castelli) stipulati entro il 31 ottobre scorso. A beneficiare del provvedimento sono anche coloro che hanno stipulato mutui a rata costante, a tasso misto (indipendentemente dal regime in vigore al momento) e anche tutti coloro che sono in ritardo con i pagamenti. Questa condizione è valida solo se non è intervenuta (prima o nel corso del 2009) la decadenza del beneficio del termine o la risoluzione del contratto stesso. I rimborsi pre­visti hanno subito dei forti ritardi dovuti alla solita burocrazia .

Dall’interpretazione delle norme varate dal ministero delle Finanze al lungo iter della trasmis­sione degli elenchi dei beneficiari da parte dell’Agenzia delle Entrate: sono stati questi i fattori che hanno ritardato l’applicazione del provvedimento. A queste difficoltà si è aggiunta anche l’oscillazione dell’Euribor, che funziona da para­metro di riferimento per il calcolo delle rate variabili, e che è crollato da oltre il 5% a meno dell’1%.

Secondo gli esperti, però, potrebbe essere settembre il mese buono. Inoltre, in diversi casi, come Bnl, Montepaschi, Ugf sono state già inviate a casa dei mutuatari lettere informative che invitano a recarsi in banca e pre­sentare l’autocertificazione. A questo proposito, è utile ricordare che il modulo pre­disposto dall’Abi non è neces­sario per chi è già incluso nelle liste dell’Agenzia delle Entrate e in ogni caso non deve essere vincolante per il versamento del contributo.