Novità “immobiliari” dalla manovra correttiva (D.L. 31/05/2010, n. 78)

Riportiamo di seguito le prin­ci­pali novità del D.L. 31/05/2010,n.78 (c.d.manovra cor­ret­tiva), art. 19), che riguar­dano il nostro set­tore e che era giù stato affron­tato pre­ce­den­te­mente nel blog da Alessia.
Nell’ambito dell’aggiornamento del Catasto, si è pre­vi­sto che“gli atti pub­blici e le scrit­ture pri­vate auten­ti­cate tra vivi aventi ad oggetto il trasferimento,la costi­tu­zione o lo scio­gli­mento di comu­nione di diritti reali su fab­bri­cati già esi­stenti devono con­te­nere, per le unità immo­bi­liari urbane,a pena di nullità‚oltre all’identificazione cata­stale, il rife­ri­mento alle pla­ni­me­trie depo­si­tate in cata­sto e la dichia­ra­zione, resa in atti dagli intestatari,della con­for­mità allo stato di fatto dei dati cata­stali e delle pla­ni­me­trie.
Prima della sti­pula dei pre­detti atti il notaio indi­vi­dua gli inte­sta­tari cata­stali e veri­fica la loro con­for­mità con le risul­tanze dei regi­stri immo­bi­liari “ (art 19,co.14,che aggiunge la pre­detta norma,come comma 1-bis,della L.47/85, la legge del primo con­dono edi­li­zio).

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Agenti immobiliari e clienti: apriamo un dibattito

Un appro­fon­di­mento legale di qual­che giorno fa, scritto dal nostro Giuseppe (Obbligo del media­tore alla cor­retta infor­ma­zione), ha sca­te­nato una vivace discus­sione sul ruolo del media­tore. I con­ten­denti (si fa per dire) si sono divisi in due fazioni. Da un lato gli agenti immo­bi­liari - Alessia e Massimo, credo del nostro gruppo — e dall’altro il nostro fedele let­tore e com­men­ta­tore Pax — inte­res­sato al set­tore immo­bi­liare  e a quanto pare con un’esperienza nega­tiva con le agen­zie immo­bi­liari alle spalle — nel ruolo del cliente.

Invito tutti i let­tori a leg­gere la discus­sione per­ché è dav­vero inte­res­sante e mi ha sti­mo­lato ad una rifles­sione sulla per­ce­zione dell’agente immo­bi­liare da parte dei clienti.

L’aspetto più evi­dente della que­stione mostra come sia pre­sente una certa dif­fi­denza e rilut­tanza, da parte dei clienti, a rico­no­scere i meriti e il lavoro del media­tore. Agli agenti immo­bi­liari viene impu­tato di non essere total­mente super-partes nella riu­scita dell’affare ma di essere sbi­lan­ciati verso una delle due parti in causa (ven­di­tore e acqui­rente dell’immobile) e di non dare un ser­vi­zio tale da giu­sti­fi­care la prov­vi­gione.

A que­ste incom­pren­sioni intrin­se­che va aggiunto un qua­dro nor­ma­tivo che mi pare — da estra­neo alla mate­ria — poco nitido e con mar­gini di inter­pre­ta­zione troppo ampi.

Gli appunti mossi dai clienti agli agenti mi fanno imma­gi­nare che alla base dell’incomprensione ci sia un difetto di comu­ni­ca­zione. Libero da influenze ideo­lo­gi­che o da qual­si­vo­glia forma di cam­pa­ni­li­smo, credo che la cate­go­ria non sia riu­scita a valo­riz­zare al 100% il pro­prio lavoro e a farlo per­ce­pire in modo soddisfacente.

L’intera cate­go­ria è oggetto di discus­sione da sem­pre, e troppo spesso anche a causa di per­sone scor­rette e diso­ne­ste — tanto tra gli agenti quanto tra i clienti, sia ben chiaro — e credo che un dibat­tito sin­cero possa solo con­tri­buire a miglio­rare il lavoro degli agenti da un lato e le espe­rienze dei clienti dall’altro.

Quindi la vera domanda è:

cosa si può fare per abbat­tere l’aurea di sfiducia?

Buona discus­sione...

Piano casa: ora tocca ai comuni

Il prov­ve­di­mento che si pro­po­neva l’obiettivo di tra­ghet­tarci fuori dalla crisi, pur avendo per­duto per tem­pi­stica il suo scopo ori­gi­na­rio, con­ti­nua a pro­ce­dere, sep­pure molto len­ta­mente. Anche se a quanto si legge sui gior­nali si comin­ciano a vedere i primi segnali di ripresa.

L’agenda aveva sta­bi­lito che le Regioni (compe­tenti sul tema dell’ampliamento delle volu­me­trie) si dotas­sero di appo­site leggi regio­nali entro la fine di luglio. In que­sto modo il prov­ve­di­mento del Governo avrebbe assunto la fun­zione di diret­tiva — linea guida, men­tre cia­scuna regione poteva imporre limiti, sta­bi­lire dero­ghe e inter­pre­tare il piano casa regio­nale, secondo le carat­te­ri­sti­che del pro­prio territorio.

Mentre man­cano all’appello 4 regioni: Molise, Campania, Calabria e Sicilia, nel frat­tempo le regioni che hanno appro­vato la legge hanno pas­sato la palla ai Comuni, cui spetta l’ultima parola verso l’esecutività vera e propria.

I rebus da scio­gliere sono ancora molti e gli effetti “bene­fici” di que­sto prov­ve­di­mento gover­na­tivo sono lon­tani dal con­cetto di emer­genza che l’ha ispirato.

Come sem­pre, sta­remo a vedere.

Il piano casa dei giovani

Pare che il Governo stia pen­sando ai gio­vani, al punto da pre­sen­tare nel primo con­si­glio dei mini­stri dopo la ripresa estiva, un prov­ve­di­mento dedi­cato all’edi­li­zia riser­vata alle gio­vani cop­pie.

Appartamenti in affitto a basso costo con la pos­si­bi­lità di riscat­tare l’immobile, mutui a tassi ridotti e age­vo­la­zioni per gio­vani cop­pie dovreb­bero essere gli argo­menti oggetto del prov­ve­di­mento. Il pro­getto dovrebbe far leva sull’iniziativa pri­vata, indi­vi­duando ter­reni dema­niali e strut­ture esi­stenti da demo­lire e sosti­tuire con fab­bri­cati gra­de­voli, evi­tando forme di edi­li­zia intensiva.

Secondo Berlusconi, le rate di mutuo saranno più basse dei canoni di loca­zione di mer­cato. Anche se non sono state note le garan­zie richie­ste ai giovani.

Per quelle biso­gnerà aspet­tare qual­che giorno.

Cominciano le vacanze

C’ è sem­pre qual­cosa di magico quando si parla di vacanze, forse per­chè ci si ricorda di quando finiva la scuola.
Insomma anche noi andremo in vacanza, e con noi anche il blog.

Arrivederci a set­tem­bre, con qual­che novità :)

Al via il Piano Casa: 100 mila alloggi in 5 anni

Dopo 9 mesi carat­te­riz­zati da un per­corso non sem­pre privo di osta­coli, que­sta mat­tina il Governo ha annun­ciato la firma al decreto del Presidente del Consiglio deno­mi­nato “Piano Casa”.

Di que­sto prov­ve­di­mento abbiamo già par­lato in pas­sato sul blog, appro­fon­dendo soprat­tutto la que­stione degli incen­tivi sugli aumenti volumetrici.

A quanto pare nei pros­simi 5 anni ver­ranno rea­liz­zati 100 mila alloggi desti­nati a:

  • fami­glie a basso reddito
  • anziani in con­di­zioni di disagio
  • stu­denti fuori sede
  • gio­vani coppie
  • immi­grati rego­lari resi­denti in Italia da almeno 10 anni o nella stessa Regione da 5 anni

che potranno risul­tare asse­gna­tari di una abi­ta­zione in affitto ad un canone soste­ni­bile e sociale. Alcuni di que­sti alloggi, invece, saranno desti­nati a diven­tare case di proprietà.

Le loca­zioni non potranno avere durata infe­riore a 25 anni a canone age­vo­lato. Al ter­mine gli appar­ta­menti saranno ven­duti in pre­la­zione agli inqui­lini. Non è esclusa, tut­ta­via, anche la ces­sione degli immo­bili sul mer­cato o l’offerta a Comuni ed ex Iacp.

Il Governo avrebbe stan­ziato 550 milioni di euro per que­sto prov­ve­di­mento che dovrebbe por­tare un po’ di viva­cità con riper­cus­sioni posi­tive sull’occupazione nel set­tore delle costru­zioni, per un giro di affari com­ples­sivo che dovrebbe ammon­tare ad oltre 3 miliardi di euro.

Se venisse rea­liz­zato dav­vero, que­sto pro­getto indi­che­rebbe il risve­glio dello Stato nell’edilizia pub­blica dopo 30 anni di immo­bi­li­smo. Che ne pensate?

(via Edilportale.com)

Prima delle vacanze, facciamo il punto sulla crisi

Il primo seme­stre del 2009 è ormai ter­mi­nato e ci pre­pa­riamo al nostro meri­tato periodo di riposo estivo. Senza dub­bio i primi mesi del 2009, così come quelli del 2008, sono stati un periodo molto impe­gna­tivo per gli ope­ra­tori del mer­cato immo­bi­liare. La crisi è stato un argo­mento all’ordine del giorno, che ha impe­rato in tutti i media d’informazione e ha con­di­zio­nato la vita quo­ti­diana di tutti quanti noi. In sin­tesi, il primo seme­stre del 2009 è stato un anno dif­fi­cile, più com­pe­ti­tivo, in cui si è acuita la crisi di liqui­dità già avver­tita nel 2008. E pro­ba­bil­mente il cosid­detto annus hor­ri­bi­lis del mat­tone non è del tutto con­cluso, sia in Italia, sia a livello internazionale.

Le crisi non sono mai augu­ra­bili, ma, nel momento in cui si è costretti ad affron­tarle, sono pro­fon­da­mente con­vinto che pos­sano anche rap­pre­sen­tare un’occasione posi­tiva, per cam­biare il passo rispetto ai com­pe­ti­tors. Vediamo insieme quali pos­sono essere le occa­sioni di que­sta crisi nel nostro mer­cato prima, e nel nostro Gruppo poi.

Purtroppo il ridi­men­sio­na­mento del mer­cato immo­bi­liare c’è stato, sia in ter­mini di numero delle com­pra­ven­dite rispetto al 2008, sia in ter­mini di quo­ta­zioni immo­bi­liari. Bisogna dire però che in parte è stato un calo fisio­lo­gico, in quanto negli anni pre­ce­denti i prezzi erano molto cre­sciuti per le pre­ce­denti crisi e per il cam­bio lira/ euro. Anzi, il mer­cato immo­bi­liare nostrano ha con­fer­mato, rispetto a quanto è acca­duto in altri set­tori dell’economia e della finanza in par­ti­co­lare, di avere solide basi, rap­pre­sen­tando un inve­sti­mento saldo e sicuro.

Certo, la crisi non è ancora ter­mi­nata e non pos­siamo giun­gere a con­clu­sioni defi­ni­tive, ma è indub­bio che il mer­cato immo­bi­liare ita­liano sia stato in grado di sup­por­tarne l’onda d’urto. L’andamento dei prezzi dei pros­simi mesi sarà fon­da­men­tale per capire come e quando usci­remo dal tunnel.

In que­sto con­te­sto, come Gruppo Toscano abbiamo colto l’occasione per acce­le­rare tutta una serie di prassi e pro­ce­dure interne, volte a miglio­rare l’organizzazione delle nostre agen­zie e la qua­lità del lavoro dei nostri col­la­bo­ra­tori. Abbiamo in can­tiere sva­riati pro­getti, alcuni dei quali vedranno la luce nel pros­simo futuro, impat­tando posi­ti­va­mente anche sui clienti che si rivol­gono al Gruppo Toscano.

Oggi più che mai, infatti, è impor­tante inve­stire nella qua­lità del ser­vi­zio offerto al cliente.

Colgo l’occasione per ricor­darvi anche alcune delle ultime ini­zia­tive già visi­bili dai clienti: in que­sti mesi abbiamo dato il via ad una nuova impor­tante ini­zia­tiva di comu­ni­ca­zione, con la pub­bli­ca­zione del maga­zine Guidobaldi, dedi­cato agli immo­bili di pre­sti­gio, e l’installazione dei totem mul­ti­me­diali nelle agen­zie, sui quali scor­rono le imma­gini delle nostre offerte più eleganti.

Il seme­stre è stato molto impe­gna­tivo, ma sono con­vinto che con­ti­nuando a lavo­rare con serietà e pro­fes­sio­na­lità, miglio­rando l’efficienza, l’organizzazione e la qua­lità del ser­vi­zio si potrà uscire dal tun­nel rafforzati.

Buone vacanze a tutti voi!

La garanzia per i vizi della cosa venduta

Il ven­di­tore deve garan­tire il com­pra­tore dai vizi della cosa ven­duta (art. 1476 c.c., n.3).

In par­ti­co­lare (art. 1490 c.c., co. 1), “il ven­di­tore è tenuto a garan­tire che la cosa ven­duta sia immune da vizi che la ren­dano ini­do­nea all’uso a cui è desti­nata, o ne dimi­nui­scano in modo apprez­za­bile il valore“.

I vizi devono essere di tale natura da

  • ren­dere la cosa ven­duta ini­do­nea all’uso cui è destinata;
  • o da dimi­nuirne in modo apprez­za­bile il valore.

Tali vizi, inol­tre, devono essere occulti.

Infatti, la garan­zia non è dovuta se i vizi erano cono­sciuti al momento della con­clu­sione del con­tratto, ovvero erano facil­mente rico­no­sci­bili (art. 1491 c.c.).

I vizi, infine, devono essere pre­e­si­stenti alla ven­dita o, almeno, deri­vare da cause preesistenti.

Oltre all’esclusione legale pre­vi­sta dall’art. 1491 c.c., è pos­si­bile anche esclu­dere la garan­zia per vizi, total­mente o par­zial­mente, anche per patto espresso tra le parti. Occorre però ricor­dare che, ai sensi dell’at. art. 1490, co. 2, in tal caso l’esclusione della garan­zia non opera qua­lora il ven­di­tore, in mala fede, abbia taciuto al com­pra­tore i vizi della cosa.

I rimedi espe­ri­bili dal com­pra­tore in caso di sco­perta dei vizi sono due:

  • chie­dere la riso­lu­zione del contratto;
  • chie­dere la ridu­zione del prezzo (art. 1492 c.c.).

In ogni caso, il ven­di­tore della cosa viziata è tenuto al risar­ci­mento del danno, a meno che non provi di aver igno­rato senza sua colpa i vizi della cosa (art. 1494 c.c.).

Per poter espe­rire i sud­detti rimedi, il com­pra­tore ha però l’onere, a pena di deca­denza, di denun­ciare i vizi al ven­di­tore entro otto giorno dalla sco­perta, salvo il diverso ter­mine sta­bi­lito per con­tratto o per legge (art. 1495, co. 1, c.c.).

La denun­zia non è neces­sa­ria se il ven­di­tore ha rico­no­sciuto l’esistenza del vizio o l’ha occul­tato. (art. 1495, co. 2, c.c.).
A parte l’onere della pre­ven­tiva denun­cia, l’azione del com­pra­tore (per la riso­lu­zione del con­tratto o per la ridu­zione del prezzo) si pre­scrive in ogni caso entro un anno dalla con­se­gna (art. 1495, co. 3, c.c.).