Cos’è il CoHousing?
nov 12, 2009 Edilizia sostenibile e fonti rinnovabili

Il Cohousing è una particolare forma di convivenza condominiale, dove i condòmini decidono di condividere alcuni spazi e servizi comuni, rimanendo però autonomi nella gestione del proprio appartamento
Si tratta di un fenomeno ancora poco diffuso in Italia, nato intorno agli anni 60 nei paesi scandinavi, prima di estendersi successivamente anche nel resto del nord Europa (Belgio, Olanda, Inghilterra, Germania), ma ci sono numerosi casi anche in Nord America, Australia e Giappone.
Per una definizione precisa dobbiamo far riferimento al sito cohousing.it che riporta testualmente:
Le comunità di cohousing combinano l’autonomia dell’abitazione privata con i vantaggi di servizi, risorse e spazi condivisi (micronidi, laboratori per il fai da te, auto in comune, palestre, stanze per gli ospiti, orti e giardini...) con benefici dal punto di vista sia sociale che ambientale.
Tipicamente consistono in un insediamento di 20–40 unità abitative, per famiglie e single, che si sono scelti tra loro e hanno deciso di vivere come una “comunità di vicinato” per poi dar vita – attraverso un processo di progettazione partecipata - alla realizzazione di un ‘villaggio’ dove coesistono spazi privati (la propria abitazione) e spazi comuni (i servizi condivisi).
Per approfondire questo tema, per dare un’occhiata ai progetti italiani e per comprendere meglio le motivazioni che spingono verso una scelta sociale di questo tipo, vi rimando all’esauriente cohousing.it, mentre gli amanti della carta potranno trovare le risposte che cercano su Cohousing e condomini solidali (Libro + Dvd) di Matthieu Lietaert, Terra Nuova Edizioni (acquistabile online).
Tags: cohousing, condominio, Edilizia, sostenibilità
Buon Earth Day con la città del futuro.
apr 22, 2009 Appuntamenti, Edilizia sostenibile e fonti rinnovabili
Oggi è l’Earth Day, la giornata mondiale della Terra, che celebra il nostro pianeta e la sua salvaguardia da 29 anni ogni 22 Aprile (la prima edizione risale al 1970).
Casualmente il destino ha voluto che scoprissi proprio oggi l’esistenza di un progetto visionario creato dall’altrettanto visionario architetto inglese Norman Foster: sto parlando della città di Masdar.
Masdar è una città di circa 6 Km quadrati di superficie pianificata negli Emirati Arabi Uniti, ad Abu Dhabi, a 30km a est dalla capitale, vicino all’aeroporto internazionale della città. Dovrebbe essere completata entro il 2023, ma già nel 2016 potranno viverci inizialmente 50 mila abitanti.
La sua particolarità? La città conterà esclusivamente sull’energia solare, con un’economia zero-carbonio, e un’ecologia zero-rifiuti.
Le auto? Non potranno circolare ma non ce ne sarà bisogno perchè ci saranno circa 2.500 taxi elettrici senza conducente che porteranno abitanti e visitatori entro 200 metri dalla destinazione.
I consumi? Massimo 30Kw di consumo elettrico giornaliero pro capite (nove volte meno di un cittadino americano) e massimo 80 litri di acqua al giorno per persona.
I rifiuti? Per il 98% saranno riciclati e solo il 2% finirà in discarica.
L’energia per far funzionare la città? Assicurata da un impianto fotovoltaico da 10mW (oltre 87 mila pannelli) costruito con materiale riciclato, oltre ad altri impianti eolici, termici.
Davvero le città del futuro saranno essere come le immaginavamo nei libri di fantascienza — ma senza le auto volanti?
Per approfondimenti:
- Masdar — sito ufficiale (ENG)
- Pagina di Masdar su Wikipedia
- Scheda del progetto su Archiportale
- Scheda sul sito della Foster + Partners (ENG)
Tags: earth day, eventi, futuro, sostenibilità
La casa di legno contro i terremoti
apr 8, 2009 Edilizia sostenibile e fonti rinnovabili
Il terremoto che ha colpito l’Abruzzo ha convinto il Governo a rimandare l’approvazione del Piano Casa (di cui avevamo già parlato negli scorsi giorni). La priorità al momento si starebbe concentrando nell’intenzione di inserire normative più rigide e incentivi per l’edilizia anti-sismica.
Quali sono le tecniche per costruire un edificio resistente alle scosse sismiche? I sistemi sono vari e stati come la California o il Giappone — due tra le zone più sismiche del pianeta — hanno investito molto per la riqualificazione degli edifici. Mentre in Italia invece il crollo di edifici pubblici come la Casa dello studente e l’ospedale dell’Aquila — tra l’altro di recente costruizione — hanno scatenato i soliti fiumi di polemiche. Non è un mistero che nell’applicazione dell’edilizia antisismica siamo ancora molto indietro, eppure il nostro Paese è a livelli molto avanzati per quanto riguarda la ricerca .
Gli esperti del Cnr ad esempio hanno brevettato qualche anno fa un’edificio totalmente in legno, di sette piani e 24 metri di altezza, chiamato Sofie (Sistema Costruttivo Fiemme). A ottobre 2007 l’Istituto nazionale di ricerca sulla prevenzione disastri (Nied) di Miki (Giappone) l’ha sottoposto con successo al test antisismico considerato più distruttivo per gli immobili ad uso civile, ovvero la simulazione del terremoto di Kobe (magnitudo 7,2 sulla scala Richter), che nel 1995 provocò la morte di oltre seimila persone in Giappone.
Tags: costruzioni, Edilizia, legno, sostenibilità, terremoto


