Piano casa: ora tocca ai comuni

Il provvedimento che si proponeva l’obiettivo di traghettarci fuori dalla crisi, pur avendo perduto per tempistica il suo scopo originario, continua a procedere, seppure molto lentamente. Anche se a quanto si legge sui giornali si cominciano a vedere i primi segnali di ripresa.

L’agenda aveva stabilito che le Regioni (competenti sul tema dell’ampliamento delle volumetrie) si dotas­sero di apposite leggi regionali entro la fine di luglio. In questo modo il provvedimento del Governo avrebbe assunto la funzione di direttiva — linea guida, mentre ciascuna regione poteva imporre limiti, stabilire deroghe e interpretare il piano casa regionale, secondo le caratteristiche del proprio territorio.

Mentre mancano all’appello 4 regioni: Molise, Campania, Calabria e Sicilia, nel frattempo le regioni che hanno approvato la legge hanno pas­sato la palla ai Comuni, cui spetta l’ultima parola verso l’esecutività vera e propria.

I rebus da sciogliere sono ancora molti e gli effetti “benefici” di questo provvedimento governativo sono lontani dal concetto di emergenza che l’ha ispirato.

Come sempre, staremo a vedere.

Come orientarsi nel Piano Casa

L’annuncio di un Piano Casa per dare rilancio al settore dell’edilizia, lanciato dal Governo nei primi mesi del 2009 si era inizialmente scontrato con una difficile trattativa Stato-Regioni per trovare un’intesa comune.

Ne è risultata un’autonomia di applicazione e di interpretazione da parte delle Regioni che ha portato ad una situazione tutt’altro che semplice da decifrare.

Avevamo pensato di fare uno specchietto rias­suntivo con le caratteristiche del Piano Casa regione per regione, ma abbiamo trovato l’ottimo focus pubblicato su Edilportale.com e lo diffondiamo con piacere.

Il piano casa dei giovani

Pare che il Governo stia pensando ai giovani, al punto da pre­sentare nel primo consiglio dei ministri dopo la ripresa estiva, un provvedimento dedicato all’edilizia riservata alle giovani coppie.

Appartamenti in affitto a basso costo con la pos­sibilità di riscattare l’immobile, mutui a tassi ridotti e agevolazioni per giovani coppie dovrebbero essere gli argomenti oggetto del provvedimento. Il progetto dovrebbe far leva sull’iniziativa privata, individuando terreni demaniali e strutture esistenti da demolire e sostituire con fabbricati gradevoli, evitando forme di edilizia intensiva.

Secondo Berlusconi, le rate di mutuo saranno piĂą basse dei canoni di locazione di mercato. Anche se non sono state note le garanzie richieste ai giovani.

Per quelle bisognerĂ  aspettare qualche giorno.

Al via il Piano Casa: 100 mila alloggi in 5 anni

Dopo 9 mesi caratterizzati da un percorso non sempre privo di ostacoli, questa mattina il Governo ha annunciato la firma al decreto del Presidente del Consiglio denominato “Piano Casa”.

Di questo provvedimento abbiamo già parlato in pas­sato sul blog, approfondendo soprattutto la questione degli incentivi sugli aumenti volumetrici.

A quanto pare nei pros­simi 5 anni verranno realizzati 100 mila alloggi destinati a:

  • famiglie a basso reddito
  • anziani in condizioni di disagio
  • studenti fuori sede
  • giovani coppie
  • immigrati regolari residenti in Italia da almeno 10 anni o nella stessa Regione da 5 anni

che potranno risultare assegnatari di una abitazione in affitto ad un canone sostenibile e sociale. Alcuni di questi alloggi, invece, saranno destinati a diventare case di proprietà.

Le locazioni non potranno avere durata inferiore a 25 anni a canone agevolato. Al termine gli appartamenti saranno venduti in pre­lazione agli inquilini. Non è esclusa, tuttavia, anche la ces­sione degli immobili sul mercato o l’offerta a Comuni ed ex Iacp.

Il Governo avrebbe stanziato 550 milioni di euro per questo provvedimento che dovrebbe portare un po’ di vivacità con ripercus­sioni positive sull’occupazione nel settore delle costruzioni, per un giro di affari comples­sivo che dovrebbe ammontare ad oltre 3 miliardi di euro.

Se venisse realizzato davvero, questo progetto indicherebbe il risveglio dello Stato nell’edilizia pubblica dopo 30 anni di immobilismo. Che ne pensate?

(via Edilportale.com)

Aggiornamenti sul Piano Casa

In attesa che il decreto diventi legge, diamo qualche aggiornamento sul Piano Casa. Purtroppo la situazione si è rallentata a causa dei provvedimenti improvvisi dovuti al terribile terremoto che ha colpito l’Aquila.

Cerchiamo comunque di tenervi aggiornati sui vari pas­saggi che rimangono fino ad oggi al centro del dibattito. In primo piano è pas­sata ovviamente il rilancio delle costruzioni sicure staticamente e per pre­vedere questo è neces­sario rivedere i famosi “ribassi” sugli appalti che in questi anni hanno inciso negativamente sulla sicurezza.

In seconda battuta è rimasto il discorso del risparmio energetico. La riqualificazione energetica infatti camminerebbe di pari passo con l’aumento di cubatura. Il proprietario potrebbe utilizzare le detrazioni fiscali del 55% e ridurre i consumi almeno del 20%; pertanto aumentando la volumetria del 20% verrebbe ad avere gli stessi consumi energetici.

Per ottenere l’aumento di cubatura del 35% dovrebbero essere pre­visti miglioramenti energetici significativi, cioè consumi inferiori almeno del 35% rispetto alla normativa esistente e l’obbligo dell’utilizzo delle fonti rinnovabili. Il tutto ovviamente regolato dagli enti locali che si stanno muovendo in questo modo:

NORD ITALIA
In Veneto si pre­vedono ampliamenti e sopraelevazioni che saranno estesi anche a condomini e centri storici, mentre il bonus per la demolizione e ricostruzione supererà i limiti dell’accordo Stato – Regioni, salendo probabilmente dal 35% al 50%. In Lombardia la Regione sta pensando di estendere l’aumento delle cubature ai capannoni industriali a patto che non vengano abbandonati succes­sivamente. In Liguria nella stesura della legge regionale si discute la pos­sibilità di aumentare il bonus di cubatura sugli immobili esistenti dal 20% al 30% per le abitazioni di piccole dimensioni.

CENTRO ITALIA
In Toscana sarà approvata a breve una legge che avrà tre obiettivi: regolamentare gli interventi di ampliamento, disciplinare le manutenzioni straordinarie e introdurre forme di semplificazione per l’attività edilizia. In Umbria sono già state approvate leggi con misure di semplificazione, come la super Dia e vari strumenti.
In Lazio per quanto concerne l’aumento delle cubature si potranno ricavare nuove abitazioni con il recupero dei sottotetti. A ricadere nella legge saranno i locali con altezza media di 2,40 metri (2,20 per i locali di servizio). Per rientrare nei limiti sarà pos­sibile apportare piccole modifiche o abbas­sare il solaio sottostante. In linea con le disposizioni nazionali saranno approvati aumenti del 20% sugli edifici esistenti e del 35% su quelli da abbattere e ricostruire. In tutti i casi sarà obbligatorio il rispetto delle misure anti­sismiche e dell’efficienza energetica. I centri storici saranno esclusi dagli interventi.

SUD ITALIA
In Calabria è pre­visto uno stanziamento da 230 milioni da indirizzare su tre direttrici: 60 per gli interventi contenuti nei contratti di quartiere dei Comuni, 155 per l’edilizia locativa e privata, 15 per l’abbattimento delle barriere architettoniche. In Campania la norma più ambiziosa offre ai costruttori la pos­sibilità di far crescere del 30% le cubature di nuovi complessi residenziali di edilizia sociale. Il piano potrebbe contribuire alla costruzione di 40 mila alloggi. In Puglia il piano casa sarà un po’ più severo, infatti non sarà incrementato il limite di ampliamento dei 200 metri cubi. Saranno esclusi dagli interventi i centri storici e le aree di pre­gio, oltre a quelle a rischio idrogeologico. Le demolizioni invece apriranno anche agli edifici non residenziali e i manufatti costieri con un pre­mio di cubatura del 35%. In Sicilia i proprietari potranno beneficiare di contributi di costruzione fino al 60% se gli interventi riguardano la prima abitazione. In caso di demolizione e ricostruzione di edifici anteriori al 1989 la detrazione sarà dell’80% per gli interventi di ampliamento e del 20% per la parte ricostruita. Ampliamenti e sopraelevazioni potranno essere effettuati anche in condomini e centri storici, con l’obbligo di pre­sentare anche alle Soprintendenze la comunicazione di inizio lavori.
In Sardegna è pre­vista l’esclusione dagli aumenti di cubatura di centri storici, parchi, aree archeologiche e zone di interesse idrogeologico per la paura della cementificazione delle coste.

Il Piano Casa alla volata finale

Nel post che abbiamo dedicato al Piano Casa del Governo per rilanciare l’edilizia e mettere in circolo liquidità, abbiamo detto anche che non sono mancate le critiche in relazione a conflitti di competenze con le Regioni. Effettivamente questo conflitto è stato sollevato ed ha portato ad uno stop dell’iter legislativo.

La politica si è messa al lavoro ed è arrivata ad un’intesa tra il Governo e gli Enti Locali sulla base dell’approvazioni di apposite leggi regionali entro 90 giorni per consentire l’ampliamento del 20% della volumetria di edifici residenziali uni e bi– familiari.

Non sarà pos­sibile ampliare le abitazioni abusive, quelle situate centri storici e i condomini, mentre sarà pos­sibile ampliare le villette a schiera con giardino perchè considerate come case unifamiliari.

Il governo confida nella rapida approvazione delle leggi regionali. Se ci saranno regioni inadempienti, il governo utilizzerà i propri poteri sostitutivi, anche emanando decreti legge. Con un controllo da parte delle Regioni e degli enti locali, effettivamente il pericolo di una cementificazione selvaggia e il dilagare di forme di abusivismo edilizio paiono essere meno probabili.

In ogni caso il Governo ha inserito il provvedimento nel decreto legge sugli incentivi, su cui è stata posta la fiducia. Questo significa che, a meno di colpi di scena dell’ultim’ora, lunedì sera la Camera approverà il provvedimento.

Intanto vi segnalo il testo integrale dell’accordo tra Governo e Regioni.

Quanto a voi, ora che gli ostacoli sembrano essere superati, credete nell’utilità di questo provvedimento per il nostro settore?

Il Piano Casa: che ne pensate?

Negli scorsi giorni i media hanno parlato del Piano Casa pre­visto dal Governo per uscire dalla crisi. Al momento pare che sia slittato a data da definirsi, ma resta un tema sempre attuale e all’ordine del giorno dell’agenda politica.

Tra le agevolazioni pre­viste dal provvedimento si è parlato anche di un piano di vendita delle case popolari agli attuali inquilini attraverso la conces­sione di mutui agevolati. Gli alloggi popolari interes­sati dovrebbero essere 5mila, ma le abitazioni potrebbero salire a 6mila considerando anche gli interventi di ricostruzione. A riscattare l’immobile in cui vive potrebbe essere un milione di persone che oggi vive nelle case popolari. La trasformazione dell’affitto in mutuo dovrebbe consentire di aumentare la ricchezza delle famiglie e sostenere i ceti più deboli, che potrebbero così acquistare la casa.

Ma non solo. Sono state pre­viste anche riduzioni burocratiche per l’aumento delle cubature. Una misura che consentirà di ampliare le abitazioni del 20% di cubatura con procedure semplificate rispetto al pas­sato, con le pratiche presso gli uffici statali che saranno sostituite da una perizia giurata.

Eppure non mancano le critiche, soprattutto in fatto di eventuali conflitti di competenze tra Stato e Regioni.

Io ancora non sono riuscito a farmi un’idea pre­cisa, ma cosa ne pensate? Davvero potrebbe stimolare investimenti ed aiutare ad uscire dalla crisi?