Acquisto prima casa: operativo il fondo per le coppie giovani

E’ entrato in vigore il 18 Febbraio scorso il provvedimento del Fondo sull’accesso al credito per l’acquisto della prima casa. Il decreto, istituito dal Ministero della Gioventù, permette alle  coppie coniugate o ai nuclei familiari anche composti da un solo genitore con figli minori a carico, di ottenere servizi agevolati per l’acquisto della prima casa.

Da marzo, le giovani coppie residenti in Italia, che risultano occupate con contratti di lavoro atipici (Apprendistato,Contratto di formazione lavoro, Contratto Part-Time, Telelavoro), potranno accedere ai mutui agevolati fino a 200.000 euro per l’acquisto della prima casa, beneficiando di una garanzia, in caso di insolvenza, del 50% della quota capitale, comunque non oltre 75.000 euro.

I requisiti neces­sari per accedere al suddetto fondo sono:

  • EtĂ  inferiore ai 35 anni
  • Un reddito ISEE non superiore ai 35mila euro, non piĂą del 50% del reddito comples­sivo imponibile ai fini IRPEF deve provenire da contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
  • Non essere proprietario di altri immobili, tranne quelli ricevuti per successione.
  • L’immobile da acquistare non potrĂ  superare i 90mq e non dovrĂ  avere caratteristiche di lusso.

Per leggere il provvedimento in originale:

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/regolamentomutuiprimacasa


Sospensione dei mutui per le famiglie in difficoltĂ 

Quanto avevamo già annunciato il 21 ottobre scorso, ovvero la sospensione dei mutui per le famiglie in difficoltà, proposto dall’Abi è in via di attuazione.

La bozza dell’accordo, siglata dall’Abi e dalle associazioni dei consumatori, pre­vede la sospensione per un anno delle rate per i mutui fino a 150 mila euro, a patto che il titolare del mutuo non superi i 40 mila euro annui di reddito.

La sospensione dovrebbe avviarsi a partire dalle rate di febbraio 2010, pre­via ufficializzazione del protocollo vero e proprio da parte di Abi e associazioni dei consumatori, che dovrebbe avvenire dopodomani (18 dicembre).

Rispetto al provvedimento pre­sentato qualche mese fa, ci sono delle modifiche, frutto probabilmente dell’intervento delle associazioni dei consumatori:

  • innalzamento del limite da 120 mila euro a 150 mila euro
  • introduzione del limite di reddito a 40 mila euro per i beneficiari
  • ampliamento del periodo a tutto il 2009, durante il quale dovevano verificarsi le condizioni per beneficiare della moratoria (inizialmente si parlava del solo secondo semestre)

Ricordiamo che le condizioni per usufruire della moratoria di 12 mesi sono:

  • perdita dell’occupazione
  • morte
  • non autosufficienza
  • sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni

Continuo a ritenere positivo il fatto che questa proposta sia un’iniziativa delle banche stesse, anche se — come faceva notare Netguy, un commentatore al pre­cedente post — “ma se i tassi sono al minimo la sospensione per un anno dei pagamenti delle rate dei mutui conviene più alle banche che alle famiglie”.

Per saperlo, basterà aspettare i dettagli ufficiali tra qualche giorno.

Differenze tra mutuo ipotecario e mutuo fondiario.

Parliamo spesso di mutui sul nostro blog, soprattutto in riferimento all’andamento dei tassi d’interesse o alle politiche economiche del governo. Quasi sempre argomenti e notizie validi in quel pre­ciso istante, data la volatilità della materia trattata. Però a volte è importante anche fis­sare qualche punto fermo che ci consenta di stabilire dei principi sempre validi, per districarci nel mondo complesso ma — per noi addetti ai lavori, affascinante — dei mutui.

Questa volta ci siamo chiesti: che differenze ci sono tra il mutuo ipotecario e il mutuo fondiario?

Che cos’è il mutuo fondiario?

Il mutuo fondiario è relativo alla conces­sione da parte delle banche, di finanziamenti a medio-lungo termine garantiti da ipoteca di primo grado su immobili. La materia è poi regolamentata dalla Banca d’Italia che determina l’ammontare mas­simo dei finanziamenti, individuandolo in rapporto al valore dei beni ipotecati o al costo delle opere da eseguire sugli stessi, nonché le ipotesi in cui la pre­senza di pre­cedenti iscrizioni ipotecarie non impedisce la conces­sione dei finanziamenti.

Tra i benefici del mutuo fondiario indubbiamente c’è quello dei bassi tassi di interesse pas­sivi (in media del 3–6%) che, malgrado le lamentele generali di utenti e consumatori, non pos­sono essere para­gonati con altre forme di finanziamento, ad esempio con i pre­stiti personali o al consumo (dal 8 al 13%).

La determinazione di tali saggi viene operata sempre dalla Banca d’Italia di concerto con il Cicr ( Comitato interministeriale del credito e risparmio ). Questi enti hanno altresì stabilito che la erogazione del mutuo fondiario non debba eccedere l’80% del valore del bene oggetto del fondiario, anche se oggi la tendenza, pre­vie garanzie acces­sorie, è quella di finanziare tutto od anche più il valore dell’immobile.

Che cos’è il mutuo ipotecario?

Il mutuo ipotecario invece può essere concesso per motivi diversi dall’acquisto di un immobile (liquidità). Entrambe le tipologie di credito (mutuo) pre­vedono che il debitore rilasci iscrizione ipotecaria a favore del creditore a garanzia di eventuali mancati pagamenti; per il mutuo fondiario la garanzia ipotecaria è sempre di primo grado.

Ulteriore caratteristica comune del mutuo fondiario e di quello ipotecario è quella di pre­vedere un rapporto percentuale minimo che deve sus­sistere tra il valore commerciale delle garanzie ipotecarie ed il credito erogato; di solito tale rapporto percentuale è di circa un terzo del reddito libero del mutuatario.

Euribor da 6 mesi sotto l’1%

Poco meno di due mesi fa, parlavamo del record storico di ribasso dell’Euribor a tre mesi, il tasso di riferimento per i pre­stiti interbancari, attestatosi all0 0,778% appena lo scorso 10 settembre. Il trend di discesa è proseguito inesorabile fino a toccare lo 0,716% di oggi (fonte: Reuters Italia).

Con questo risultato, diventano 6 i mesi consecutivi in cui l’Euribor a tre mesi si posiziona sotto l’1%.

La scadenza a sei mesi è scesa sotto l’1% confermato dalla Bce (Banca centrale europea), attestandosi allo 0,997%, mentre risale l’Euribor ad una settimana anche se di pochis­simo pas­sando allo 0,359% dallo 0,357%.

A questo punto un matematico userebbe l’espressione “tendente a zero” per definire l’andamento dei tassi di interesse nell’ultimo anno. Dallo scoppio della crisi globale, infatti, si sono succeduti una serie di ribassi a catena senza pre­cedenti, con l’Euribor, in particolare, che segna un record minimo quasi ad ogni fixing.

Per farci un’idea più chiara dell’andamento dell’Euribor, ho trovato un’ottima risorsa in Rete, con un grafico che viene aggiornato quasi quotidianamente al tasso corrente. Cliccando sul grafico si può vedere una versione ingrandita, mentre vi consiglio di visitare spesso la pagina dedicata ai grafici Euribor su Brucalipto per seguire gli aggiornamenti.

Differenza tra TAN e TAEG

Quando confrontiamo le offerte per un pre­stito o per un mutuo, ci troviamo sempre di fronte a due indicatori che definiscono il tasso di interesse, il TAN ed il TAEG.

L’acronimo TAN sta per Tasso Annuale Nominale ed indica esclusivamente la misura degli interessi dovuti su un pre­stito, senza considerare le spese. Ma le spese sono molte, sia in caso di pre­stiti che di mutui: una voce importante è costituita dalle spese di apertura pratica, ma ci sono anche le spese di incasso, le spese di assicurazione eventualmente imposte dal creditore, etc.

Ed è qui che entra in gioco il TAEG (Tasse Annuo Effettivo Globale), indice con il quale si indica il costo effettivo di un pre­stito comprensivo di tutte le spese sostenute per ottenere il finanziamento e per pagare le rate (con l’esclusione delle spese e penali per l’eventuale estinzione anti­cipata del mutuo ).

Nel calcolo del TAEG si pre­sume che le spese di apertura pratica vanno a diminuire di fatto il capitale pre­stato (se la banca mi dà 200.000 euro e me ne chiede 1.000 per l’apertura della pratica, di fatto me ne sta dando 199.000) e che le spese che a vario titolo incidono su ogni rata, vanno di fatto ad aumentare la rata che io pago mensilmente (se pago ogni mese 500 euro di rata ma devo aggiungere 5 euro per l’incasso e 15 per l’assicurazione del credito, di fatto pago 520 euro).

La differenza tra TAN e TAEG, quindi, è che il primo analizza solo il tasso di riferimento delle rate, il secondo, più completo, include nel calcolo tutti gli oneri anche quelli acces­sori (istruzione pratica, spese ed altro).

La pre­senza di questi oneri può far cambiare, di molto, il tasso dell’operazione, ovvero quello che, in concreto, ciascuno andrà a pagare alla società o alla banca che gli ha concesso il finanziamento.

In sintesi è consigliabile controllare sempre il TAEG quando si para­gonano offerte di mutuo o prestito.

Mutui sospesi, è il “piano famiglie”

Dopo il Piano casa per rilanciare l’edilizia (iniziativa del Governo), arriva anche il Piano Famiglie, su proposta dell’Abi, Associazione bancaria italiana.

A partire dal 1 gennaio 2010 partirà la moratoria dell’Abi per venire incontro alle famiglie che si trovano in ristrettezze economiche, con la sospensione per un anno dei pagamenti delle rate dei mutui.

Dal sito dell’Abi è pos­sibile leggere tutto il comunicato in PDF.

Niente male come misura anti­crisi, che ne pensate?

Limite ai mutui? Forse.

Secondo quanto pubblicato ieri dal sito del Sole24Ore, la Commissione Europea starebbe lavorando a una direttiva un po’ severa, introducendo il limite finanziabile al 40% del valore dell’immobile per i mutui. In questo modo si abbas­serebbe l’attuale limite, fis­sato all’80%. In questo modo si otterrebbero dei mutui più onerosi per i cittadini, in nome della stabilità finanziaria del sistema.

Oggi lo stesso Sole24Ore pubblica un approfondimento sull’argomento insieme ad una dichiarazione di un portavoce del commis­sario al Mercato Interno che ammette come «esiste una discus­sione sul modo di armonizzare in Europa i requisiti di capitale per le banche, ma per ora nes­suna proposta è stata formalizzata. In ogni caso non è una questione della quale si occuperà l’attuale commis­sario».

Si parla solo di ipotesi allora, ma non è giunta una vera e propria smentita da parte della Commissione Europea.

Terremo d’occhio questo tema e vi prometto qualche contributo dei nostri esperti di Toscano Mutui nei pros­simi giorni.

L’anomalia dei mutui al Sud?

Un paio di giorni fa, su Ansa.it è uscito un lancio riguardante un’indagine della Banca d’Italia sul credito nelle regioni italiane. La cosa che mi ha sorpreso è stato l’apprendere che:

  • Al Sud vengono concessi piĂą mutui che al nord, ma a tassi doppi rispetto al Centro Nord.

Ho provato a darmi una spiegazione, ma non riesco.

Secondo la logica dovrebbe essere valida l’equazione: sud più povero, meno domanda di immobili, meno mutui, tassi più bassi.

C’è qualcuno che ha voglia di cimentarsi in una spiegazione più analitica?