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	<title>ToscanoBlog &#187; reddito</title>
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	<description>Il blog che fa muovere gli immobili in Italia</description>
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		<title>Sospensione dei mutui per le famiglie in difficoltà</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 15:02:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mutui e temi economici]]></category>
		<category><![CDATA[abi]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
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		<description><![CDATA[Quanto avevamo già annunciato il 21 ottobre scorso, ovvero la sospensione dei mutui per le famiglie in difficoltà, proposto dall’Abi è in via di attuazione.
La bozza dell’accordo, siglata dall’Abi e dalle associazioni dei consumatori, prevede la sospensione per un anno delle rate per i mutui fino a 150 mila euro, a patto che il titolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1046" title="sospensione dei mutui" src="http://www.toscanoblog.it/wp-content/uploads/2009/12/sospensione-mutui.jpg" alt="" width="200" height="204" />Quanto avevamo già annunciato il 21 ottobre scorso, ovvero la <a title="Sospensione dei mutui per le famiglie in difficoltà" href="http://www.toscanoblog.it/index.php/mutui-sospesi-e-il-piano-famiglie/" target="_blank">sospensione dei mutui per le famiglie in difficoltà</a>, proposto dall’Abi è in via di attuazione.</p>
<p>La bozza dell’accordo, siglata dall’Abi e dalle associazioni dei consumatori, prevede la <strong>sospensione per un anno delle rate per i mutui</strong> fino a 150 mila euro, a patto che il <strong>titolare del mutuo non superi i 40 mila euro</strong> annui di reddito.</p>
<p>La sospensione dovrebbe avviarsi a partire dalle rate di <strong>febbraio 2010</strong>, previa ufficializzazione del protocollo vero e proprio da parte di Abi e associazioni dei consumatori, che dovrebbe avvenire dopodomani (18 dicembre).</p>
<p>Rispetto al provvedimento presentato qualche mese fa, ci sono delle modifiche, frutto probabilmente dell’intervento delle associazioni dei consumatori:</p>
<ul>
<li>innalzamento del limite da 120 mila euro a 150 mila euro</li>
<li>introduzione del limite di reddito a 40 mila euro per i beneficiari</li>
<li>ampliamento del periodo a tutto il 2009, durante il quale dovevano verificarsi le condizioni per beneficiare della moratoria (inizialmente si parlava del solo secondo semestre)</li>
</ul>
<p>Ricordiamo che le <strong>condizioni per usufruire della moratoria</strong> di 12 mesi sono:</p>
<ul>
<li>perdita dell’occupazione</li>
<li>morte</li>
<li>non autosufficienza</li>
<li>sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni</li>
</ul>
<p>Continuo a ritenere positivo il fatto che questa proposta sia un’iniziativa delle banche stesse, anche se — come faceva notare Netguy, un commentatore al precedente post — “<em>ma se i tassi sono al minimo la sospensione per un anno dei pagamenti delle rate dei mutui conviene più alle banche che alle famiglie</em>”.</p>
<p>Per saperlo, basterà aspettare i dettagli ufficiali tra qualche giorno.</p>
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		<title>Irpef e Ici, le tasse sulla casa</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 16:59:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mutui e temi economici]]></category>
		<category><![CDATA[fabbricato]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[ici]]></category>
		<category><![CDATA[immobile]]></category>
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		<category><![CDATA[prima casa]]></category>
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		<category><![CDATA[tasse]]></category>
		<category><![CDATA[terreno]]></category>

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		<description><![CDATA[
Le tasse e le imposte sono un argomento già abbastanza “sgradevole” per tutti, figuriamoci se ad alimentare i malumori ci si mette anche un linguaggio tecnico e complesso che aumenta la confusione. Per rimediare a questo, ho raccolto e semplificato all’osso due delle imposte più “famose”, almeno nel mondo immobiliare: Ici e Irpef.
L’Ici e l’Irpef, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-1036  aligncenter" title="ici e irpef sulla casa" src="http://www.toscanoblog.it/wp-content/uploads/2009/12/tasse-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p>Le tasse e le imposte sono un argomento già abbastanza “sgradevole” per tutti, figuriamoci se ad alimentare i malumori ci si mette anche un linguaggio tecnico e complesso che aumenta la confusione. Per rimediare a questo, ho raccolto e semplificato all’osso due delle imposte più “famose”, almeno nel mondo immobiliare: Ici e Irpef.</p>
<p>L’Ici e l’Irpef, come qualunque<strong> proprietario di un immobile</strong> conosce bene, sono due diversi tipi di imposta.  Il primo di questi grava esclusivamente sugli immobili, mentre il secondo colpisce il reddito delle persone fisiche, e quindi anche il reddito prodotto dall’immobile.</p>
<p>L’<strong>Irpef </strong>colpisce il reddito prodotto dal fabbricato nel caso in cui questo sia locato, quantificabile nell’<strong>85% del canone</strong> di affitto. Nel caso in cui, invece, l’immobile resti a disposizione del proprietario, l’Irpef grava sul <strong>reddito presunto</strong>, calcolato sulla base della rendita catastale. La <strong>rendita catastal</strong>e non è altro che il <strong>valore attribuito dal Fisco</strong> ad ogni unità immobiliare.</p>
<p>Se l’immobile è adibito ad <strong>abitazione principale</strong>, l’Irpef non si paga. Se invece l’immobile non è l’abitazione principale, ma una seconda casa, la rendita catastale viene <strong>aumentata di un terzo</strong> rispetto al valore reale.</p>
<p>L’<strong>Ici</strong> (Imposta comunale sugli immobili) è un’aliquota che viene stabilita ogni anno dai comuni, e rappresenta probabilmente la <strong>voce di bilancio in entrata</strong> più cospicua per i comuni. L’Ici  grava su fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli, ma non sulla prima casa, a seguito della sua abolizione avvenuta nel 2008. In caso in cui un immobile risulti sfitto, l’<strong>aliquota Ici</strong> viene solitamente aumentata.</p>
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