La casa del futuro è.. Med in Italy

E’ la prima volta dopo 12 anni che un team ita­liano viene ammesso al “Solar Decathlon”, la com­pe­ti­zione mon­diale dell’architettura green pro­mossa dal Dipartimento dell’Energia Usa, per la rea­liz­za­zione di pro­to­tipi abi­ta­tivi inno­va­tivi, soste­ni­bili e ali­men­tati a ener­gia solare.

I 50 cer­velli di docenti, neo­lau­reati e stu­denti dell’Università di Roma TRE, hanno dato vita al pro­getto “Med in Italy” per la rea­liz­za­zione di una casa dalle alte pre­sta­zioni ambien­tali, con­tro ogni tipo di inqui­na­mento, uti­liz­zando i mate­riali locali per adat­tarsi a tutti i tipi di paesaggi.

La casa sarà quindi un vero e pro­prio mani­fe­sto del “Mediterranean way of life” per la prima volta, tra le case super eco­lo­gi­che, una  casa  bio­cli­ma­tica  viene pro­get­tata per difen­dersi dal caldo più che dal freddo: la nostra casa  resterà iso­lata dall’esterno nelle ore più calde e si aprirà quando il sole cala, ciò gli per­met­tera di uti­liz­zare circa un quarto dell’energia usata nelle abi­ta­zioni tradizionali.

Il pro­to­tipo è un affa­sci­nante mix di tra­di­zione e moder­nità: la pianta della casa, «med in Italy», infatti,  richiama le anti­che abi­ta­zioni dei Sumeri con un giar­dino «raf­fre­scante» all’esterno del patio, ma allo stesso tempo un tocco di moder­nità, invece, sarà l’energia riven­duta al for­ni­tore e un’auto elet­trica col­le­gata alla rete di pro­du­zione che ser­virà come bat­te­ria per con­ser­vare l’energia in eccesso.

Una casa che pro­duce  sei volte  l’energia che con­suma, che in circa 20 anni per­met­terà un rispar­mio di 121 ton­nel­late di CO2, come se in casa aves­simo a dispo­si­zione un pic­colo bosco di 120 alberi.

Meno CO2, signi­fi­cherà più com­fort ma soprat­tutto un alleg­ge­ri­mento della bol­letta elet­trica di circa l’84% poi­chè l’efficienza  dei  sistemi  per­met­terà  alla  casa  di  fun­zio­nare  per­fet­ta­mente,  con  elet­tro­do­me­stici, illu­mi­na­zione, acqua  calda e  tem­pe­ra­ture adeguate.

Il risul­tato è a dir poco straor­di­na­rio, Gruppo Toscano  fa un grosso in bocca al lupo al Team Med in Italy, per la finale che si terrà a Madrid a Settembre 2012.

Il legno:protagonista di un nuovo modo di costruire

L’idea della costru­zione in legno come casetta di cam­pa­gna, sta via via per essere can­cel­lata dall’alto numero di edi­fici pub­blici e pri­vati, rea­liz­zati com­ple­ta­mente in legno.

Il legno, natu­rale, rin­no­va­bile e bio­com­pa­ti­bile, è diven­tato un mate­riale estre­ma­mente com­pe­ti­tivo, gra­zie alla sua capa­cità di offrire una rispo­sta su misura alla domanda di sicu­rezza, con­fort, rispar­mio ener­ge­tico e rispetto per l’ambiente.

Il trend dell’utilizzo del legno è in forte ascesa, un gruppo  all’avanguardia in que­sto campo, in cui eco­no­mia e eco­lo­gia si com­bi­nano, è Wood Beton .

Il pro­dotto di que­sta azienda, si pre­senta sot­to­forma di pan­nelli pre­as­sem­blati e resi mono­li­tici tra loro, non attra­verso con­net­tori metal­lici, ma è il cal­ce­struzzo stesso che nella fase di getto si inne­sta nelle cavità rea­liz­zate nel tra­vetto di legno, otte­nendo cosi pre­sta­zioni al mas­simo, con un peso che è circa la metà rispetto ad un solaio in laterocemento.

I van­taggi di que­sto mate­riale non pos­sono che atti­rare l’attenzione del con­su­ma­tore moderno, per il quale la casa è l’investimento per­so­nale più importante:

–Consumo di ener­gia ridotto

–Basso impatto ambientale

–Leggerezza strut­tu­rale

–Ottimo com­por­ta­mento antisismico

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La costruzione più ecologica d’Italia

E’ ad Albenga in pro­vin­cia di Savona ed è la casa più eco­lo­gica d’Italia per­ché sfrutta quasi tutte le tec­no­lo­gie dispo­ni­bili attual­mente per il rispar­mio ener­ge­tico.

La palaz­zina ospita 24 alloggi per i Vigili del Fuoco e alcuni uffici comu­nali, per una super­fi­cie totale di 800 mq ad altis­sima effi­cienza ener­ge­tica. In ogni locale ci sono 60 “accor­gi­menti eco­lo­gici”: dall’energia elet­trica pro­dotta con celle foto­vol­tai­che, al riscal­da­mento e raf­fre­sca­mento geo­ter­mico, dagli impianti di rici­clo dell’acqua ai mate­riali rici­clati e iso­lanti uti­liz­zati nella costruzione.

Per pro­get­tare la palaz­zina, l’architetto Giorgio Mallarino ha ana­liz­zato scien­ti­fi­ca­mente tutti gli spre­chi di una casa, con­sa­pe­vole che le abi­ta­zioni assor­bono il 40% di tutta l’energia con­su­mata in Italia. Da quest’analisi è nata que­sta costru­zione che è anche una cen­trale ener­ge­tica in grado di sfrut­tare tutte le fonti rinnovabili.

Qui sotto potete dare un’occhiata ad un docu­mento tro­vato su Scribd, con qual­che det­ta­glio in più sul progetto.

La Casa Ecologica di Albenga

Certificazione energetica: la telenovela continua

Questo blog si è occu­pato più volte del tema della cer­ti­fi­ca­zione ener­ge­tica, e della sua non facile inter­pre­ta­zione.
E’ noti­zia di ieri, ripor­tata dall’ottimo geometra.info, che Assoedilizia, l’associazione lom­barda dei pro­prie­tari di immo­bili, ha chie­sto uffi­cial­mente alla Regione Lombardia la sospen­sione della cer­ti­fi­ca­zione energetica.

I motivi di que­sta richie­sta risie­dono soprat­tutto nella con­fu­sione crea­tasi dalle con­ti­nue modi­fi­che al prov­ve­di­mento e in particolare:

  • le pro­ce­dure di cal­colo e le moda­lità di ese­cu­zione sono state variate, aggior­nate, imple­men­tate o sono state comun­que oggetto di modi­fi­che ben 14 volte negli ultimi 22 mesi (cioè una varia­zione ogni 47 giorni di media)
  • i pro­grammi di cal­colo resi dispo­ni­bili ai Certificatori Energetici da Cestec s.p.a. sono stati cam­biati almeno 8 volte in 22 mesi (cioè una modi­fica ogni 80 giorni di media)
  • è pre­vi­sta un’ennesima nuova varia­zione radi­cale a par­tire dal 26 otto­bre 2009 con l’obbligo di usare una nuova ver­sione del pro­gramma di cal­colo e delle pro­ce­dure for­nite dalla Regione non ancora testate e messe a punto.

Per appro­fon­di­menti vi con­si­glio di leg­gere l’intero comu­ni­cato dispo­ni­bile sul sito di Assoedilizia.

Ora resta da vedere come la Regione Lombardia rece­pirà que­sta richie­sta, in attesa che emerga — a livello nazio­nale — un prov­ve­di­mento chiaro e libero da frain­ten­di­menti.

Risparmio energetico e detrazione del 55%

Dal 15 ago­sto scorso è entrata in vigore la Legge 99/2009 che eli­mina l’obbligo di redi­gere l’attestato di qua­li­fi­ca­zione ener­ge­tica per usu­fruire della detra­zione del 55% per la sosti­tu­zione di impianti ter­mici con cal­daie a con­den­sa­zione, pompe di calore o impianti geo­ter­mici, pre­vi­sta nella vec­chia finanziaria.

Quindi per la sosti­tu­zione di tali impianti biso­gna seguire la stessa pro­ce­dura che valeva per l’instal­la­zione di pan­nelli solari e per la sosti­tu­zione di fine­stre e infissi in sin­gole unità immobiliari.

La docu­men­ta­zione neces­sa­ria per la detra­zione è la seguente:

  • asse­ve­ra­zione di un tec­nico abi­li­tato (iscritto all’albo) che atte­sti la rispon­denza dell’intervento ai requi­siti richiesti.
  • scheda infor­ma­tiva rela­tiva agli inter­venti rea­liz­zati con­te­nente i dati richie­sti dall’allegato E sca­ri­ca­bile dal sito dell’ ENEA.

Restano comun­que in vigore i seguenti importi mas­simi da detrarre chia­rite nella legge 27/2006 commi 345–346-347 rela­tivi alla finan­zia­ria 2007:

  • Per le spese docu­men­tate rela­tive ad inter­venti su edi­fici esi­stenti, parti di edi­fici esi­stenti o unità immo­bi­liari, riguar­danti strut­ture opa­che ver­ti­cali, strut­ture opa­che oriz­zon­tali (coper­ture e pavi­menti), fine­stre com­pren­sive di infissi, spetta una detra­zione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rima­sti a carico del con­tri­buente, fino a un valore mas­simo della detra­zione di 60.000 euro, da ripar­tire in tre quote annuali di pari importo”.
  • Per le spese docu­men­tate rela­tive all’installazione di pan­nelli solari per la pro­du­zione di acqua calda per usi dome­stici o indu­striali e per la coper­tura del fab­bi­so­gno di acqua calda in piscine, strut­ture spor­tive, case di rico­vero e cura, isti­tuti sco­la­stici e uni­ver­sità, spetta una detra­zione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rima­sti a carico del con­tri­buente, fino a un valore mas­simo della detra­zione di 60.000 euro, da ripar­tire in tre quote”.
  • Per le spese docu­men­tate, per inter­venti di sosti­tu­zione di impianti di cli­ma­tiz­za­zione inver­nale con impianti dotati di cal­daie a con­den­sa­zione spetta una detra­zione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rima­sti a carico del con­tri­buente, fino a un valore mas­simo della detra­zione di 30.000 euro, da ripar­tire in tre quote annuali di pari importo”.

Ancora sulla certificazione energetica degli edifici

Vorrei aggiun­gere due righe al post di ieri di Giuseppe:

In cosa con­si­ste pre­ci­sa­mente la cer­ti­fi­ca­zione energetica?

Il con­sumo degli edi­fici dipende chia­ra­mente da molti fattori:

  • tipo di muratura
  • grado di illuminazione
  • ore di espo­si­zione al sole
  • ampiezza delle finestre
  • esi­stenza di iso­la­mento termico
  • tipo­lo­gia degli impianti.

Produrre una cer­ti­fi­ca­zione ener­ge­tica per gli edi­fici signi­fica quindi fare una dichia­ra­zione che prenda in con­si­de­ra­zione tutti que­sti fat­tori per creare un docu­mento deno­mi­nato atte­stato di cer­ti­fi­ca­zione ener­ge­tica.

Tale cer­ti­fi­ca­zione ha un valore di 10 anni e potrà essere rila­sciata sol­tanto da un tec­nico abi­li­tato (archi­tetto, inge­gnere o geo­me­tra) rego­lar­mente iscritto all’albo.

Nuova disciplina energetica in vigore dal 1 Luglio 2009

La disci­plina ener­ge­tica degli edi­fici è con­te­nuta nel d.lgs. 19/08/2005, n. 192 (suc­ces­si­va­mente modi­fi­cata dal d.lgs. 29/12/2006, n. 311 e, infine, dal d.l. 112/2008, con­ver­tito in legge 06/08/2008 n. 133). L’art. 35, co. 2 bis del decreto 112/2008 ha abro­gato i commi 3 e 4 dell’art. 6 e dei commi 8 e 9 dell’art. 15 del d.lgs. 192/2005 (di seguito solo “decreto”), i quali pre­ve­de­vano l’obbligo di alle­ga­zione dell’Attestazione di Certificazione Energetica (sosti­tuito da una Attestazione di Qualificazione Energetica nelle regioni che non hanno ancora dato appli­ca­zione alla nor­ma­tiva su base locale) agli atti di tra­sfe­ri­mento a titolo one­roso (e la messa a dispo­si­zione nel caso di loca­zione) e le rispet­tive san­zioni di nullità.

Oggi, si può dun­que alie­nare un immo­bile non dotato dell’ACE (o dell’AQE), ma a par­tire dal 01/07/2009 tutti gli immo­bili (non solo quelli di nuova costru­zione), devono essere dotati dell’attestato di cer­ti­fi­ca­zione ener­ge­tica (art. 6 del decreto).

L’obbligo di dota­zione rife­rito agli immo­bili di nuova costru­zione, o che abbiano subito inter­venti di ristrut­tu­ra­zione rea­liz­zati in forza di per­messo di costruire richie­sto ovvero di DIA pre­sen­tata in data suc­ces­siva all’08/10/2005, grava in capo al costrut­tore.

Per tutti gli altri edi­fici, l’obbligo di dota­zione deve rite­nersi sus­si­stere è in capo al ven­di­tore, secondo la disci­plina gene­rale (art. 1477, co 3, c.c.): ad ogni modo, nella disci­plina di cui trat­tasi, non si rin­viene alcuna norma che escluda la pos­si­bi­lità delle parti di accor­darsi in altro modo, ad esem­pio ponendo l’obbligo a carico dell’acquirente.

Sono esclusi da que­sta disci­plina le seguenti tipo­lo­gie immobiliari:

  • gli immo­bili rica­denti nell’ambito della disci­plina della parte seconda e dell’articolo 136, co. 1), let­tere b) e c), del decreto legi­sla­tivo 22/01/2004, n. 42 (Codice dei beni cul­tu­rali e del pae­sag­gio), nei casi in cui il rispetto delle pre­scri­zioni impli­che­rebbe un’alterazione inac­cet­ta­bile del loro carat­tere o aspetto con par­ti­co­lare rife­ri­mento ai carat­teri sto­rici o artistici;
  • i fab­bri­cati indu­striali, arti­gia­nali e agri­coli non resi­den­ziali quando gli ambienti sono riscal­dati per esi­genze del pro­cesso pro­dut­tivo o uti­liz­zando reflui ener­ge­tici del pro­cesso pro­dut­tivo non altri­menti uti­liz­za­bili; i fab­bri­cati iso­lati con una super­fi­cie utile totale infe­riore a 50 metri quadrati

Infine, il recen­tis­simo D.M. 26/06/2009 ha pre­vi­sto le Linee guida nazio­nali per la cer­ti­fi­ca­zione ener­ge­tica, pre­ve­den­done il disci­pli­nare tec­nico e gli stru­menti di rac­cordo tra Stato ed Enti Locali per la piena attua­zione della disci­plina anche su base locale.

Il futuro della Luce

Accanto al Salone Internazionale del Mobile, alla sua 48ª edi­zione, quest’anno abbiamo tro­vato a Milano la tanto attesa Euroluce, il Salone Internazionale dell’Illuminazione, punto di rife­ri­mento del set­tore per la sua offerta ad ampio rag­gio, dalle sor­genti lumi­nose al dome­stico, dall’illuminotecnica all’illuminazione urbana.

In que­sta edi­zione si è molto inve­stito nell’innovazione a tutti i livelli: azien­dale, di comu­ni­ca­zione e di imma­gine: la luce è un tema di attua­lità, che riguarda aspetti diversi, dalla soste­ni­bi­lità alla sicu­rezza delle città, del resto l’ecosostenibilità tocca sia noi, frui­tori ogni giorno di innu­me­re­voli mani­fe­sta­zioni della luce, che gli impren­di­tori del settore.

La vera rispo­sta al pro­blema ener­ge­tico è l’affermazione del pro­getto illu­mi­no­tec­nico come parte inte­grante di qual­siasi pro­getto archi­tet­to­nico, pub­blico o pri­vato. Si parla molto di lighting design, cioè inte­grare le sor­genti lumi­nose in un buon pro­getto a garan­zia del com­fort visivo.

Ma quali sono le carat­te­ri­sti­che di un pro­getto della luce ben fatto? Riteniamo non ci siano delle regole a priori, l’importante è inse­rire le lam­pade in base all’uso e agli ambienti.

Per esem­pio: un’illuminazione indi­retta rea­liz­zata con sor­genti fluo­re­scenti per enfa­tiz­zare i sof­fitti, Led color a terra per sot­to­li­neare i per­corsi, lenti rifrat­tive con effetto “a lama di luce” per illu­mi­nare gli oggetti. Un buon pro­getto, da un lato deve pun­tare al rispar­mio ener­ge­tico e rispetto ambien­tale, dall’altro al benessere.

Una recente diret­tiva euro­pea san­ci­sce dal 1° gen­naio 2011 la scom­parsa della plu­ri­cen­te­na­ria lam­pa­dina a incan­de­scenza «l’ unica in grado di dare una resa di colore ottima in ter­mini este­tici e qua­li­ta­tivi», a favore di quella fluo­re­scente com­patta, a basso con­sumo ener­ge­tico ma tutt’altro che eco­lo­gica, in quanto con­tiene circa 4 mil­li­grammi di mer­cu­rio. Termometro al mer­cu­rio no e lam­pa­dina fluo­re­scente si… un metro e due misure?

Ma qual è la luce del futuro? Per noi, per molti, è il Led, per i ridotti con­sumi e dimen­sioni, la lunga durata e le ele­vate prestazioni.