Si espande la rete affiliata Toscano in Lombardia

Da sinistra: Alessandro Spera, Antonino Biondo, Alessandro Genovese.

Da sini­stra: Alessandro Spera, Antonino Biondo, Alessandro Genovese.

D. Antonino Biondo, que­sta nuova agen­zia in zona Veneto con­so­lida la pre­senza già mas­sic­cia della Toscano a Brescia. Anche il tuo per­corso pro­fes­sio­nale ne viene arric­chito. Quali sti­moli  ti hanno aiu­tato per affron­tare que­sta nuova sfida?
R. Ebbene si, l’apertura del Punto Immobiliare Veneto srl a Brescia, ci rende dav­vero più forti di prima e noi tutti la stiamo vivendo con grande sod­di­sfa­zione. Il mio per­corso pro­fes­sio­nale è ini­ziato a fianco del tito­lare dell’agenzia Brescia Centro, Alessandro Spera e della sua segre­ta­ria Veronica Schiavon, i quali con la super­vi­sione del nostro Consulente Franchising Alessandro Genovese, mi hanno inse­gnato a regola d’arte il metodo lavo­ra­tivo azien­dale: ed eccomi qui, sono tito­lare del 10° uffi­cio Toscano a Brescia.

D. Sicuramente avrà già altri pro­getti futuri. Quali sono i suoi pros­simi obiet­tivi?
R. Come primo obiet­tivo vor­rei avviare nel migliore dei modi l’ufficio di Via Veneto e vor­rei for­mare una sala acqui­si­zioni produttiva.

Il Gruppo Toscano diventa smart

Grande novità per il Gruppo Toscano, che da oggi potete tro­vare anche sull’App Store.

Cercare casa con il vostro I-Phone e I-Pad non è mai stato così facile!

Fateci sapere che cosa ne pen­sate... aspet­tiamo i vostri com­menti :)

 

Intervento del Presidente Ilario Toscano sul Corriere

Vi volevo segna­lare un arti­colo di set­ti­mana scorsa sul Corriere della Sera in cui è stato pub­bli­cato il nostro stu­dio sul mer­cato immo­bi­liare ita­liano, con­te­nente un inter­vento del Presidente del Gruppo, il dot­tor Ilario Toscano.

Vi allego il pdf con la pagina del Corriere dello scorso 11 marzo.

Buona let­tura :)

Il ruolo del mediatore: alcune precisazioni

Scrivo que­sto post a seguito delle discus­sioni sca­tu­rite dal mio pre­ce­dente post “Obbligo del media­tore alla cor­retta infor­ma­zione” per chia­rire alcuni punti che a mio avviso non devono (non dovreb­bero) essere messi in discussione.

Che lo si chiami dualsel­ler bro­ker, un agente rimane un agente.

Quindi, a meno che non venga remu­ne­rato per le atti­vità che com­pie, indi­pen­den­te­mente dalla con­clu­sione dell’affare, è fisio­lo­gico che sia por­ta­tore di un inte­resse comun­que fina­liz­zato alla vendita.

Immaginate il caso di un agente di com­mer­cio mono-mandatario remu­ne­rato a prov­vi­gione, e ditemi se non è por­ta­tore di un inte­resse con­flig­gente con quello del pro­dut­tore a tro­vare, ad esem­pio, un acqui­rente non insol­vente o, dall’altra parte con quello dell’acquirente ad avere ele­vate garan­zie circa l’effettiva qua­lità della merce venduta.

Questo è un inte­resse del tutto legit­timo, oltre che tute­lato dalla legge. Per quello che so, anche nella tanto citata America è così. Senza sco­mo­dare più di tanto la Costituzione (art. 41), che garan­ti­sce e tutela l’iniziativa eco­no­mica privata.

Forse dovremmo impo­stare la que­stione diver­sa­mente. E cioè, l’agente immo­bi­liare non è in con­flitto di inte­ressi, sem­mai è un ope­ra­tore del con­flitto di inte­resse, che ha inte­resse ad appianare.

Infatti gua­da­gna una prov­vi­gione solo se, gra­zie alla sua atti­vità, que­sto con­flitto si risolve, sfo­ciando nella con­clu­sione dell’affare.

Che poi, a seconda delle fasi di mer­cato, possa esi­stere una mag­giore o minore forza con­trat­tuale dell’una o dell’altra parte mediata, que­sto è un altro discorso, che dipende, più che dal media­tore, dall’andamento della domanda e dell’offerta. E’ pur sem­pre il mer­cato che esprime il prezzo, e non certo l’intermediario.

Il punto secondo me è un altro: cosa fa di un agente un buon agente?

Io non bana­liz­ze­rei il det­tato normativo.

Tutta la discus­sione nasce dall’obbligo legale di cor­retta infor­ma­zione: dì alle parte tutto quello che sai o che dovre­sti sapere secondo una media dili­genza pro­fes­sio­nale; non dire quello di cui non hai cer­tezza; se lo dici, non darlo per certo ma fallo approfondire.

Non vi sem­bra già que­sta una buona cor­nice per il campo d’azione del mediatore?

Rispettare rigo­ro­sa­mente que­sta norma, mi sem­bra un buon inizio.

Agenti immobiliari e clienti: apriamo un dibattito

Un appro­fon­di­mento legale di qual­che giorno fa, scritto dal nostro Giuseppe (Obbligo del media­tore alla cor­retta infor­ma­zione), ha sca­te­nato una vivace discus­sione sul ruolo del media­tore. I con­ten­denti (si fa per dire) si sono divisi in due fazioni. Da un lato gli agenti immo­bi­liari - Alessia e Massimo, credo del nostro gruppo — e dall’altro il nostro fedele let­tore e com­men­ta­tore Pax — inte­res­sato al set­tore immo­bi­liare  e a quanto pare con un’esperienza nega­tiva con le agen­zie immo­bi­liari alle spalle — nel ruolo del cliente.

Invito tutti i let­tori a leg­gere la discus­sione per­ché è dav­vero inte­res­sante e mi ha sti­mo­lato ad una rifles­sione sulla per­ce­zione dell’agente immo­bi­liare da parte dei clienti.

L’aspetto più evi­dente della que­stione mostra come sia pre­sente una certa dif­fi­denza e rilut­tanza, da parte dei clienti, a rico­no­scere i meriti e il lavoro del media­tore. Agli agenti immo­bi­liari viene impu­tato di non essere total­mente super-partes nella riu­scita dell’affare ma di essere sbi­lan­ciati verso una delle due parti in causa (ven­di­tore e acqui­rente dell’immobile) e di non dare un ser­vi­zio tale da giu­sti­fi­care la prov­vi­gione.

A que­ste incom­pren­sioni intrin­se­che va aggiunto un qua­dro nor­ma­tivo che mi pare — da estra­neo alla mate­ria — poco nitido e con mar­gini di inter­pre­ta­zione troppo ampi.

Gli appunti mossi dai clienti agli agenti mi fanno imma­gi­nare che alla base dell’incomprensione ci sia un difetto di comu­ni­ca­zione. Libero da influenze ideo­lo­gi­che o da qual­si­vo­glia forma di cam­pa­ni­li­smo, credo che la cate­go­ria non sia riu­scita a valo­riz­zare al 100% il pro­prio lavoro e a farlo per­ce­pire in modo soddisfacente.

L’intera cate­go­ria è oggetto di discus­sione da sem­pre, e troppo spesso anche a causa di per­sone scor­rette e diso­ne­ste — tanto tra gli agenti quanto tra i clienti, sia ben chiaro — e credo che un dibat­tito sin­cero possa solo con­tri­buire a miglio­rare il lavoro degli agenti da un lato e le espe­rienze dei clienti dall’altro.

Quindi la vera domanda è:

cosa si può fare per abbat­tere l’aurea di sfiducia?

Buona discus­sione...

Siamo un esempio nei social media

Il titolo è scher­zoso — ovvia­mente — ma devo con­fes­sare che oggi abbiamo tro­vato una pia­ce­vole sor­presa nella nostra ras­se­gna stampa quotidiana.

Su .ICT & Tech solu­tions, sup­ple­mento alle­gato a IlSole24Ore di oggi, c’è un bell’articolo inti­to­lato  “I Social Media fanno brec­cia nel made in Italy”, scritto da Gigi Beltrame e dedi­cato ai Social media nelle aziende ita­liane e che ci cita tra i casi posi­tivi di uti­lizzo dei media sociali in Italia:

Un [altro] esem­pio inte­res­sante riguarda il mer­cato immo­bi­liare. Il Gruppo Toscano opera sul Web da diversi anni ed è stato tra i primi ad aprire un busi­ness blog. Ogni giorno si parla e si discute di argo­menti rela­tivi a chi opera nel set­tore, con un occhio di riguardo alle nor­ma­tive. Un appun­ta­mento imper­di­bile per gli affi­liati e gli appar­te­nenti al gruppo. Da tempo, poi, l’azienda pre­si­dia Facebook e quindi cerca di sfrut­tare qual­siasi occa­sione per entrare in con­tatto con i pos­si­bili clienti, ma soprat­tutto cap­tare rapi­da­mente i trend.

Insieme a noi, sono citate anche aziende come Vodafone, Benetton, Louis Vuitton e Gruppo Fiat.

Articolo inte­res­sante nel suo com­plesso, ma a mio avviso molto signi­fi­ca­tiva è la chiu­sura dell’articolo che ricorda come i social media abbiano delle regole e dei codici di com­por­ta­mento basati sulla tra­spa­renza e sulla voglia di dia­lo­gare ascol­tando alla pari il pro­prio pubblico:

Avremmo potuto par­lare anche di tanti esempi che hanno fal­lito e sono scom­parsi, soli­ta­mente per due motivi: la man­canza di sin­ce­rità e la paura di met­tersi in discus­sione davanti ai clienti. Infatti, non è sem­plice pre­si­diare i social media. È neces­sa­ria l’esperienza e la volontà di aprirsi tenendo conto che essere pre­senti non è un obbligo, ma quando si dia­loga biso­gna rispet­tare le regole.

Potete leg­gere l’articolo in ver­sione inte­grale, sca­ri­can­dolo da qui

La formazione dell’agente immobiliare

Formazione Toscano

Chi com­menta su que­sto blog lo fa in lar­ghis­sima parte per chie­dere infor­ma­zioni in merito alla pro­fes­sione di agente immo­bi­liare. Il più delle volte diamo infor­ma­zioni sul pro­cesso di sele­zione e di ingresso nel nostro Gruppo, ma un ruolo fon­da­men­tale — quasi un tratto distin­tivo, direi - è dato dalla for­ma­zione.

Al ter­mine dello stage di 4 set­ti­mane — ovvia­mente in caso di esito posi­tivo — il futuro agente immo­bi­liare Toscano comin­cia ad ope­rare sul campo svol­gendo le prime impor­tan­tis­sime atti­vità pra­ti­che che riguar­dano la pro­fes­sione. A que­ste atti­vità, Toscano Lab (la divi­sione interna che pro­muove semi­nari e corsi di aggior­na­mento) affianca un pro­gramma di 10 semi­nari basic, gra­zie ai quali le risorse junior hanno la pos­si­bi­lità di appren­dere tutte le infor­ma­zioni teo­ri­che di base per poter ope­rare in maniera pro­fes­sio­nale nell’attività di tutti i giorni.

I semi­nari basic sono 10 e trat­tano un ampio ven­ta­glio di argo­menti ine­renti l’azienda ed il set­tore immobiliare:

  1. Il Metodo Toscano, poli­ti­che, stra­te­gie azien­dali e moda­lità di applicazione.
  2. L’agente immo­bi­liare, ele­menti di base e appro­fon­di­mento degli aspetti giu­ri­dici e fiscali della pro­fes­sione di agente immobiliare.
  3. La modu­li­stica interna ed esterna, spie­ga­zione e moda­lità di uti­lizzo dei moduli e for­mu­lari Toscano.
  4. Le tec­ni­che di comu­ni­ca­zione non ver­bale, tec­ni­che di ven­dita, moda­lità com­por­ta­men­tali e di inte­ra­zione con il cliente.
  5. Principali Servizi Toscano: Mediazione Creditizia e Ristrutturazioni.
  6. Rapporti con i clienti: pro­fili giu­ri­dici, appro­fon­di­mento degli aspetti pura­mente giu­ri­dici del busi­ness immobiliare.
  7. Seminario nota­rile, spie­ga­zione degli aspetti nota­rili legati alla com­pra­ven­dita immobiliare.
  8. Seminario cata­stale ed urba­ni­stico, nozioni cata­stali ed urba­ni­sti­che stret­ta­mente legate al mondo immobiliare.
  9. Marketing in Toscano, stra­te­gie di mar­ke­ting e comu­ni­ca­zione del Gruppo Toscano.
  10. Seminario delle Locazioni, ana­lisi della nor­ma­tiva civi­li­stica in merito alle Locazioni

L’attenzione alla for­ma­zione, tut­ta­via, non si limita alla sola fase dell’inserimento, ma con­ti­nua accom­pa­gnando i nostri col­la­bo­ra­tori durante tutta la loro car­riera gra­zie ai semi­nari advan­ced riser­vati ai nostri col­la­bo­ra­tori con almeno 6 mesi di atti­vità in azienda.

Qualche dato sulla nuda proprietà

Il nostro Centro Studi Toscano, che si occupa di stu­diare il mer­cato immo­bi­liare, ha ana­liz­zato alcuni dati riguar­danti la nuda pro­prietà.

Il trend di que­sto com­parto è pres­so­ché sta­bile, in quanto le tran­sa­zioni rela­tive alla nuda pro­prietà nel corso del 2009 rap­pre­sen­tano lo 0,50% circa delle com­pra­ven­dite totali di Gruppo Toscano .

Ciò che è cam­biato in que­sti tempi di crisi è che vi è più offerta di nude pro­prietà sul mer­cato. I poten­ziali acqui­renti vor­reb­bero però uno sconto mag­giore rispetto a quanto risulta dalle tabelle di usu­frutto, uti­liz­zate nor­mal­mente per fis­sare il prezzo. Dato che  la nuda pro­prietà non garan­ti­sce alcun red­dito all’acquirente, quest’ultimo cerca di spun­tare un prezzo pari almeno al 30% in meno rispetto al valore di mer­cato. Quest’ultima varia­bile è subor­di­nata all’età: quanto più il ven­di­tore è gio­vane, tanto più alto sarà lo sconto richie­sto.

La mag­gior con­cen­tra­zione delle nude pro­prietà com­pra­ven­dute nel 2009 è avve­nuta a Roma, con il 50% delle com­pra­ven­dite. Al secondo posto si col­loca Torino, con una quota del 13,04%. Seguono Milano, Firenze, Cagliari, Brescia, Bologna e Bari. Da que­sti dati emerge la con­ferma di come al sud, que­sta sia una forma di com­pra­ven­dita molto rara.

I tempi medi di ven­dita sono in linea con quelli del com­parto resi­den­ziale, con 7 mesi circa.

(fonte: Centro Studi Toscano)

Credo ci siano degli spunti impor­tanti di discus­sione, che ne pen­sate?