Architettura moderna, luoghi di aggregazione e di incontro: il M.A.C.R.O.

Parliamo di architettura moderna, di riqualificazione di spazi esistenti all’interno delle nostre città. Parliamo del “MACRO”, ex mattatoio di Roma trasformato in una vivace area per spazi culturali ed eventi artistici. Era un complesso esistente situato sulle rive del Tevere con padiglioni progettati e realizzati da Gioacchino Ersoch tra il 1888 e il 1891 che rappresentava l’apice dell’ architettura industriale, il pas­saggio tra il clas­sicismo la modernità.

Nel 1929 erano state inserite delle tettoie in ghisa e ferro. Il progetto riprende quindi un vecchio spazio dedicato al ricovero degli animali, 10.000 mq che inglobano anche il portico con le colonnine in ghisa. I padiglioni sono costituiti da una scatola muraria che definisce un unico grande ambiente coperto da capriate. Per il progetto si è scelto di mantenere il concetto iniziale di Esorch di rettangolo centrale su cui si articolavano i vari padiglioni dedicati alla lavorazione delle carni.

Nuovi materiali si fondono ai vecchi e la ghisa, il ferro e i sampietrini diventano acciaio alluminio e vetro. Per la ghisa si è utilizzato il brevetto inglese Metalock, mentre per il ferro si è scelto di sostituire gli elementi degradati con componenti nuovi di identica geometria e dimensione. Una nuova “teca” fonde la nuova e  la vecchia architettura coprendo il distacco del progetto originale tra portico e pensiline. I nuovi spazi sono stati realizzati con struttura anti­sismica in acciaio pre­fabbricata e pre-assemblata in officina. Le nuove strutture sono staticamente indipendenti dalle vecchie. Il progetto utilizza inoltre materiali ecocompatibili, impiega 170 pannelli fotovoltaici tutto a favore del risparmio energetico. Grandi lucernari piani schermati da un doppio piano in acciaio inox, forato consentono sempre la radiazione diffusa e nei periodi invernali anche la radiazione solare diretta. Insomma, 5000 mq destinati ad attività espositive formative e laboratori. Che dire… un luogo di morte trasformato in un luogo di vita!

Arte e Coiffeur

Mettere a disposizione estro e profes­sionalità a volte è soprattutto un piacere che va al di là della mera soddisfazione lavorativa. Questo è il caso dell’ultimo lavoro, realizzato per un “artista dei capelli”: la ristrutturazione di un locale nei pressi di Piazza Istria a Roma che ospita un elegante
Salone Coiffeur, per la realizzazione del quale è stata studiata l’illuminazione più all’avanguardia, con faretti e led RGB e fari agli ioduri metallici; la tecnologia delle postazioni, con lavaggi automatizzati per un totale relax e confort, l’intervento di specialisti della climatizzazione, di idraulici, falegnami, vetrai per le mensole in cristallo, fabbri per le vetrine visarm con vetri fumè  e serrande microforate, artisti del metallo per il logo, pubblicitari per le vetrofanie, tappezzieri. Per desiderio della committenza il tutto è stato studiato utilizzando il grigio antracite, il rosso e il
bianco, inserendo alcuni elementi in acciaio satinato o lucido: per la pavimentazione abbiamo posato un floor gres grigio antracite, considerando la superficie del salone piuttosto ampia e ancora il grigio per lo stucco veneziano e i sanitari del bagno clienti; il rosso rubino è stato utilizzato per la reception, il mobilio laccato opaco, il mosaico nel bagno clienti e la tenda in velluto del guardaroba; il bianco ottico è stato utilizzato per la tinteggiatura di soffitti e pareti e nicchie in cartongesso. Gli inserti della scrivania reception, i reggi-mensola, la cappa per il colore
e molti altri particolari sono in acciaio satinato, gli specchi e le cas­settiere in acciaio lucido, le poltroncine e il divanetto d’attesa color titanio. Non mi resta che rimandarvi alle fotografie e ringraziare l’indispensabile Geom. Antonio Bianco e tutte le Imprese che hanno lavorato con me.